Criminalità giovanile, scatta il blitz nazionale: quattro arresti in provincia di Udine | VIDEO
In provincia di Udine quattro arresti e 17 denunce. Sequestrati 226 grammi di hashish, 129 di cocaina, due coltelli e arnesi da scasso.
UDINE – Quattro persone arrestate in flagranza e diciassette denunciate, con sequestri di hashish, cocaina, coltelli e strumenti da scasso. È il bilancio dei servizi svolti dalla Polizia di Stato nella provincia di Udine, nell’ambito di una vasta operazione nazionale dedicata al contrasto dei reati che coinvolgono giovani, anche minorenni.
Le attività si sono concentrate nelle aree di maggiore aggregazione giovanile e nelle zone della movida. L’operazione, sviluppata nelle ultime due settimane e coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha coinvolto le 106 Squadre mobili italiane, affiancate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici della Polizia.
Quattro arresti in flagranza nell’Udinese
Nei servizi predisposti in provincia di Udine sono state arrestate quattro persone.
Un cittadino italiano è stato fermato per tentata truffa aggravata, mentre tre cittadini stranieri sono stati arrestati per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Il bilancio locale comprende inoltre diciassette persone deferite all’Autorità giudiziaria per reati che vanno dalla detenzione illecita di droga al furto, dalla resistenza a pubblico ufficiale alle false attestazioni.
Sequestrati hashish, cocaina e due coltelli
Durante i controlli, gli agenti hanno sequestrato 226 grammi di hashish e 129 grammi di cocaina.
Sono stati recuperati anche arnesi atti allo scasso e due coltelli. I servizi hanno interessato i luoghi di ritrovo dei giovani e le aree frequentate durante la movida, nell’ambito delle verifiche contro i reati alla persona, al patrimonio e quelli legati a droga e armi.
A Udine, distinte vicende di cronaca hanno recentemente riguardato una truffa a una 94enne attraverso una videochiamata con un falso maresciallo e l’arresto di un uomo che danneggiava auto con due coltelli in mano.
L’operazione nazionale: oltre 236 mila giovani controllati
I risultati dell’Udinese rientrano in un’attività che, sull’intero territorio italiano, ha portato al controllo di 236.138 giovani, dei quali 23.060 minorenni.
A livello nazionale sono stati arrestati 575 maggiorenni e 69 minorenni. Le persone denunciate in stato di libertà sono state 1.695, tra cui 373 minorenni.
Le contestazioni riguardano reati contro la persona e il patrimonio, oltre a violazioni in materia di armi e stupefacenti. Tra le condotte emerse figurano tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina e spaccio. In alcuni casi, gli stessi autori mostravano le proprie azioni sui social.
Le verifiche nei luoghi di aggregazione e sui social
Complessivamente, in Italia sono state controllate 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 177 stazioni e 198 parchi.
Le verifiche hanno interessato anche 1.149 luoghi della movida, suddivisi tra 839 piazze e 310 centri cittadini. Sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative, soprattutto per uso di stupefacenti, violazioni stradali e irregolarità relative ai pubblici esercizi.
Sul fronte digitale, gli investigatori hanno monitorato 1.115 profili social. Per tre profili individuati in provincia di Torino è stata avanzata una richiesta di oscuramento per contenuti violenti e ostentazione di armi.
I sequestri nel resto d’Italia
Il bilancio nazionale comprende il sequestro di 28 armi da fuoco, 210 armi bianche, ulteriori oggetti atti a offendere, materiale esplosivo e strumenti da scasso. Sono stati recuperati numerosi beni rubati, tra cui gioielli, tablet, telefoni e abbigliamento, e 269.863 euro in contanti.
Per quanto riguarda la droga, sono stati sequestrati 69,4 chili di cocaina, 174,8 chili di cannabinoidi e 328,44 grammi di eroina, oltre a quantità inferiori di altre sostanze.
Nel Foggiano, anche grazie a segnalazioni tramite Youpol, sono state individuate strutture utilizzate per trasformare la cocaina in crack, venderla e consentirne il consumo. In alcune province lombarde, invece, le attività hanno riguardato anche i disordini durante le manifestazioni di ottobre, con perquisizioni, denunce e provvedimenti di prevenzione.