Casale sul Sile recupera 993mila euro di IMU non versata sull’area del Parco Tematico
Le somme saranno usate per opere pubbliche già previste tra il 2026 e il 2027: pista ciclabile, tribune sportive e campi da rugby.
CASALE SUL SILE - Il Comune ha recuperato 993mila euro di IMU non versata da alcune società private proprietarie dei terreni dell’area Casale Est, la zona conosciuta come Parco Tematico dove negli anni era stato ipotizzato prima un parco divertimenti e poi un polo logistico mai arrivato a conclusione. Per l’ente si tratta di una somma rilevante, che sarà destinata a opere pubbliche già inserite nella programmazione 2026-2028.
L’importo incassato rappresenta circa la metà dell’ammanco complessivo contestato per la sola area del Parco Tematico, quantificato dal Comune in 2.331.887 euro. Le posizioni debitorie, rimaste aperte per anni, hanno prodotto mancate entrate e richiesto una lunga attività di accertamento e recupero tributario.
La sindaca Stefania Golisciani parla di un risultato ottenuto dopo un percorso complesso, segnato da ricorsi davanti alla giustizia tributaria, azioni per il recupero dell’imposta e contenziosi amministrativi legati alle scelte urbanistiche sull’area, compresi passaggi davanti al Tar e in appello. L’amministrazione conferma inoltre che il lavoro prosegue per tentare di recuperare l’intero importo ancora dovuto.
Dove andranno le risorse recuperate
Le somme saranno impiegate per interventi già programmati a favore della comunità tra il 2026 e il 2027. Tra le opere indicate dal Comune ci sono la nuova illuminazione pubblica della pista ciclabile di via Nuova Trevigiana, nel tratto tra Casale sul Sile e Lughignano, la messa a norma delle tribune degli impianti sportivi di via Belvedere e il completamento dell’illuminazione dei campi da rugby di via Vicinale Rivalta.
Secondo Golisciani, l’ultima variazione al programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 è stata ampliata proprio in previsione di questa entrata. L’assessore al Bilancio e alle Attività Produttive Walter Trabucco ha collegato il recupero delle somme alla tutela delle risorse pubbliche e al rispetto degli obblighi tributari.
Il nodo dell’area Casale Est
La vicenda riguarda una vasta superficie di 540.000 metri quadrati. I primi indirizzi per il cambio d’uso dell’area Casale Est risalgono al 1989, quando una società propose un intervento urbanistico per realizzare un parco di divertimento. In quella fase fu approvata una variante al Piano regolatore generale e l’area passò da agricola a destinazione specifica, prendendo il nome di Parco Tematico.
Il progetto del parco divertimenti però non ebbe seguito. Nel 1997, con l’aggiornamento del PRG poi approvato nel 1999, la destinazione a Parco Tematico fu confermata senza che arrivasse una proposta concreta di utilizzo.
Negli anni successivi, con la revisione urbanistica avviata nel 2007 e l’approvazione di PAT e PI, l’area venne nuovamente confermata ma con destinazione modificata: non più parco tematico turistico, bensì zona industriale, commerciale e artigianale, con intervento subordinato a un piano attuativo e all’adesione di tutti i proprietari.
Dal progetto logistico all’archiviazione
Nel 2017 fu depositata la proposta di Piano urbanistico attuativo per un polo logistico. La giunta comunale adottò il PUA nel 2020, facendo partire l’iter per l’autorizzazione definitiva, ma da allora non si è mai arrivati a un’intesa tra tutti i soggetti privati coinvolti.
La situazione si è complicata anche per i cambi di proprietà di alcuni lotti e per passaggi all’asta di parte delle aree. Il Comune, pur dichiarandosi favorevole allo sviluppo dell’area, ha chiesto più volte documentazione integrativa che però non è mai stata consegnata in modo completo.
Nel novembre 2023 l’amministrazione impose ai proponenti 40 giorni di tempo per presentare gli atti mancanti. Dopo ulteriori mesi di attesa, ad aprile 2024 la giunta ha deciso l’archiviazione definitiva del PUA e ha dichiarato improcedibile il progetto.
In questo quadro si inserisce ora il recupero dell’IMU arretrata sui terreni dell’area, una partita che per il Comune resta ancora aperta per la parte non incassata.