Confini, Conficoni attacca il Governo: "Stop alla propaganda sulle frontiere"

Il consigliere regionale del Pd interviene dopo le parole del ministro Piantedosi e chiede di superare i controlli tra Italia e Slovenia.

A cura di Web Team Web Team
22 settembre 2026 20:13
Confini, Conficoni attacca il Governo: "Stop alla propaganda sulle frontiere" -
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TRIESTE - A tre anni dalla sospensione di Schengen tra Italia e Slovenia, il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni chiede di chiudere con i controlli alle frontiere interne e di concentrare gli sforzi sul rafforzamento dei confini esterni dell'Unione europea.

L'intervento arriva dopo le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al vertice tra i ministri dell'Interno di Italia, Croazia e Slovenia. Sul tema, nelle scorse settimane, Pordenone ha ospitato anche il confronto istituzionale sui confini al centro del vertice Italia-Croazia-Slovenia.

Secondo Conficoni, la linea del Governo continua ad alimentare una lettura propagandistica della questione frontiere. Il consigliere dem sostiene che, dopo tre anni dal riavvio dei controlli tra i due Paesi, l'esecutivo continui a insistere su un'impostazione che non affronta il nodo principale.

La posizione di Conficoni

Nel suo intervento, Conficoni richiama il tema del rafforzamento dei confini esterni dell'Europa, definendolo l'obiettivo da perseguire davvero. Per l'esponente del Pd, si tratta di una constatazione ormai evidente, che il ministro Piantedosi avrebbe ribadito solo ora.

Conficoni cita anche il vicepremier Antonio Tajani e accusa il centrodestra di continuare a fare propaganda sul dossier frontiere. Da qui la richiesta politica: abbandonare quella che definisce una speculazione sul tema e tornare a rendere libere le frontiere interne.

I controlli tra Italia e Slovenia

Il punto centrale dell'intervento riguarda proprio la frontiera tra Italia e Slovenia, dove i controlli erano stati ripristinati con la sospensione di Schengen. Per Conficoni, il superamento di questa fase permetterebbe di liberare risorse utili altrove.

In particolare, il consigliere regionale sostiene che la fine dei controlli interni consentirebbe di impiegare più forze nella sicurezza urbana, con un'attenzione maggiore alle città invece che ai valichi interni europei.

L'affondo politico arriva quindi nel giorno in cui il ministro dell'Interno è tornato a parlare di frontiere e sicurezza, con Conficoni che chiede un cambio di rotta: meno controlli interni e più presidio dei confini esterni dell'Unione.

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