Colloredo di Monte Albano, al Castello il festival su Mozart e Hieronymus Colloredo
Concerti, incontri e teatro nel castello riaperto dopo i lavori post terremoto. Si parte il 16 settembre con Giovanni Bietti.
COLLOREDO DI MONTE ALBANO - Il Castello di Colloredo apre la nuova stagione culturale con “Mozart e Hieronymus Colloredo”, festival in programma dal 16 settembre al 4 ottobre 2026 tra il maniero friulano e la chiesa di Sant’Antonio Abate di San Daniele del Friuli. La rassegna mette al centro il rapporto tra Wolfgang Amadeus Mozart, il padre Leopold e il principe arcivescovo salisburghese Hieronymus Colloredo, legato per parentela al ramo friulano della famiglia Colloredo-Waldsee.
A pochi giorni dall’inaugurazione del castello restaurato dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1976, il progetto propone un percorso tra musica dal vivo, divulgazione e teatro, con l’obiettivo di rileggere una vicenda settecentesca che tocca temi ancora attuali: il rapporto tra artisti e istituzioni, il mecenatismo, l’autonomia creativa e il peso del potere politico e religioso.
L’iniziativa è ideata dall’Associazione musicale Sergio Gaggia insieme alla Comunità Collinare del Friuli. L’apertura è fissata per mercoledì 16 settembre alle 20.30 al Castello di Colloredo di Monte Albano, con la presentazione del festival e la conferenza del musicologo e divulgatore Giovanni Bietti dal titolo “Musica e potere”.
Il programma tra settembre e ottobre
Il cuore della rassegna è concentrato nel fine settimana lungo dal 24 al 27 settembre, con cinque appuntamenti tra concerti, incontri e teatro. Giovedì 24 settembre alle 20.30 è in calendario “I quintetti per archi, un laboratorio musicale”. Venerdì 25 settembre alle 20.30 spazio a “Mozart e dintorni”, concerto realizzato in sinergia con Mozart e dintorni, il festival promosso da ERT e dall’Associazione Mozart Italia.
Sabato 26 settembre alle 20.30 andrà in scena “Nero porpora”, pièce commissionata per il festival al drammaturgo Guido Barbieri, con Astra Lanz e Maurizio Fanin. Domenica 27 settembre alle 18.30 tornerà “La Pantomima Rinata”, produzione dell’Associazione Gaggia che celebra i vent’anni dalla sua nascita, con gli attori del Teatrino del Rifo. Nella stessa giornata, alle 20.30, è previsto “Ai confini del sublime”, con il quintetto K 581 per clarinetto di bassetto e archi.
La chiusura è fissata per domenica 4 ottobre alle 17.00 a San Daniele del Friuli, nella chiesa di Sant’Antonio Abate, con “Le Sonate da Chiesa di Mozart” eseguite dall’Accademia Hermans, gruppo italiano specializzato nella musica antica.
Musicisti, ospiti e parte teatrale
Sul versante musicale il festival riunisce interpreti internazionali e regionali. Accanto a Giovanni Bietti saranno presenti i violinisti Kaja Nowak e Tim Brakman, la violista Floor Le Coultre e la violoncellista Anastasia Feruleva, musicisti già affermati nei Paesi Bassi. A loro si aggiungeranno, in diverse formazioni, la violista Anna Serova e i friulani Nicola Bulfone al clarinetto di bassetto e Andrea Rucli al pianoforte.
Due appuntamenti daranno una forma narrativa e scenica al progetto. “Nero porpora” rappresenta la direttrice storico-documentaria del festival, affidata alla scrittura di Guido Barbieri, mentre “La Pantomima Rinata” riporta in scena una produzione dell’Associazione Gaggia a vent’anni dalla sua nascita.
Perché il Castello di Colloredo è il luogo simbolico della rassegna
Il festival nasce dall’idea di legare la storia della famiglia Colloredo al mondo mozartiano, prendendo come fulcro il Castello di Colloredo di Monte Albano, appena restituito alla vita culturale dopo i lavori post sisma. In questo contesto il confronto tra Mozart e Hieronymus Colloredo diventa una chiave di lettura per affrontare questioni che vanno oltre la biografia del compositore: la condizione dei giovani artisti, la libertà dell’arte e il rapporto con chi esercita il potere.
La rassegna si inserisce anche nel calendario culturale che sta accompagnando la riapertura del complesso.
Secondo il presidente della Comunità Collinare del Friuli, l’operazione unisce storia, musica e ricerca grazie al lavoro dell’Associazione musicale Sergio Gaggia e si colloca in una stagione particolarmente intensa per il territorio. Il progetto, nelle intenzioni degli organizzatori, punta infatti a coinvolgere sia il pubblico locale sia quello interessato al turismo musicale e culturale.
Il cartellone si chiuderà il 4 ottobre a San Daniele del Friuli con l’esecuzione delle Sonate da Chiesa di Wolfgang Amadeus Mozart affidata all’Accademia Hermans.