Cigno ucciso per gioco a Precenicco, esplode la rabbia: «crudeltà inaccettabile»

Cigno ucciso a Precenicco, il PAI FVG condanna il gesto e annuncia un esposto alle autorità.

10 maggio 2026 14:06
Cigno ucciso per gioco a Precenicco, esplode la rabbia: «crudeltà inaccettabile» -
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PRECENICCO - Sdegno, rabbia e richiesta di giustizia dopo la morte di un cigno avvenuta domenica 3 maggio nei pressi del ristorante “Al Fiume Stella”, a Precenicco, lungo le rive del fiume Stella. Un episodio che ha scosso profondamente il territorio e che ha provocato la dura presa di posizione del Partito Animalista Italiano, sezione del Friuli Venezia Giulia.

Secondo quanto riferito dalla stampa locale e riportato da una segnalazione arrivata alla redazione del Messaggero Veneto, l’animale sarebbe stato ucciso deliberatamente da alcuni avventori, che sarebbero stati “sicuramente identificati dal personale del ristorante”. Una ricostruzione che, se confermata, renderebbe la vicenda ancora più grave.

Il PAI Friuli Venezia Giulia ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto, definendo la morte del cigno un atto di crudeltà intollerabile nei confronti di un animale selvatico e protetto.

A intervenire è stata Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano, che non ha nascosto indignazione e dolore per l’episodio.

“Quanto accaduto a Precenicco ci riempie di orrore e di indignazione”, ha dichiarato Giurovich. “Un cigno, animale selvatico protetto dalla legge, sarebbe stato ucciso così, per passatempo, per il puro piacere di infliggere sofferenza a un essere indifeso. Non esistono parole abbastanza forti per definire la gravità di questo gesto”.

Parole durissime, che puntano l’attenzione non solo sul gesto in sé, ma anche sul contesto in cui sarebbe maturata la vicenda.

Il cigno non è un animale qualunque. Si tratta infatti di una specie tutelata dalla normativa, e proprio per questo la sua uccisione assume un rilievo particolarmente serio sotto il profilo della protezione della fauna selvatica.

Per il Partito Animalista, il caso non può essere derubricato a un episodio isolato o a una semplice bravata. La morte dell’animale, secondo il PAI, rappresenterebbe un fatto di estrema gravità, soprattutto se dovesse essere confermata l’ipotesi di un’uccisione compiuta per divertimento.

La portavoce regionale ha sottolineato come la violenza contro un essere indifeso non possa mai essere ignorata o minimizzata, tanto più quando coinvolge un animale che vive in un ambiente naturale frequentato da cittadini, famiglie e visitatori.

Uno dei punti sollevati dal PAI riguarda anche la posizione di chi si trovava sul posto al momento dei fatti. Secondo Giurovich, chi avrebbe assistito alla scena aveva il dovere di intervenire o quantomeno di avvisare tempestivamente le autorità.

“Inoltre, chi si trovava là in quel momento aveva il dovere morale, e anche legale, di impedire una morte evitabile”, ha aggiunto la portavoce. “L’indifferenza di fronte alla crudeltà è essa stessa una forma di complicità”.

Il Partito Animalista chiede dunque che venga chiarito non solo chi abbia materialmente provocato la morte del cigno, ma anche se vi siano state omissioni o ritardi nella segnalazione dell’accaduto.

Nella nota diffusa dal PAI viene posta attenzione anche al possibile ruolo del ristorante nelle fasi successive all’episodio. Secondo quanto riportato nella segnalazione citata, i presunti responsabili sarebbero stati avventori del locale e sarebbero stati identificabili.

Da qui le domande sollevate da Irene Giurovich: il ristorante ha informato le autorità? È stata presentata una denuncia? Sono state fornite tutte le informazioni utili agli investigatori?

Il Partito Animalista parla di una possibile responsabilità oggettiva da approfondire, nel caso in cui emergesse che il personale fosse effettivamente in grado di identificare chi avrebbe partecipato all’atto di violenza contro l’animale.

Il PAI Friuli Venezia Giulia ha annunciato la presentazione di un formale esposto alle autorità competenti. L’obiettivo è contribuire a fare chiarezza sulla vicenda, sostenere le indagini già avviate e arrivare all’accertamento delle responsabilità.

“Non ci fermeremo finché non sarà fatta giustizia per questo animale”, ha dichiarato Giurovich. “Attenderemo l’esito dell’autopsia veterinaria e seguiremo ogni sviluppo della vicenda”.

L’esame veterinario potrà fornire elementi utili per stabilire con maggiore precisione le cause della morte del cigno e per confermare o escludere le ipotesi finora emerse.

Dopo il caso di Precenicco, il Partito Animalista Italiano rilancia anche una proposta concreta: installare sistemi di videosorveglianza negli agriturismi e nei locali situati in prossimità di aree naturali, corsi d’acqua e zone frequentate dalla fauna selvatica.

Secondo il PAI FVG, telecamere adeguate potrebbero svolgere una doppia funzione: da un lato scoraggiare comportamenti violenti, dall’altro fornire prove utili in caso di episodi di maltrattamento o uccisione di animali.

“Le telecamere non sono solo uno strumento di deterrenza, ma un mezzo concreto per documentare, denunciare e perseguire chi commette atti di violenza contro gli animali”, ha spiegato Giurovich.

Il Partito Animalista invita quindi le istituzioni regionali a valutare l’introduzione di misure più stringenti, almeno nelle aree del Friuli Venezia Giulia con una forte vocazione naturalistica.

Nel suo intervento, il PAI richiama anche un tema più ampio: il legame tra maltrattamento degli animali e comportamenti violenti verso le persone. Secondo il Partito Animalista, criminologia e psicologia clinica riconoscono da anni che la crudeltà verso gli animali può rappresentare un segnale d’allarme.

“Chi è capace di uccidere un cigno per divertimento ha già attraversato una soglia pericolosa”, ha affermato Giurovich. “Protegge gli animali chi protegge la società intera”.

Per il PAI, colpire un essere debole e indifeso non è mai un fatto marginale. Al contrario, rappresenta un campanello d’allarme che la comunità deve saper riconoscere e affrontare con decisione.

Il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia rinnova infine il proprio impegno nella tutela degli animali e invita i cittadini a non voltarsi dall’altra parte di fronte a episodi di violenza.

L’appello è chiaro: ogni atto di maltrattamento deve essere segnalato immediatamente alle autorità competenti. Solo attraverso denunce tempestive, collaborazione e senso civico sarà possibile impedire che fatti simili si ripetano.

La morte del cigno di Precenicco diventa così non solo un caso da chiarire, ma anche un simbolo della necessità di proteggere con maggiore attenzione gli animali selvatici e gli ambienti naturali in cui vivono.

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