Cinema e scuola uniti contro il bullismo: quasi 300 studenti coinvolti a San Stino di Livenza
San Stino di Livenza: quasi 300 studenti al Cineforum con “Il ragazzo dai pantaloni rosa” per prevenire bullismo e cyberbullismo.
SAN STINO DI LIVENZA (VE) – Ha coinvolto quasi 300 studenti delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado Fogazzaro e Toniolo il primo appuntamento del doppio evento dedicato al film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, promosso dall’Amministrazione comunale di San Stino di Livenza nell’ambito del nuovo Cineforum, che vede una forte valenza sociale nel progetto.
Il matinée riservato alle scuole, reso possibile grazie ai finanziamenti del bando VeGAL – PSL LEADER 2023–2027, nell’ambito degli interventi ISL04 e ISL05, ha confermato il valore del cinema come strumento educativo e di prevenzione, capace di parlare direttamente ai più giovani e di stimolare un confronto autentico su temi di grande attualità.
Dai dati risulta che circa il 30% degli studenti tra gli 11 e i 19 anni subisce episodi di prevaricazione, spesso senza riuscire a reagire e, soprattutto, senza trovare il sostegno dei pari. È proprio questa mancanza di ascolto che lascia le ferite più profonde.
La mattinata, riservata alle scuole, si è aperta quindi con la proiezione del film e si è conclusa con un intenso momento di confronto guidato dallo psicologo dott. Jose Toffoletto. Sul palco, una quindicina di ragazze e ragazzi hanno condiviso riflessioni profonde sul peso delle parole, sulle dinamiche di esclusione, sulla solitudine e sulla difficoltà di esprimere le proprie emozioni quando qualcosa non va.
«Ascoltare le voci spontanee degli studenti, i loro dubbi e le loro fragilità, è un passaggio fondamentale nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo – ha sottolineato il dott. Toffoletto –. Grazie a un film così vicino alla realtà quotidiana e alle riflessioni nate nelle classi, i ragazzi hanno compreso di avere il potere di cambiare la vita degli altri a partire dai piccoli gesti di ogni giorno, passando da spettatori a protagonisti del benessere altrui».
Sull’importanza del linguaggio cinematografico è intervenuta anche l’assessore alla Cultura Andrea Simonella. «Il cinema dal forte impatto sociale ed emotivo permette di affrontare temi fondamentali come bullismo e cyberbullismo, isolamento giovanile, violenza psicologica, ruolo dei social media e importanza delle reti di protezione – spiega Simonella –. Questo racconto filmico contemporaneo ci restituisce la storia di Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo. Il doppio evento, pensato per le scuole e per la cittadinanza, rafforza un forte grido collettivo di “stop al bullismo” e la sinergia con gli istituti Fogazzaro e Toniolo nasce proprio in questa direzione».
«Il coinvolgimento diretto di quasi 300 studenti delle classi seconde e terze delle scuole medie Fogazzaro e Toniolo dimostra quanto sia fondamentale partire dai più giovani per costruire una comunità più consapevole e responsabile – aggiunge il sindaco Gianluca De Stefani –. Come istituzione abbiamo il dovere di creare spazi di ascolto autentico, dove i ragazzi possano riconoscersi, sentirsi accolti e capire che non sono soli. Questo progetto è un investimento sul presente e sul futuro della nostra comunità».
Il percorso proseguirà venerdì 21 febbraio alle ore 20.30, con la proiezione serale aperta a tutta la cittadinanza presso il Cinema Teatro “Romano Pascutto”. Ospite speciale della serata sarà Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena e autrice del libro da cui è tratta la storia.
Prima di arrivare sul grande schermo, infatti, la vicenda di Andrea era stata raccontata in un libro scritto proprio dalla madre. Andrea divenne bersaglio di una violenta campagna di bullismo dopo aver indossato a scuola un paio di pantaloni che, scoloriti durante un lavaggio, erano diventati rosa. Un gesto semplice, trasformato in pretesto per l’esclusione e l’odio.
«L’incontro del 21 febbraio – conclude Simonella – rappresenta un’importante occasione di riflessione collettiva e di dialogo intergenerazionale, per ribadire insieme che il bullismo non è mai uno scherzo e che il cambiamento passa dall’ascolto, dalla responsabilità e dal coraggio di prendere posizione».