Cigno ucciso a Precenicco, replica del ristorante "Al Fiume Stella": «Accuse infondate»

Dopo la morte del cigno a Precenicco, il ristorante Al Fiume Stella respinge ogni responsabilità e replica alle dichiarazioni del PAI FVG: "Collaboriamo con forze dell'ordine e magistratura".

11 maggio 2026 20:58
Cigno ucciso a Precenicco, replica del ristorante "Al Fiume Stella": «Accuse infondate» -
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PRECENICCO. Dopo lo sdegno suscitato dalla morte di un cigno avvenuta nei pressi del ristorante Al Fiume Stella, a Precenicco, arriva la replica del locale. In una nota inviata alla redazione, Marinella Garbillo, a nome della struttura, respinge con decisione ogni ipotesi di responsabilità e chiede che siano le indagini a chiarire fino in fondo quanto accaduto.

Il caso era emerso dopo la denuncia pubblica del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia, che aveva parlato di un episodio di crudeltà inaccettabile e aveva annunciato un esposto alle autorità. La portavoce regionale Irene Giurovich aveva chiesto di accertare non solo chi avesse materialmente provocato la morte dell'animale, ma anche se vi fossero state omissioni o ritardi nelle segnalazioni.

Ora il ristorante contesta le ricostruzioni che, a suo avviso, avrebbero lasciato intendere un coinvolgimento o una responsabilità della struttura. La posizione è netta: il locale sostiene di aver fatto quanto possibile sul piano legale e di essere tuttora a disposizione di forze dell'ordine e magistratura.

La replica del ristorante

La nota del ristorante parte da una premessa legata al rapporto con l'ambiente in cui si trova la struttura, lungo il fiume Stella, in un contesto naturalistico particolarmente delicato.

"Cari clienti e non, facciamo una breve premessa: chi ci conosce e frequenta il nostro locale sa quanto abbiamo a cuore l'oasi unica in cui viviamo; per noi non è solo un posto di lavoro, è casa, un luogo da proteggere e conservarne il suo valore faunistico e ambientale".

Il riferimento è all'area naturale che circonda il ristorante, una zona frequentata da fauna selvatica e da visitatori. Proprio per questo, secondo la struttura, l'episodio avrebbe colpito profondamente anche chi lavora nel locale.

"Siamo a dover parlare della morte di un cigno avvenuta adiacente alla nostra struttura in quanto le notizie trapelate sulle nostre ipotetiche responsabilità sono del tutto infondate".

"Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare a livello legale"

Nel passaggio centrale della replica, il ristorante afferma di aver collaborato fin da subito con chi sta conducendo gli accertamenti.

"Tutto quello che potevamo fare a livello legale lo abbiamo tempestivamente fatto e stiamo ancora collaborando con forze dell'ordine e P.M. per far sì che le indagini facciano il loro corso".

La struttura definisce la morte del cigno un fatto "orribile" e precisa che, se fosse stato possibile prevederlo, sarebbe stato evitato.

"Un orribile episodio che ci ha sconvolti e che se avessimo potuto prevederlo lo avremmo sicuramente evitato".

La replica, dunque, non entra nei dettagli investigativi, ma rivendica la collaborazione con gli inquirenti e respinge l'idea che il locale abbia avuto un ruolo nella morte dell'animale o in eventuali omissioni.

La critica alle dichiarazioni del PAI FVG

La nota si rivolge poi direttamente alla posizione espressa da Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano. Il ristorante contesta il tono e il contenuto delle dichiarazioni, sostenendo che siano state formulate senza un confronto diretto con la famiglia e senza conoscere, secondo la struttura, tutti gli elementi della vicenda.

"Siamo basiti dalle dichiarazioni della signora Irene Giurovich per la totale mancanza di rispetto nei confronti della magistratura che sta facendo il suo lavoro e le illazioni rivolte alla nostra famiglia senza essere a conoscenza dei fatti".

Il locale chiede quale fosse lo scopo di quelle parole e solleva una critica sulla comunicazione pubblica del caso.

"Ci chiediamo come una persona con la sua carica di portavoce regionale di un partito animalista possa parlare di un avvenimento di questa gravità senza prima avere un reale confronto. A quale scopo? Di click?".

La nota si chiude con un richiamo alla fiducia nel lavoro degli inquirenti.

"Noi rimaniamo fiduciosi del lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine".

Il contesto: cosa era stato denunciato dal PAI

La vicenda riguarda la morte di un cigno avvenuta domenica 3 maggio nei pressi del ristorante Al Fiume Stella, lungo le rive del fiume Stella, a Precenicco. Il caso aveva provocato una dura reazione del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia, che aveva definito l'episodio un atto di crudeltà intollerabile verso un animale selvatico e protetto.

Nel precedente intervento pubblico, il PAI FVG aveva richiamato alcune ricostruzioni circolate sulla stampa locale, secondo cui l'animale sarebbe stato ucciso deliberatamente da avventori. La portavoce Irene Giurovich aveva chiesto che venisse chiarito chi avesse provocato la morte del cigno e se chi si trovava sul posto avesse fatto tutto il possibile per impedire l'episodio o segnalarlo tempestivamente.

Il Partito Animalista aveva inoltre annunciato la presentazione di un esposto e aveva posto il tema della tutela degli animali selvatici nelle aree naturali frequentate dal pubblico, proponendo anche l'installazione di sistemi di videosorveglianza in agriturismi, ristoranti e locali situati vicino a corsi d'acqua o zone faunistiche sensibili.

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