Sanità in crisi, 2.479 cittadini senza medico nel Medio Friuli

Riccardi a Codroipo sulla Asp “Daniele Moro” e sulla carenza di medici: ambulatori distrettuali e Regione pronta a costituirsi parte civile.

05 marzo 2026 08:43
Sanità in crisi, 2.479 cittadini senza medico nel Medio Friuli -
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CODROIPO – La situazione della Asp “Daniele Moro” e l’emergenza legata alla carenza dei medici di medicina generale nel Medio Friuli sono stati al centro dell’intervento dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi durante il Consiglio comunale di Codroipo.

Nel corso della seduta l’assessore ha fatto il punto sugli sviluppi dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato, ribadendo la posizione della Regione e illustrando le azioni avviate per garantire continuità assistenziale ai cittadini.

Secondo Riccardi, nonostante il pronunciamento della giustizia amministrativa, gli atti e i provvedimenti adottati dal commissario regionale Salvatore Guarneri restano pienamente legittimi.

“La Regione ha agito con determinazione per superare le criticità dell’Asp ‘Daniele Moro’ – ha dichiarato l’assessore – avviando un percorso di risanamento concreto che mette al centro ospiti, famiglie, dipendenti, professionisti e fornitori”.

L’assessore ha inoltre annunciato che, nell’ambito della vicenda giudiziaria che si aprirà nelle prossime settimane, l’Amministrazione regionale si costituirà parte civile.

Nel frattempo, dagli approfondimenti effettuati dopo la sentenza del Consiglio di Stato è emerso che l’attività commissariale continua a produrre effetti concreti. Tra i risultati evidenziati figurano il raggiungimento dell’utile di bilancio e l’adesione alla società Socialteam, scelta che ha contribuito a migliorare l’efficienza gestionale e a ridurre i costi operativi.

La sanità regionale resta un tema centrale nel dibattito pubblico, come dimostrano anche iniziative e progetti legati alla salute e alla ricerca scientifica che coinvolgono il territorio del Friuli Venezia Giulia, tra cui la missione dei neurochirurghi del Nordest impegnati in una missione umanitaria in Guinea-Bissau.

Riccardi ha poi affrontato uno dei temi più delicati per il territorio: la mancanza di medici di medicina generale nel Distretto del Medio Friuli.

Il distretto comprende 11 Comuni e conta attualmente 2.479 cittadini privi di medico di famiglia.

Per far fronte a questa situazione la Regione è intervenuta già nel mese di gennaio con l’apertura di ambulatori distrettuali dedicati alle cure primarie, misura pensata per garantire assistenza sanitaria ai cittadini rimasti senza medico.

“Si tratta di una risposta concreta – ha spiegato Riccardi – costruita in accordo con i sindaci del territorio, che hanno agito con senso di responsabilità nell’interesse delle loro comunità”.

Il tema dell’assistenza sanitaria territoriale si inserisce in un quadro più ampio di sfide che riguardano la sanità pubblica e l’organizzazione dei servizi, questioni che spesso emergono anche durante incontri pubblici e momenti di confronto con la cittadinanza, come accaduto recentemente con iniziative informative dedicate alla sicurezza e alla prevenzione, ad esempio l’incontro organizzato a Campoformido per contrastare truffe e furti e informare i cittadini sulle strategie di difesa.

Nel suo intervento l’assessore ha sottolineato come la carenza di medici di medicina generale rappresenti uno dei problemi più complessi per il sistema sanitario.

“Ci troviamo nel momento più difficile per la sanità pubblica – ha spiegato Riccardi –. La mancanza di medici di famiglia è il risultato di una storia lunga che oggi presenta il conto e riguarda non solo Codroipo, ma l’intera regione e tutto il Paese”.

Secondo le stime regionali, questa situazione di sofferenza potrebbe protrarsi ancora per diversi anni, rendendo necessarie soluzioni organizzative temporanee per garantire la continuità assistenziale.

Il modello adottato nel Medio Friuli, è stato evidenziato, è lo stesso già sperimentato in altre aree del Friuli Venezia Giulia interessate da criticità analoghe.

Tra gli interventi messi in campo dalla Regione per affrontare l’emergenza figurano anche alcune misure straordinarie.

Una di queste consente ai medici in pensione di proseguire l’attività professionale, contribuendo così a colmare temporaneamente la carenza di personale.

A questo si aggiunge un nuovo accordo integrativo regionale per i medici di medicina generale, definito tra i più avanzati a livello nazionale e pensato per rendere la professione più attrattiva e sostenibile nel lungo periodo.

Il tema dell’organizzazione dei servizi e delle politiche territoriali resta centrale nel dibattito regionale, come dimostrano anche gli investimenti e i progetti di sviluppo che coinvolgono il Friuli Venezia Giulia, tra cui il piano di valorizzazione del sito Unesco di Aquileia con 15 milioni di euro destinati al porto e alle grandi terme.

Nel finale del suo intervento Riccardi ha ribadito la necessità di una riforma strutturale del sistema sanitario, capace di affrontare alla radice il problema della carenza di medici di famiglia.

“Oggi il medico di medicina generale non è riconosciuto come specialista a pieno titolo – ha spiegato –. Servono scuole di specialità dedicate e una programmazione coerente con i fabbisogni reali”.

L’assessore ha quindi lanciato un messaggio chiaro sul futuro della sanità territoriale:

“Siamo davanti a un bivio: o recuperiamo il rapporto fiduciario tra cittadino e medico di medicina generale, investendo risorse e competenze, oppure il sistema non riuscirà a reggere le sfide che ci attendono nei prossimi anni”.

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