Cinemazero chiude le Serate di cinema muto con Pabst
Martedì 28 aprile alle 20.45 il film del 1926 sarà proiettato con introduzione critica e musiche dal vivo di Juri Dal Dan.
PORDENONE – Si chiude martedì 28 aprile alle 20.45 a Cinemazero la rassegna Serate di cinema muto, dedicata ai capolavori centenari della storia del cinema. L’ultimo appuntamento porta sullo schermo I misteri di un’anima, film di Georg Wilhelm Pabst, proposto in una nuova copia restaurata nel 2026 dalla Murnau Stiftung.
L’ultimo appuntamento della rassegna
Il ciclo, realizzato in collaborazione con la Cineteca del Friuli e le Giornate del Cinema Muto, ha riportato in sala opere fondamentali del cinema delle origini e del muto, con un’attenzione particolare al rapporto tra immagine e musica dal vivo. Anche per la serata conclusiva è prevista un’introduzione critica prima della proiezione.
Ad accompagnare I misteri di un’anima saranno le musiche originali eseguite dal vivo da Juri Dal Dan. Il film, tra i primi esempi di cinema ispirato alla psicoanalisi freudiana, fu realizzato con la consulenza diretta di allievi di Sigmund Freud.
Pabst, l’inconscio e le immagini del sogno
Al centro della storia c’è un professore tormentato da incubi e dominato da una gelosia distruttiva nei confronti della moglie. Pabst costruisce così un’indagine visiva dell’inconscio, traducendo sullo schermo temi e suggestioni del pensiero freudiano.
Una delle parti più note dell’opera è la sequenza onirica, in cui compaiono voli e cadute, torri a spirale che emergono dal sottosuolo e teste umane sospese come batacchi nella campana di una chiesa. Nel tempo quella scena è diventata un riferimento per molte rappresentazioni cinematografiche del sogno.
Nel film, coltelli e rasoi suggeriscono al protagonista, interpretato da Werner Krauss, impulsi minacciosi verso la donna amata. Elementi che, anni dopo, sarebbero stati ripresi e rielaborati da Ben Hecht e Alfred Hitchcock in Io ti salverò, uscito nel 1945.