Clima in Friuli Venezia Giulia, il 2025 è stato il terzo anno più caldo in 125 anni

A Trieste presentati “Segnali dal clima in Fvg 2026” e il nuovo numero di “Terra rara”: focus su coste, lagune, mare e fenomeni estivi

06 luglio 2026 21:09
Clima in Friuli Venezia Giulia, il 2025 è stato il terzo anno più caldo in 125 anni -
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TRIESTE - Il 2025 è stato il terzo anno più caldo in Friuli Venezia Giulia negli ultimi 125 anni. È uno dei dati principali emersi da “Segnali dal clima in Fvg 2026”, il report coordinato da Arpa Fvg e presentato oggi a Trieste insieme al secondo numero della rivista trimestrale “Terra rara”, dedicato all’estate e ai fenomeni ambientali collegati alla stagione.

Le due pubblicazioni, realizzate con il contributo degli enti del Gruppo clima Fvg - Cnr, Ogs, Ictp, Università di Trieste e Università di Udine - mettono a fuoco soprattutto la situazione di lagune, coste e mare regionale, con indicazioni utili anche per le future politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.

I dati sul 2025: caldo record, piogge irregolari ed eventi estremi

Secondo il rapporto, il 2025 ha fatto segnare temperature tra le più alte mai registrate in regione. Le piogge, nel complesso, sono risultate nella media, ma con una distribuzione molto disomogenea nel corso dell’anno. Proprio questa irregolarità ha favorito anche eventi estremi, come quelli concentrati nel bacino dello Judrio.

Il focus dedicato a lagune e coste segnala inoltre l’innalzamento del livello medio del mare: nel 2025 il dato è stato uno dei più alti mai registrati. Nello stesso anno, per il Golfo di Trieste, la temperatura media annua del mare ha raggiunto il secondo valore più alto di sempre.

Nel corso della presentazione l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro ha spiegato che i due lavori rientrano nella strategia con cui la Regione punta a trasformare monitoraggi e dati scientifici in strumenti di conoscenza utili per cittadini, istituzioni e comunità locali, anche in vista della definizione della Strategia e del Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Cosa contiene il nuovo numero di Terra rara

Il secondo numero di “Terra rara” prende come filo conduttore l’estate. La rivista affronta temi che vanno dalla meteorologia estiva alla tutela del mare, fino all’educazione ambientale.

Tra gli argomenti trattati ci sono i cambiamenti nella grandine in Friuli Venezia Giulia, gli indici legati all’ozono e al bilancio idrico, oltre a un approfondimento sull’ecosistema marino con attenzione all’inquinamento invisibile e al rumore subacqueo di origine antropica.

Spazio anche all’educazione ambientale attraverso il video “Micro”, citato durante l’incontro come esempio concreto del legame tra ambiente montano e mare: l’abbandono di piccoli rifiuti in quota può infatti tradursi, nel tempo, in un impatto diretto sull’ecosistema marino.

Gli interventi sulle coste tra Barcola, Grado e Lignano

Tra i passaggi evidenziati durante la presentazione anche il tema delle risposte possibili ai cambiamenti climatici lungo il litorale regionale. L’assessore ha richiamato le soluzioni basate sulla natura per la difesa delle coste, citando il progetto per il litorale di Barcola e quello per il ripristino delle dune costiere a Grado e Lignano.

Allo stesso tempo, l’attenzione resta alta sugli scenari futuri di allagamento che riguardano aree delicate come Grado e Aquileia, indicate come contesti sui quali si stanno concentrando studi e valutazioni per programmare interventi di adattamento.

La linea della Regione

Nel suo intervento Scoccimarro ha ribadito che la tutela dell’ambiente, del mare e delle lagune deve procedere insieme allo sviluppo sostenibile, puntando su una crescita turistica e produttiva che abbia nella salvaguardia del capitale naturale un elemento centrale.

Le due pubblicazioni presentate oggi, “Segnali dal clima in Fvg 2026” e il numero estivo di “Terra rara”, sono state coordinate da Arpa Fvg con il contributo di Cnr, Ogs, Ictp, Università di Trieste e Università di Udine.

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