Coronavirus, Zaia: "Mascherina sempre anche in strada"

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, non pensa a deroghe nell'uso obbligatorio della mascherina, anche dopo il 4 maggio. Dovrà essere utilizzata "anche in strada - spiega - E' una conditio sine qua...

22 aprile 2020 14:36
Coronavirus, Zaia: "Mascherina sempre anche in strada" -
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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, non pensa a deroghe nell'uso obbligatorio della mascherina, anche dopo il 4 maggio.

Dovrà essere utilizzata "anche in strada - spiega - E' una conditio sine qua non. Per non prendere il Coronavirus è necessario usare la mascherina. Ritengo, tra l'altro, assurdo che ci sia qualcuno che controlli se la si usa. E' come andare in moto senza casco. Buona norma e' di fare questo sacrificio finchè si stabilirà che non sarà più necessario"

La “fase 2 dell’epidemia” di coronavirus “è quella della convivenza, più che della ripartenza”. Ne è convinto il governatore del Veneto Luca Zaia, che in un’intervista al Corriere della Sera precisa: “Tenendo fisso in mente che, prima di tutto, viene la salute dei cittadini”. Sui tempi della riapertura Zaia sottolinea: "Noi siamo pronti e non cerchiamo prove muscolari. Però bisogna decidere, e farlo sui dati che ci sono, i nostri e quelli dei paesi che hanno superato l’epidemia come la Cina e la Corea”

“Per la fase di convivenza protezioni adeguate e poche regole ma chiare”

“Occorre ripartire attraversando, e gestendo, una fase di convivenza”, insiste Zaia. Il governatore del Veneto spiega la sua visione sul periodo di convivenza con il virus: “Tra la gente al fronte, i medici e il personale sanitario”, sottolinea, “si è infettato soltanto l’1,3%. Significa che con le opportune protezioni, abbiamo un abbattimento dell’infezione gigantesco”. E poi: “Le regole devono essere poche, ma chiarissime”. Infine, ammonisce Zaia, “dobbiamo essere duri e crudi: e dire chiaramente che dietro l’angolo, senza senso di responsabilità, c’è la morte per il ritorno dell’infezione”

 No al voto in Regioni e Comuni in autunno

Zaia si dice poi contrario al rinvio delle elezioni in Regioni e
Comuni in autunno: “La miglior finestra, quella meno rischiosa, è in
luglio”, afferma, “la fase in cui la prima infezione è superata e non è
ancora partita la fase di ritorno di cui ci ha avvisato l’Oms. In
autunno, con il rischio vero di una nuova fiammata dell’epidemia, si
possono indire elezioni?".

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