Carceri Fvg, Fasiolo chiede chiarimenti su assistenza psichiatrica e prevenzione suicidi
La consigliera regionale del Pd sollecita un quadro sull'organizzazione dei servizi negli istituti penitenziari e sugli strumenti.
TRIESTE - La gestione della salute mentale nelle carceri del Friuli Venezia Giulia finisce al centro di un'interrogazione in Consiglio regionale. A sollevarla è la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), che chiede alla Giunta di fare chiarezza sull'organizzazione dell'assistenza psichiatrica e psicologica negli istituti penitenziari della regione, con particolare attenzione alla prevenzione di suicidi e atti di autolesionismo.
Fasiolo parla di una situazione che impone "un'attenzione particolare" nel contrasto ai fenomeni più estremi che possono arrivare fino al suicidio e sollecita un sistema regionale più strutturato per intercettare e prevenire i casi di disagio grave tra le persone detenute.
Cosa chiede l'interrogazione
Nel testo, la consigliera richiama il fatto che la tutela della salute delle persone detenute rientra nelle responsabilità del Servizio sanitario regionale e sottolinea come, sul fronte della salute mentale, serva un presidio specifico e continuativo.
Secondo Fasiolo, la popolazione detenuta presenta una condizione di particolare vulnerabilità rispetto a disagio psichico, disturbi mentali, dipendenze, autolesionismo e rischio suicidario. Per questo, osserva, è necessaria una presa in carico tempestiva, continuativa e multidisciplinare, sostenuta da professionalità adeguate e da un coordinamento efficace tra Aziende sanitarie, Arcs e amministrazione penitenziaria.
L'interrogazione punta quindi a ottenere un quadro preciso su come siano organizzati oggi i servizi di assistenza psicologica e psichiatrica all'interno delle carceri del Friuli Venezia Giulia e su quali strumenti siano effettivamente disponibili per affrontare le situazioni più critiche.
Prevenzione, formazione e verifiche dopo gli episodi gravi
Uno dei punti centrali riguarda la prevenzione del suicidio e degli eventi autolesivi. Fasiolo chiede infatti quali strumenti siano attualmente previsti per la formazione degli operatori e per il loro supporto, in un contesto che richiede competenze specifiche e interventi rapidi.
La richiesta si estende anche alla fase successiva agli episodi più gravi: la consigliera domanda se, dopo suicidi, tentativi di suicidio o casi rilevanti di autolesionismo, vengano svolti audit clinici e organizzativi sistematici, con l'obiettivo di individuare le criticità e definire azioni di miglioramento.
Per Fasiolo, infatti, non è sufficiente intervenire solo nell'emergenza. Serve invece un modello regionale omogeneo, capace di monitorare il fenomeno nel tempo, valutare la qualità degli interventi messi in campo e trarre indicazioni operative dai cosiddetti eventi sentinella.
La richiesta di un sistema regionale più strutturato
Nel suo intervento, la consigliera del Pd insiste sulla necessità di rafforzare la rete di tutela della salute mentale negli istituti penitenziari del Fvg. Il nodo, nella sua lettura, è costruire una presa in carico realmente integrata, che non consideri la salute mentale in carcere un ambito residuale.
Da qui la richiesta alla Giunta regionale di chiarire assetto organizzativo, strumenti di prevenzione e modalità di coordinamento tra i soggetti coinvolti, in modo da garantire personale adeguato, prevenzione e continuità assistenziale per le persone detenute.
L'interrogazione chiede infine di verificare se il sistema oggi in campo sia in grado di assicurare non solo la risposta ai casi urgenti, ma anche un monitoraggio costante e una valutazione strutturata degli interventi adottati negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia.