Condizionatore acceso per due mesi: a Padova e Rovigo la spesa può arrivare a 550 euro in estate

Le stime su luglio e agosto 2026: costi diversi per metratura e classe energetica. Fotovoltaico e manutenzione possono ridurre il conto.

14 giugno 2026 11:34
Condizionatore acceso per due mesi: a Padova e Rovigo la spesa può arrivare a 550 euro in estate -
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PADOVA - Tenere acceso il condizionatore per tutta l’estate può pesare sulla bolletta molto più di quanto sembri: secondo un’elaborazione del Centro Studi di Cna Padova e Rovigo, tra luglio e agosto 2026 una famiglia può spendere da 180 a 550 euro solo per raffrescare casa, in base a dimensioni dell’abitazione, ore di utilizzo e classe energetica.

Il dato più alto riguarda una casa da 130 metri quadri in classe D, mentre per un appartamento da 80 metri quadri il costo stimato arriva a 270 euro nello stesso periodo. I calcoli sono stati sviluppati partendo da un’ipotesi prudenziale e usando come riferimento il prezzo dell’energia elettrica per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, fissato a 30,24 centesimi per kWh tasse incluse dal 1° aprile 2026.

Nel quadro richiamato da Cna pesa anche l’andamento generale dei prezzi: Arera segnala infatti un aumento dell’8,1% nel secondo trimestre 2026 e una spesa annua 2025-2026 in crescita del 4,5% rispetto al periodo precedente.

I costi stimati per un appartamento da 80 metri quadri

Il primo scenario analizzato riguarda un appartamento di circa 80 metri quadri, in classe energetica B, quindi con un isolamento considerato buono. Anche in questo caso, osserva Cna, nei mesi più caldi la temperatura interna può comunque raggiungere o superare i 30 gradi, rendendo necessario abbassarla di 3 o 4 gradi.

L’ipotesi di partenza è quella di un impianto di buona qualità con condizionatore in classe A++, due split, inverter e motore. Con un utilizzo medio di 6 ore al giorno per tutti i giorni di luglio e agosto, e con entrambi gli split attivi, il consumo medio stimato è di circa 1,6 kWh all’ora, per un totale di circa 590 kWh nei due mesi.

Da qui il conto finale: in una casa in classe B la spesa è di circa 180 euro. Se però la stessa abitazione è in classe C, il costo sale a 220 euro; in classe D arriva a circa 270 euro. Per le classi energetiche E, F e G il costo cresce ulteriormente, anche se la fonte non indica una cifra precisa.

Il punto centrale dell’analisi è proprio questo: non conta solo quanto si usa il condizionatore, ma anche quanto l’abitazione disperde energia. A parità di impianto, una casa meno efficiente costa di più da raffrescare.

La simulazione per una casa da 130 metri quadri

La seconda ipotesi prende in esame un’abitazione di circa 130 metri quadri, in classe energetica B, distribuita su due livelli e dotata di un impianto di condizionamento simile al precedente ma più potente, sempre in classe A++.

Qui l’uso considerato è più intenso: 8 ore al giorno per tutti i giorni di luglio e agosto. Il consumo medio sale così a circa 2,4 kWh all’ora, per un totale di circa 1.170 kWh in due mesi.

La spesa stimata è di circa 350 euro in una casa in classe B, 440 euro in classe C e fino a 550 euro in classe D. Anche in questo caso, per le classi energetiche più basse il costo può aumentare ancora.

La forbice tra i due esempi mostra come metratura, distribuzione degli spazi e qualità energetica dell’edificio incidano direttamente sulla bolletta estiva. Il condizionatore, in altre parole, non ha un costo uguale per tutti: cambia molto in base alla casa in cui viene utilizzato.

Condizionatore acceso per due mesi: a Padova e Rovigo la spesa può arrivare a 550 euro in
Condizionatore acceso per due mesi: a Padova e Rovigo la spesa può arrivare a 550 euro in

Fotovoltaico: quanto può ridurre la spesa

Secondo Cna, una delle leve più efficaci per alleggerire il costo del raffrescamento è l’abbinamento tra climatizzazione e impianto fotovoltaico, a condizione che il sistema sia dimensionato correttamente e usato in modo coerente con i consumi reali della famiglia.

Per l’appartamento da 80 metri quadri, la stima è quella di un impianto fotovoltaico da 3 kW, con un costo compreso tra 4.500 e 6.000 euro senza sistema di accumulo. In questo caso il fotovoltaico può ridurre sensibilmente, e in alcune situazioni anche azzerare, la spesa per il condizionatore durante l’estate.

Per la casa da 130 metri quadri, invece, l’ipotesi è quella di un impianto da 4,5 kW, con un costo tra 7.000 e 9.000 euro, sempre senza accumulo. Il risparmio stimato in bolletta nei due mesi estivi va da 350 a 550 euro.

Cna ricorda inoltre che fino al 31 dicembre 2026 resta accessibile la detrazione fiscale del 50%.

Emissioni evitate e manutenzione degli impianti

L’analisi non si ferma al costo in bolletta. Per il caso dell’appartamento da 80 metri quadri, un impianto fotovoltaico da 3 kW permetterebbe di evitare l’emissione di circa 256 chili di CO2 legati al solo uso estivo del condizionatore. Considerando tutti i consumi elettrici dell’abitazione, il taglio arriva a circa 850 chili di CO2 l’anno.

Per la casa più grande, con impianto fotovoltaico da 4,5 kW, la riduzione supera 1,3 tonnellate di CO2 all’anno. Nella stima riportata da Cna, l’effetto equivale indicativamente alla messa a dimora di circa 40 alberi ogni anno.

C’è poi un altro aspetto pratico: i dati diffusi si riferiscono a impianti in perfetto stato di efficienza. Se invece gli apparecchi non vengono mantenuti correttamente, i consumi possono aumentare dal 10-15% fino al 25%, per esempio in presenza di scambiatori sporchi o di un motore non efficiente.

Oltre al lato economico c’è quello sanitario. Split non puliti e non sanificati periodicamente, avverte Cna, possono diffondere aria non pulita e anche microrganismi pericolosi come la legionella, con possibili conseguenze per l’apparato respiratorio.

Daniele Donà, presidente di Categoria Installazione, Impianti, F-Gas di Cna Padova, sottolinea che abbinare sistemi moderni di condizionamento e produzione di energia da fonti rinnovabili consente un risparmio concreto e un miglior equilibrio anche sul piano ambientale. Donà richiama poi l’attenzione sulla necessità di affidarsi a operatori qualificati e certificati, in possesso del patentino F-Gas, sia per l’installazione sia per la manutenzione: il corretto dimensionamento dell’impianto, osserva, incide sull’efficienza e sul contenimento dei costi fin dalla prima accensione.

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