La più bella del Veneto, tra mare e laguna: ecco la ciclovia che lascia senza fiato

55 km in bici tra Jesolo, Cavallino, Lio Piccolo e Lio Maggiore: uno dei percorsi ciclabili più suggestivi del Veneto tra mare e laguna.

09 marzo 2026 16:41
La più bella del Veneto, tra mare e laguna: ecco la ciclovia che lascia senza fiato -
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Un percorso affascinante, panoramico e completamente pianeggiante che unisce mare, laguna e storia. La ciclovia che collega Jesolo, Cavallino Treporti, Lio Piccolo e Lio Maggiore è considerata da molti uno dei percorsi in bicicletta più belli del Veneto, un itinerario di circa 55 chilometri che permette di scoprire uno dei paesaggi più sorprendenti dell’alto Adriatico.

Si tratta di un tracciato capace di regalare scenari completamente diversi tra loro, passando dalle rive del fiume Sile alle spiagge dell’Adriatico, fino agli argini silenziosi della laguna veneziana. Un itinerario che mostra il territorio sotto una prospettiva naturalistica, lontana dalle immagini più note delle località turistiche.

Il punto di partenza è Jesolo, città oggi conosciuta soprattutto per la sua lunga spiaggia e per il turismo balneare che ogni anno richiama migliaia di visitatori. Ma il territorio ha una storia molto più antica e complessa. Prima delle grandi bonifiche del Novecento, l’area era in gran parte un ambiente lagunare fatto di canali, paludi e piccole dune sabbiose.

Fu negli anni Venti che iniziarono le grandi opere di bonifica che trasformarono il paesaggio, rendendo possibile lo sviluppo urbano e turistico. Intorno agli anni Trenta aprirono i primi alberghi e ristoranti, mentre dagli anni Cinquanta il turismo iniziò a crescere rapidamente, trasformando Jesolo in una delle località balneari più frequentate d’Italia. Le città più belle del Veneto: 5 mete imperdibili

Oggi però, a pochi chilometri dalla spiaggia, esiste un mondo completamente diverso. Il primo tratto dell’itinerario ciclabile segue la sponda sinistra del fiume Sile, dove piccoli sentieri immersi nella vegetazione accompagnano il corso d’acqua tra canneti, fauna e scorci suggestivi.

La varietà naturalistica è uno degli aspetti più sorprendenti del percorso. In pochi chilometri si passa da ambienti fluviali a zone lagunari e marittime, creando un habitat perfetto per numerose specie animali. Non è raro, infatti, osservare uccelli migratori e perfino fenicotteri rosa, che trovano rifugio nelle acque basse della laguna.

Durante il tragitto compaiono anche le tradizionali bilance da pesca, strutture tipiche della zona utilizzate per la pesca nei canali e nei fiumi. Si tratta di grandi reti sospese che vengono immerse nell’acqua e poi sollevate per catturare il pesce, una tecnica storica ancora diffusa nel territorio. Borghi da sogno in Veneto: i 10 gioielli nascosti che devi visitare subito

L’unico tratto leggermente più trafficato è quello che attraversa il Sile, segnando il passaggio tra Jesolo e Cavallino Treporti. Superato il ponte, il paesaggio cambia nuovamente: la ciclovia prosegue lungo il canale Casson, dove una pista asfaltata permette di pedalare circondati da campagna e acqua.

In lontananza, nelle giornate più limpide, si riescono persino a scorgere le vette innevate delle montagne, creando un contrasto sorprendente con il paesaggio lagunare.

Uno degli elementi più interessanti del territorio è anche il patrimonio storico militare. Lungo la costa del Cavallino si trova infatti la Batteria Vettor Pisani, oggi museo a cielo aperto e parte della cosiddetta Via dei Forti. Tra bunker, torri di osservazione e caserme, si contano oltre 200 strutture militari realizzate tra il 1909 e il 1912, utilizzate poi anche durante la Prima guerra mondiale.

Questo tratto racconta come la costa veneziana sia stata per decenni un punto strategico per la difesa militare, prima di trasformarsi in una delle aree turistiche più importanti del Nordest.

Proseguendo verso il mare si raggiunge Punta Sabbioni, dove il paesaggio si apre sull’Adriatico. Qui si trova anche il faro costruito nel 1882, uno dei punti panoramici più suggestivi della zona. Da questo punto, nelle giornate limpide, è possibile intravedere in lontananza lo skyline di Venezia, distante circa dieci chilometri in linea d’aria.

La seconda parte dell’itinerario cambia completamente atmosfera. Dal mare si rientra infatti verso l’interno della laguna veneziana, dove il paesaggio diventa più silenzioso e selvaggio.

Uno dei luoghi più affascinanti del percorso è Lio Piccolo, piccolo borgo immerso nella laguna e collegato da sottili strade sopraelevate. Qui il tempo sembra essersi fermato: il paese conta appena una ventina di abitanti e vive principalmente di agricoltura e pesca.

Il borgo ha origini antiche e conobbe il suo periodo di maggiore sviluppo durante l’epoca romana, quando la laguna rappresentava una via commerciale e strategica.

Pedalare tra gli argini di Lio Piccolo significa trovarsi con l’acqua da entrambi i lati della strada, circondati da una natura che cambia continuamente colore a seconda della stagione. In estate, per esempio, alcune zone della laguna assumono sfumature violacee e rosate grazie alla vegetazione salmastra.

Da qui è possibile raggiungere uno dei punti più particolari del percorso: l’imbarco che permette di attraversare il canale e arrivare a Lio Maggiore senza dover tornare indietro. Il servizio di barca trasporta anche le biciclette e consente di completare un percorso ad anello di circa 54-55 chilometri.

La traversata offre un punto di vista completamente diverso sulla laguna, permettendo di osservare da vicino le valli da pesca, bacini utilizzati da secoli per l’allevamento di pesci come branzini e orate.

Gli ultimi chilometri riportano lentamente verso il punto di partenza, attraversando ancora una volta ambienti lagunari e rurali che mostrano un lato poco conosciuto del territorio.

Questa ciclovia rappresenta uno dei percorsi più accessibili del Veneto: non presenta dislivelli ed è adatta praticamente a ogni tipo di bicicletta, dalle mountain bike alle e-bike. Anche con biciclette da strada è possibile percorrerla, evitando i tratti sterrati e scegliendo le strade asfaltate alternative.

L’esperienza cambia molto a seconda della stagione. Nei periodi più tranquilli è persino possibile pedalare sulla spiaggia in alcuni tratti, mentre in estate l’afflusso turistico rende preferibile rimanere sulle piste ciclabili interne.

Il fascino di questo itinerario sta proprio nella sua varietà: mare, laguna, storia, natura e tradizioni locali convivono in pochi chilometri, regalando uno dei percorsi cicloturistici più suggestivi dell’intero Nordest.

Il territorio tra Jesolo e Cavallino Treporti continua infatti a essere protagonista di iniziative e progetti legati alla valorizzazione del paesaggio e del turismo sostenibile, in una delle aree più dinamiche della costa veneta. Non a caso la zona è spesso al centro dell’attenzione per eventi e notizie locali, come dimostra anche la recente vicenda della casa vacanze occupata abusivamente a Jesolo o le attività culturali e turistiche che animano il territorio.

L’area del litorale veneziano è inoltre sempre più collegata con il resto del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, territori ricchi di eventi e iniziative culturali, come raccontano anche appuntamenti e storie del Nordest tra turismo, cultura e tradizioni, dalle iniziative legate ai borghi e al territorio fino alle notizie che riguardano l’intero panorama regionale.

Tra paesaggi naturali straordinari, storia e tradizioni lagunari, il percorso ciclabile tra Jesolo, Cavallino, Lio Piccolo e Lio Maggiore si conferma così una delle esperienze più spettacolari per chi ama pedalare nel Nordest, un viaggio lento capace di far scoprire un lato autentico e sorprendente del Veneto

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