Dopo 266 anni torna in scena “Il Conte Caramella” a San Stino di Livenza
Due repliche al Teatro Romano Pascutto: l’8 ottobre per scuole e anziani, il 9 ottobre prima pubblica con ingresso gratuito.
SAN STINO DI LIVENZA - Dopo quasi tre secoli di assenza dalle scene, “Il Conte Caramella” di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni torna in teatro con due rappresentazioni al Teatro Romano Pascutto. Gli appuntamenti sono fissati per 8 ottobre 2026 alle 18, con un’anteprima riservata alle scuole e alle strutture per anziani del territorio, e per il 9 ottobre 2026 alle 20.45, quando l’opera sarà aperta al pubblico con ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria attraverso Eventbrite.
L’opera, un dramma giocoso del Settecento, era stata rappresentata l’ultima volta nel 1760 ad Amsterdam. Il ritorno in scena a San Stino di Livenza nasce da un progetto promosso da VeGAL, con il patrocinio del Comune, all’interno di “BEroots - Tra fiumi e lagune: percorsi artistici”, iniziativa europea del Programma di Cooperazione Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027.
Due date al Teatro Romano Pascutto
La notizia principale per il pubblico è il recupero di un titolo praticamente scomparso dal repertorio. La serata del 9 ottobre, aperta a tutti, prevede ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. L’anteprima del giorno precedente è invece pensata per scuole e strutture per anziani del territorio, con una formula che allarga la partecipazione anche a fasce di pubblico meno abituali.
Il progetto punta così a riportare in circolazione una pagina poco conosciuta della tradizione musicale veneta, legata a due figure centrali del Settecento come Galuppi e Goldoni.
Il recupero dell’opera dopo oltre dieci anni di studi
“Il Conte Caramella” fu rappresentato per la prima volta nel 1759 e poi uscì dai circuiti esecutivi. La ricostruzione è il risultato di oltre dieci anni di ricerca filologica e musicologica del professor Alessandro Maurutto, che ha curato il lavoro di restituzione dell’opera e la preparazione dell’edizione critica.
La nuova produzione sarà proposta secondo criteri di esecuzione storicamente informata, con un ensemble barocco specializzato nel repertorio veneziano, sette cantanti e un’orchestra di circa venti elementi.
Alessandro Maurutto sarà maestro concertatore e direttore, mentre Lorenzo Feder sarà maestro al cembalo. La regia è affidata a Maria Selene Farinelli, che firma anche le luci insieme a Davide Zanardi. Scene e costumi sono di Angelica Forni. Sul palco ci saranno Francesca Lombardi Mazzulli, Valeria La Grotta, Maria Giuditta Guglielmi, Nicola Ciancio, Chiara Brunello, Marco Saccardin e Matteo Saffi, accompagnati dall’Ensemble Concentus Musicus Lemit. La locandina porta la firma della illustratrice veneziana Fosca Vianello.
La trama e il valore del testo di Goldoni
L’opera appartiene al filone del dramma comico per musica, uno dei generi più rappresentativi della Venezia del XVIII secolo. Al centro c’è una figura aristocratica tratteggiata da Goldoni con tono ironico e satirico, capace di mettere in luce costumi e contraddizioni dell’epoca.
Come ha spiegato Alessandro Maurutto, il protagonista è un conte che, convinto dell’infedeltà della moglie, rientra a corte sotto le mentite spoglie di un pellegrino negromante per metterne alla prova la fedeltà. È questa la chiave teatrale che accompagna il valore musicale della partitura di Galuppi e la vivacità del libretto goldoniano.
Galuppi, nato a Burano nel 1706 e noto come “Il Buranello”, fu tra i compositori europei più autorevoli del Settecento e una figura centrale nello sviluppo dell’opera buffa veneziana. La collaborazione con Carlo Goldoni produsse alcune delle esperienze più rilevanti del teatro musicale del tempo.
Il progetto europeo BEroots e i partner coinvolti
L’iniziativa rientra nelle azioni di valorizzazione culturale sviluppate da VeGAL nel progetto BEroots, che lavora sul territorio transfrontaliero tra Italia e Slovenia con interventi legati a patrimonio, turismo sostenibile ed eventi. Tra gli obiettivi ci sono la creazione di percorsi turistici, il rilancio di siti culturali e la promozione delle aree dell’entroterra attraverso visite guidate e proposte rivolte a scolaresche, famiglie e anziani.
I partner del progetto sono VeGAL, il Comune di Savogna d’Isonzo (GO), l’Unione Regionale Economica Slovena (TS), il Comune di Vipava (SLO), l’Ente Turistico TRG di Vipava (SLO) e l’Università Popolare Ajdovščina (SLO).
La nuova produzione e l’allestimento sono affidati ad APS Musincantus. Il direttore artistico Jacopo Cacco ha spiegato che il ritorno de “Il Conte Caramella” si inserisce nel percorso dell’associazione dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione di musiche quasi perdute di grandi compositori del passato.