Busazza, scomparso da mesi: trovato il corpo in un canalone

Recuperato sulla Busazza il corpo del base jumper finlandese disperso da novembre. Decisivo il ritrovamento della vela a 2.600 metri.

02 giugno 2026 09:54
Busazza, scomparso da mesi: trovato il corpo in un canalone -
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AGORDO (BL) – È stato individuato e recuperato il corpo di Lasse Pekka Ruuskanen, il base jumper finlandese di 35 anni disperso dallo scorso novembre sulla Busazza. La complessa operazione di recupero si è conclusa dopo un lungo intervento in parete, reso particolarmente difficile dalla presenza di nubi basse che hanno ostacolato le attività dei soccorritori.

L’uomo, grande appassionato di lanci con la tuta alare, si era con ogni probabilità lanciato dalla cima della Busazza nella giornata di sabato 16 novembre 2025. L’allarme era scattato il giorno successivo, domenica 17 novembre, quando un amico, non riuscendo più a contattarlo dal venerdì precedente, aveva chiesto aiuto. Dopo il ritrovamento del suo furgone parcheggiato nei pressi del Rifugio Capanna Trieste, le operazioni di ricerca erano iniziate immediatamente nel corso della notte.

Le ricerche tra neve e condizioni estreme

Fin dalle prime ore, squadre di soccorso e mezzi aerei avevano battuto la zona senza sosta. Le attività di ricerca erano però state pesantemente condizionate da una forte nevicata che aveva ricoperto le pareti montuose oltre i 2.200 metri di quota, interessando anche l’area a circa 2.600 metri dove risultava la probabile geolocalizzazione del telefono cellulare del 35enne. Un dato successivamente confermato anche attraverso un ulteriore sorvolo effettuato con tecnologia Recco.

Una volta migliorate le condizioni meteorologiche, erano entrati nuovamente in azione elicotteri, droni e squadre specializzate del Soccorso alpino, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri. Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, il recupero si era rivelato estremamente complicato a causa della conformazione del territorio.

La vittima, Lasse Pekka Ruuskanen
La vittima, Lasse Pekka Ruuskanen

Una zona impervia e difficile da esplorare

L’area interessata dalle ricerche era caratterizzata da un profondo canale verticale ricoperto di neve, con numerose asperità e fratture nella roccia. Malgrado i ripetuti controlli effettuati nei mesi successivi alla scomparsa, non era stato possibile individuare il punto esatto in cui si trovava il base jumper.

Nel frattempo, i soccorritori avevano continuato a monitorare la parete con costanza, effettuando osservazioni periodiche mediante droni e binocoli, in attesa che lo scioglimento della neve consentisse una migliore visibilità degli anfratti più profondi della montagna.

Il ritrovamento della vela e il recupero

La svolta è arrivata nella mattinata odierna, quando una squadra composta da un soccorritore del Soccorso alpino di Agordo e da un appartenente alla Guardia di finanza di Passo Rolle, specializzato nell’utilizzo dei droni e anch’egli membro del Soccorso alpino di Agordo, ha effettuato un nuovo sopralluogo sulla parete a quota 2.600 metri.

Proprio nell’area compatibile con il posizionamento del cellulare dell’uomo, i soccorritori hanno individuato la vela di colore scuro utilizzata durante il lancio.

Dopo aver informato la Prefettura, nel pomeriggio è stata organizzata la delicata operazione di recupero. Sette tecnici si sono portati al Rifugio Capanna Trieste e, grazie all’intervento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, quattro soccorritori e il tecnico di elisoccorso sono stati verricellati in parete in due diverse rotazioni.

Raggiunto un terrazzino naturale, gli operatori hanno predisposto un sistema di ancoraggio e hanno iniziato la discesa seguendo le funi della vela fino a raggiungere il corpo del 35enne, rimasto nascosto sotto la neve per mesi.

L’intervento concluso al calare della sera

Dopo aver riportato la salma in superficie e aver completato le operazioni necessarie, il peggioramento del tempo ha imposto una lunga attesa. Le nubi hanno infatti chiuso completamente il cielo, costringendo i soccorritori a fermarsi per oltre un’ora.

Successivamente si è aperto un breve varco che ha consentito all’elicottero di completare la missione. L’intervento si è concluso quasi al buio, con il trasferimento a valle della squadra e della salma attraverso due ulteriori rotazioni del velivolo, ponendo fine a una ricerca durata mesi e portata avanti senza interruzioni da numerosi enti impegnati sul territorio.

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