Oltre 444 chili di cocaina nascosti nel caffè: 50enne in carcere a Pordenone

Condanna definitiva per il traffico di 444,5 chili di cocaina: 50enne trasferito dai domiciliari a Zoppola al carcere di Pordenone.

30 ottobre 2026 18:36
Oltre 444 chili di cocaina nascosti nel caffè: 50enne in carcere a Pordenone -
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ZOPPOLA – Si trovava agli arresti domiciliari nell’abitazione di un parente quando i Carabinieri gli hanno notificato l’ordine di carcerazione. P.A., 50enne originario di Gioia Tauro e domiciliato a Zoppola, è stato trasferito nella Casa circondariale di Pordenone dopo una condanna definitiva per traffico di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato eseguito mercoledì 28 ottobre 2026 dai militari della Stazione di Fiume Veneto, con il supporto degli organi investigativi del Comando provinciale dei Carabinieri di Pordenone.

La condanna definitiva e la pena da espiare

L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura Generale di Genova, in esecuzione della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello del capoluogo ligure e diventata definitiva.

L’uomo deve espiare una pena residua di 12 anni di reclusione, oltre a 80 mila euro di multa. Sono state disposte anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale durante l’espiazione della pena. Il termine della detenzione indicato nel provvedimento è il 1° febbraio 2035.

La condanna riguarda il traffico di stupefacenti in concorso, con le aggravanti richiamate negli articoli 73, comma 1, e 80, comma 2, del D.P.R. 309/1990 e nell’articolo 61, numeri 5 e 11, del codice penale.

La cocaina nascosta nel carico di caffè

All’origine della vicenda c’è un’operazione del GICO della Guardia di Finanza ligure, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova.

Il 7 febbraio 2022, all’interno del Terminal PSA del porto di Genova, i finanzieri avevano individuato e sequestrato 444,5 chilogrammi di cocaina purissima. La sostanza era nascosta in un container che trasportava caffè proveniente dal Brasile.

L’intervento aveva portato all’arresto in flagranza di una prima persona, aprendo la strada a ulteriori accertamenti sulla rete coinvolta nell’arrivo del carico.

Gli sviluppi dell’indagine

Le successive attività investigative avevano consentito di ricostruire altri ruoli nell’organizzazione del trasporto e avevano portato il GIP di Genova a emettere ulteriori misure cautelari in carcere.

Tra i destinatari figurava anche il cinquantenne poi domiciliato a Zoppola, coinvolto nell’organizzazione dell’arrivo della cocaina. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, lo stupefacente era destinato alla criminalità organizzata calabrese.

Il contrasto agli stupefacenti interessa anche altri canali di ingresso nel Nordest, come documentano i controlli aeroportuali su droga, valuta e merci irregolari a Treviso, nell’ambito di attività distinte dall’indagine genovese.

Il trasferimento dal domicilio al carcere

I Carabinieri hanno raggiunto P.A. nell’abitazione del parente a Zoppola, dove era già sottoposto agli arresti domiciliari.

Nel territorio di Fiume Veneto, nei giorni scorsi, un’altra esecuzione di un ordine di carcerazione aveva riguardato una donna rintracciata in un’officina.

Nel caso del cinquantenne, dopo la notifica degli atti e il completamento delle formalità, i militari lo hanno accompagnato nella Casa circondariale di Pordenone per l’espiazione della pena.

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