«Fuochi d’artificio e petardi contro gli sbirri»: la chat scioccante scoperta dalla Digos

La Digos di Padova scopre su Instagram piani per saccheggi e violenze durante i cortei. Perquisito un 17enne, misure per altri 11 giovani.

23 ottobre 2026 13:52
«Fuochi d’artificio e petardi contro gli sbirri»: la chat scioccante scoperta dalla Digos -
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PADOVA – Presentarsi come manifestanti per poi compiere danneggiamenti, saccheggiare negozi e utilizzare materiale pirotecnico contro le forze dell’ordine. È quanto sarebbe stato pianificato su Instagram in vista dei due cortei preavvisati per sabato 24 ottobre, secondo gli accertamenti della Digos della Questura di Padova.

Nella prima mattinata di venerdì 23 ottobre, gli investigatori hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di un diciassettenne, delegata dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Venezia. Nelle stesse ore, altri undici giovani sono stati convocati in Questura per la notifica di misure di prevenzione disposte dal questore Marco Odorisio.

I messaggi per organizzare le azioni durante i cortei

L’intervento nasce dal monitoraggio delle piattaforme social svolto dalla Digos. Gli investigatori hanno individuato conversazioni nelle quali più persone si sarebbero accordate per commettere reati durante le manifestazioni, confondendosi tra i partecipanti.

Nei messaggi comparivano indicazioni sull’abbigliamento “total black” e sull’intenzione di portare fuochi d’artificio, petardi e fumogeni da indirizzare contro gli agenti. Erano inoltre indicati come obiettivi di saccheggio due negozi di calzature del centro storico.

Gli approfondimenti hanno riguardato un profilo Instagram seguito da circa 200 persone. Questo dato si riferisce ai follower dell’account, senza indicare che tutti fossero coinvolti nei programmi emersi dalle conversazioni.

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Il fumogeno sotto il materasso e il cellulare sequestrato

I poliziotti hanno identificato il titolare del profilo in un ragazzo di 17 anni, già gravato, secondo quanto riferito dalla Questura, da precedenti per due rapine e lesioni personali.

La perquisizione ha consentito di trovare un fumogeno nascosto sotto il materasso, alcuni grammi di sostanza risultata hashish al narcotest e il telefono utilizzato per aprire il profilo Instagram.

Il procedimento riguarda l’ipotesi prevista dall’articolo 415 del codice penale, relativa all’istigazione alla disobbedienza alle leggi di ordine pubblico o all’odio tra le classi sociali, per la quale è indicata una pena da sei mesi a cinque anni di reclusione.

Undici giovani convocati con i genitori

Gli ulteriori accertamenti hanno coinvolto otto minorenni e tre neomaggiorenni, convocati in Questura accompagnati dai genitori.

Anche per loro sono stati rilevati, a vario titolo, precedenti relativi a rapine, furti, lesioni, risse, armi, molestie, interruzione di pubblico servizio, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito, minacce e spaccio. Alcuni episodi sarebbero stati commessi insieme al diciassettenne titolare dell’account.

Secondo la comunicazione della Questura, la maggior parte dei giovani è di seconda generazione e di origine magrebina.

Le misure disposte dal questore

Sulla base degli accertamenti della Divisione Polizia Anticrimine, il questore Marco Odorisio ha disposto nei confronti degli undici giovani, con applicazioni differenziate:

  • 4 avvisi orali;

  • 5 Daspo fuori contesto, della durata di cinque anni;

  • 5 Dacur, ai sensi dell’articolo 13 bis del decreto legge 14/2017, della durata di cinque anni;

  • 27 diffide.

I provvedimenti sono stati notificati nella mattinata di venerdì. Cinque dei giovani erano già destinatari di precedenti misure di prevenzione, tra Dacur e avviso orale.

Il precedente intervento del 15 ottobre

Si tratta della seconda operazione preventiva della Digos padovana nell’arco di pochi giorni. Giovedì 15 ottobre, prima della mobilitazione nazionale degli studenti, erano state eseguite otto perquisizioni nei confronti di altrettanti minorenni per l’ipotesi di istigazione a delinquere aggravata.

In quell’occasione gli accertamenti avevano riguardato programmi di disordini, con assalti alla Questura e saccheggi di negozi del centro. Altri otto minorenni erano stati convocati con i genitori e il questore aveva applicato misure di prevenzione a carico di tutti i giovani interessati.

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Gli elementi investigativi relativi alle condotte contestate restano soggetti agli accertamenti dell’autorità giudiziaria e non equivalgono a una condanna.

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