Collega-menti 2026, il festival dell’Università di Udine si allarga a quattro città
Dal 2 al 4 ottobre la quarta edizione del festival dell’Ateneo friulano. Programma completo il 16 settembre.
UDINE - Dal 2 al 4 ottobre 2026 torna Collega-menti, il festival di divulgazione scientifica e culturale promosso dall’Università di Udine. La quarta edizione avrà come tema gli “Equilibri” e, per la prima volta, non resterà concentrata solo nel capoluogo friulano: gli appuntamenti coinvolgeranno anche Gemona, Gorizia e Pordenone.
La novità principale dell’edizione 2026 è proprio l’estensione territoriale della manifestazione, che affiancherà ai palazzi storici, ai teatri e agli spazi aperti del centro di Udine nuove sedi distribuite in altri poli del territorio regionale. L’obiettivo resta quello di portare al pubblico contenuti scientifici e culturali con un linguaggio accessibile, mettendo in dialogo discipline diverse e aprendo il confronto tra ricercatori, specialisti e cittadini.
La curatela scientifica è stata affidata anche quest’anno a Barbara Gallavotti, divulgatrice scientifica di rilievo nazionale. Il festival si concentrerà su un tema ampio e trasversale: l’equilibrio tra salute fisica e mentale, tutela dell’ambiente, sicurezza del territorio e qualità della vita contemporanea.
Il tema dell’edizione 2026
Secondo l’Università di Udine, il filo conduttore degli “Equilibri” nasce dall’esigenza di affrontare una delle questioni più sensibili del presente: come trovare un punto di stabilità tra benessere personale, trasformazioni sociali e sostenibilità.
Il palinsesto, che sarà presentato ufficialmente il 16 settembre a Udine, comprenderà caffè culturali, sessioni plenarie, laboratori, mostre e spettacoli. L’impianto del festival punta a far emergere connessioni tra saperi differenti e a offrire strumenti per leggere i cambiamenti in corso.
Docenti e ricercatori dell’Ateneo friulano saranno affiancati da specialisti di altri centri di ricerca nazionali e internazionali. L’idea è quella di trasformare per tre giorni il territorio in un laboratorio diffuso, con incontri rivolti alla cittadinanza e centrati sui risultati della ricerca.
I dati del sondaggio su stress, digitale e benessere
A orientare la scelta del tema sono anche i risultati di un sondaggio esplorativo lanciato sui social dall’Ateneo e presentato recentemente a Roma. Su un campione di 625 italiani tra i 18 e i 60 anni, il 46,6% indica nello stress professionale il principale fattore di destabilizzazione, mentre il 27,4% segnala il sovraccarico digitale.
La dimensione percepita come più fragile è quella mentale, indicata dal 39,4% degli intervistati. Seguono le relazioni personali e professionali, al 25%, e il benessere del corpo, al 17,6%. Più della metà del campione, il 57,3%, chiede inoltre una maggiore informazione scientifica su salute, corpo e mente.
Quanto alle possibili soluzioni per recuperare equilibrio, il 31,5% degli intervistati sceglie il contatto con la natura, mentre il 29,3% punta sulla riscoperta di relazioni umane sane.
L’allargamento del festival nel territorio
Per il rettore Angelo Montanari, questa quarta edizione rappresenta il consolidamento del percorso avviato dall’Università di Udine nella divulgazione del sapere scientifico e umanistico e nel dialogo con la comunità locale. Il coinvolgimento di Gemona, Gorizia e Pordenone, ha spiegato, amplia ulteriormente il raggio d’azione del festival e porta il confronto sui grandi temi del presente dentro più luoghi del territorio.
Barbara Gallavotti ha sottolineato come il concetto di equilibrio attraversi ambiti molto diversi: dalla medicina alla biologia, dall’ecologia all’economia, fino alla convivenza tra i popoli e all’arte. Da qui la scelta di dedicare l’edizione 2026 a un tema che, nelle intenzioni del festival, vuole offrire occasioni di riflessione concreta sul futuro e sulle condizioni del benessere individuale e collettivo.
Il programma dettagliato della manifestazione sarà reso noto a Udine il 16 settembre e accompagnerà il pubblico verso tre giornate di appuntamenti distribuiti tra Udine, Gemona, Gorizia e Pordenone.