Mantenimento dei figli minorenni: cosa ha stabilito la Cassazione nel 2025?

Nel 2025 la Cassazione chiarisce criteri, responsabilità e tutele legate al sostegno economico dei figli dopo la separazione.

03 febbraio 2026 12:11
Mantenimento dei figli minorenni: cosa ha stabilito la Cassazione nel 2025? -
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Il mantenimento dei figli minorenni è uno di quei temi che periodicamente viene rivalutato dalla magistratura. Cambia con la società, si adatta ai nuovi modelli familiari, segue – spesso rincorrendoli – i mutamenti economici e culturali del Paese. Nel 2025 la Corte di Cassazione ha messo alcuni punti fermi importanti, chiarendo orientamenti che negli ultimi anni avevano generato dubbi, interpretazioni difformi e contenziosi frequenti. La questione non riguarda solo l’importo dell’assegno, ma il senso stesso dell’obbligo di mantenimento, il ruolo di entrambi i genitori, il peso delle capacità economiche reali e il superiore interesse del minore.

Abbiamo approfondito queste tematiche con l'Avv. Marco Ticozzi grazie al quale siamo riusciti a comprendere pienamente l'orientamento della cassazione e le novità introdotte.

Il principio cardine ribadito dalla Cassazione: centralità del minore

Nel 2025 la Cassazione ha ribadito con forza un concetto che, sulla carta, era già noto ma che nella pratica veniva talvolta svuotato: il mantenimento dei figli minorenni deve essere costruito intorno ai bisogni del minore, non alle convenienze degli adulti. Le sentenze più recenti insistono sul fatto che il figlio ha diritto a mantenere, per quanto possibile, lo stesso tenore di vita goduto prima della separazione o della crisi familiare.
Secondo l’Avv. Marco Ticozzi, “il punto di partenza non è quanto può dare un genitore, ma di cosa ha bisogno il figlio per crescere in modo equilibrato”. Questo significa considerare spese ordinarie e straordinarie, contesto abitativo, percorso scolastico, attività formative e sociali.

La Cassazione ha chiarito che non è sufficiente una valutazione sommaria del reddito dichiarato. Occorre un’analisi più ampia, che tenga conto della capacità reddituale complessiva, dello stile di vita effettivo e delle risorse patrimoniali. In questo senso, il giudice è chiamato a un ruolo attivo, non meramente notarile. Una linea che riduce il rischio di decisioni “standardizzate” e spinge verso soluzioni più aderenti alla realtà.

Redditi, patrimonio e capacità contributiva reale

Uno degli snodi più delicati affrontati dalla Cassazione nel 2025 riguarda la capacità contributiva reale dei genitori. Non basta più guardare la busta paga o l’ultima dichiarazione dei redditi. Le sentenze sottolineano che il giudice può e deve valutare anche redditi non immediatamente visibili, disponibilità patrimoniali, benefici indiretti e persino il tenore di vita complessivo.
Come sintetizza l’Avv. Marco Ticozzi, “la Cassazione invita a guardare oltre i numeri ufficiali quando questi non raccontano tutta la storia”.

Questo orientamento risponde a un’esigenza concreta: evitare che il peso del mantenimento dei figli minorenni ricada in modo sproporzionato su un solo genitore, spesso quello economicamente più fragile. La Corte ha chiarito che entrambi devono contribuire in modo proporzionale alle proprie possibilità, non in modo formalmente uguale. Un principio semplice, ma che nella pratica ha un impatto enorme.

Il ruolo del tempo di permanenza e della genitorialità condivisa

Un altro tema centrale nel 2025 è stato il rapporto tra tempi di permanenza del minore presso ciascun genitore e obbligo di mantenimento. La Cassazione ha precisato che l’aumento del tempo trascorso con un genitore non elimina automaticamente l’assegno.
Secondo l’Avv. Marco Ticozzi, “la genitorialità condivisa non significa azzerare il mantenimento, ma ripensarlo in modo coerente”.

Il criterio guida resta sempre il benessere del minore. Se un genitore, pur avendo tempi minori di frequentazione, dispone di risorse economiche nettamente inferiori, l’assegno può restare necessario. La Cassazione ha così frenato interpretazioni semplicistiche che equiparavano la parità dei tempi alla parità degli oneri economici. Una scelta che rafforza l’idea di una responsabilità genitoriale sostanziale, non solo formale.

Spese ordinarie e straordinarie: meno ambiguità

Nel 2025 la Corte è intervenuta anche sul tema delle spese straordinarie, spesso fonte di conflitti. Le pronunce più recenti chiariscono che la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie non può essere rigida e va interpretata in base al contesto.
Come osserva l’Avv. Marco Ticozzi, “la Cassazione spinge verso una lettura pratica delle spese, evitando elenchi rigidi che non tengono conto della vita quotidiana”.

Attività sportive, supporti didattici, spese sanitarie non prevedibili: tutto deve essere valutato alla luce dell’interesse del minore e delle abitudini familiari precedenti.

Inadempimento e conseguenze

La Cassazione nel 2025 ha inviato un messaggio netto anche sul fronte dell’inadempimento. Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento dei figli minorenni non è una violazione secondaria, ma un comportamento che incide direttamente sui diritti fondamentali del minore.
Secondo l’Avv. Marco Ticozzi, “l’inadempimento non è solo una questione economica, ma una ferita al principio di responsabilità genitoriale”.

Le decisioni rafforzano gli strumenti di tutela, sia in sede civile sia penale, e confermano che le difficoltà economiche devono essere dimostrate e gestite attraverso i canali giudiziari, non con iniziative unilaterali. Questo orientamento punta a responsabilizzare i genitori e a prevenire situazioni di abbandono economico mascherato da crisi finanziaria.

Avv. Marco Ticozzi: approccio concreto e attenzione alle persone

L’Avv. Marco Ticozzi opera nel campo del diritto di famiglia e civile con un’impostazione orientata alla comprensione dei contesti personali e patrimoniali, con un’attenzione costante alla chiarezza, alla prevenzione del conflitto e alla gestione consapevole delle controversie.
Come ama ricordare, “dietro ogni causa c’è una famiglia che deve continuare a vivere”.

È possibile incontrare l’Avv. Marco Ticozzi nello studio legale Treviso, ma anche nelle sedi di Mestre, e Padova, tre punti di riferimento che consentono un contatto diretto e continuativo. L’attività si sviluppa tra consulenza, assistenza giudiziale e supporto nelle fasi più delicate delle crisi familiari, con un approccio che privilegia soluzioni sostenibili nel tempo.

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