Coronavirus, anche a Monfalcone si registrano le "nuove povertà"
Tra le drammatiche conseguenze dell’emergenza Covid19 c’è il crescente delinearsi di nuove povertà: per dare risposta anche con fondi comunali alle tante criticità emerse a Monfalcone il sindaco, Anna...
Tra le drammatiche conseguenze dell’emergenza Covid19 c’è il crescente delinearsi di nuove povertà: per dare risposta anche con fondi comunali alle tante criticità emerse a Monfalcone il sindaco, Anna Maria Cisint, insieme agli assessori Luise e Garimberti e ai tecnici, fa quotidianamente un punto della situazione.
Per fornire una visione di quello che è stato fatto con i buoni spesa e coordinarsi nella necessità di dare risposta a chi è oggi in difficoltà economiche, tanto da non riuscire a far quadrare i conti, l’Ambito socio assistenziale si è riunito in forma telematica: ogni amministrazione ha speso le risorse stanziate dal governo tramite la Protezione civile a seconda delle esigenze emerse, tenendo conto ovviamente del fatto che il quadro demografico ed economico è diverso da territorio a territorio.
Nel caso del Comune di Monfalcone i 151mila euro arrivati sono stati sufficienti per soddisfare appena a 938 istanze, a fronte di un totale di 1.621 presentate. Di qui la necessità di dare risposta in tempi brevi anche a chi è stato escluso e a coloro che si sono aggiunti in un secondo momento nella necessità a fronte delle difficoltà causate dal coronavirus.
“Abbiamo condiviso con gli altri Comuni dell’Ambito la necessità di dare risposta a tutti i cittadini in difficoltà, anche a chi non ha potuto essere incluso nei beneficiari dei buoni spesa a causa dell’esiguità della somma a disposizione e a chi nel frattempo si è aggiunto perché le criticità nel tempo sono aumentate. Si tratta di attivare un percorso immediato, con l’aiuto del servizio sociale, per intercettare le varie esigenze e arrivare a una mappatura”, spiega l’assessore comunale alla Salute di Monfalcone, Michele Luise, in qualità di presidente dell’Ambito.
Partendo dal presupposto che la situazione sarà diversa da un comune all’altro, sulla base delle caratteristiche della complessità demografica, del tessuto economico e del numero di abitanti, la fotografia che si ricaverà sarà utile anche in prospettiva, in quanto permetterà di immaginare quali saranno le esigenze delle nuove povertà con cui il Comune dovrà avere a che fare anche nei prossimi mesi. Uno scenario già in partenza complicato, reso ancora più difficile dalle criticità emergenti.
Lunedì
25 i Comuni dell’Ambito si riuniranno di nuovo in assemblea per decidere il da
farsi, oltre che per affrontare un’altra questione particolarmente delicata,
ovvero la riapertura dei centri estivi. Da parte delle amministrazioni è stato
condiviso che qualsiasi ipotesi di riapertura dovrà avere come base imprescindibile
il rispetto dell’aspetto sanitario, sulla base del confronto con l’Azienda
sanitaria, nel rispetto delle indicazioni che devono ancora arrivare dal
governo.