Choc al Città Fiera: equipaggio del 118 preso a morsi e pugni | VIDEO
Aggressione al 118 al Città Fiera: autista morso e infermiera colpita da calci. La UIL FP chiede verifiche sulla sicurezza.
MARTIGNACCO – Erano intervenuti per soccorrere una ragazza minorenne, ma al termine dell’uscita hanno dovuto ricorrere loro stessi alle cure del Pronto Soccorso. È quanto accaduto nella serata di domenica 13 settembre a un equipaggio del 118 chiamato al centro commerciale Città Fiera di Torreano di Martignacco.
A denunciare l’episodio è la UIL FP del Friuli Venezia Giulia, che riferisce di un autista morso e di un’infermiera raggiunta da calci all’addome durante l’assistenza alla giovane.
L’intervento e l’aggressione in ambulanza
Secondo la ricostruzione diffusa dal sindacato, la richiesta di soccorso riguardava una minorenne in evidente stato di alterazione. Durante l’intervento, la ragazza avrebbe dato in escandescenza, aggredendo il personale a bordo dell’ambulanza.
L’autista sarebbe stato colpito con un morso, mentre l’infermiera avrebbe ricevuto calci all’addome. Una situazione che ha reso necessario l’intervento di un medico per sedare la paziente all’interno del mezzo e consentire di riportare l’emergenza sotto controllo.
Conclusa l’assistenza, gli operatori coinvolti hanno dovuto raggiungere il Pronto Soccorso a causa delle ferite riportate.
La vicenda rientra tra gli aggiornamenti della cronaca del Nordest del 14 settembre.
La UIL FP: «Non è un rischio del mestiere. È violenza»
La denuncia del sindacato mette al centro la sicurezza di infermieri e autisti soccorritori, impegnati negli interventi di emergenza.
«Essere aggrediti, presi a calci, morsi o picchiati non fa parte del lavoro di un infermiere o di un autista soccorritore. Non è un rischio del mestiere. È violenza», scrive la UIL FP nella nota.
Il sindacato respinge quindi l’idea che episodi del genere possano essere considerati una conseguenza ordinaria dell’attività di soccorso. La richiesta è che la protezione del personale trovi spazio nell’organizzazione stessa degli interventi.
La richiesta di verificare se il pericolo fosse prevedibile
«La tutela degli equipaggi deve diventare parte integrante dell’organizzazione del soccorso», sottolinea ancora la UIL FP.
Per questo, il sindacato chiede di accertare se fosse possibile riconoscere in anticipo una situazione di potenziale pericolo, valutando le condizioni della persona da assistere e le informazioni disponibili al momento della chiamata.
Il punto sollevato riguarda dunque gli elementi conosciuti prima dell’arrivo dell’ambulanza e la possibilità di utilizzarli per tutelare l’equipaggio. Una verifica che la UIL FP sollecita dopo un intervento nel quale chi era partito per prestare aiuto ha avuto, a sua volta, bisogno di cure.