Risolto il giallo del ciclista investito e ucciso da un'auto: chi era

Identificato il ciclista travolto sulla Valsugana a Curtarolo: è il 70enne Ermenegildo Favero. Decisiva la segnalazione di un volontario.

19 febbraio 2026 11:19
Risolto il giallo del ciclista investito e ucciso da un'auto: chi era -
Condividi

CURTAROLO (PD) – Ha finalmente un nome il ciclista travolto e ucciso nel drammatico incidente avvenuto lunedì alle 15.30 lungo la strada provinciale 47 Valsugana. Si tratta di Ermenegildo Favero, 70 anni, residente a Piazzola sul Brenta.

L’uomo, che al momento dell’impatto non aveva con sé documenti né telefono cellulare, è stato identificato soltanto nel tardo pomeriggio di ieri, dopo due giorni di ricerche serrate.

Lo schianto lungo la provinciale 47

L’incidente si è verificato nel territorio di Curtarolo. Secondo quanto riferito dal conducente del suv, un 59enne del Veneziano, il ciclista si sarebbe spostato improvvisamente verso il centro della carreggiata, rendendo impossibile evitare la collisione.

L’impatto è stato fatale. Per il 70enne non c’è stato nulla da fare.

Chi era Ermenegildo Favero

Ermenegildo Favero era in pensione dopo aver lavorato nel settore della macellazione della carne. Vedovo, con un figlio residente nel Veneziano, viveva da solo in un appartamento di un condominio a Piazzola sul Brenta.

Non aveva la patente ed era solito percorrere lunghi tragitti in bicicletta, mezzo che utilizzava abitualmente per spostarsi. Aveva fratelli e sorelle nei Comuni limitrofi, con i quali manteneva contatti non frequenti.

È stato proprio uno dei familiari a fornire la conferma definitiva sull’identità della vittima.

Le ricerche e la segnalazione decisiva

La Polizia locale del Medio Brenta, coordinata dal comandante Filippo Bovo, si era attivata immediatamente per risalire all’identità dell’uomo, coinvolgendo anche i Carabinieri competenti per territorio.

Sono state effettuate verifiche all’anagrafe di Curtarolo, raccolte informazioni tra sacerdoti, esercenti e negozianti. In un primo momento si era ipotizzato che la vittima potesse non essere residente nel Comune. Era giunta anche una segnalazione secondo cui potesse trattarsi di una persona che chiedeva l’elemosina fuori da un supermercato a Campo San Martino, ma la pista si è rivelata infondata.

La svolta è arrivata nel pomeriggio grazie a un volontario dell’Auser di Piazzola, che si occupava di portare i pasti a domicilio all’anziano. Trovando il pranzo del martedì ancora fuori dalla porta e non ricevendo risposta al campanello, il volontario ha contattato le forze dell’ordine, sapendo delle ricerche in corso.

Gli agenti si sono quindi recati dal fratello dell’uomo, che ha riconosciuto alcuni elementi utili all’identificazione. La conferma ufficiale è arrivata successivamente all’obitorio di Camposampiero.

Il Comune di Piazzola sul Brenta seguiva Favero attraverso i servizi sociali, con assistenti che lo visitavano due volte alla settimana. L’ultimo incontro era avvenuto proprio la mattina del giorno dell’incidente, poche ore prima della tragedia.

L’appello del sindaco e l’ultimo saluto

Nel tardo pomeriggio di martedì, anche il sindaco di Curtarolo, Martina Rocchio, aveva lanciato un appello sui social per cercare di dare un nome alla vittima e garantirle la dignità che meritava.

Nel messaggio si invitavano i cittadini a verificare le condizioni di vicini, parenti e amici, in particolare uomini residenti soli sopra i 68 anni, sottolineando come un gesto di attenzione possa fare la differenza.

Ora, dopo l’identificazione, potrà essere fissata la data delle esequie. Si attende il nulla osta del magistrato, che sta valutando se disporre l’autopsia prima di restituire la salma ai familiari per l’ultimo saluto.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail