Corregionali dall’estero in Friuli Venezia Giulia: una settimana tra radici e territorio
Il soggiorno è iniziato domenica sera: tappe tra musei, luoghi simbolici e incontro in Regione con Bordin e Roberti
TRIESTE - Una delegazione di corregionali discendenti da famiglie emigrate all’estero è arrivata in Friuli Venezia Giulia per un soggiorno di una settimana, pensato per far conoscere il territorio regionale di oggi e rinsaldare il legame con le comunità di origine. Il gruppo arriva da Uruguay, Argentina, Canada, Romania e Brasile e ha iniziato il viaggio domenica sera.
L’iniziativa rientra nei progetti “Destinazione Fvg” e “Alla scoperta delle proprie radici”, sostenuti con contributo regionale e promossi dall’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti pordenonesi nel mondo (Efasce). Il programma prevede visite a luoghi simbolici, musei e siti di particolare interesse storico e culturale del Friuli Venezia Giulia.
Le prime tappe del soggiorno
Tra i primi appuntamenti del tour c’è stato l’incontro istituzionale nel palazzo della Regione a Trieste, dove la delegazione è stata accolta dal presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, e dall’assessore alle Autonomie locali e politiche migratorie, Pierpaolo Roberti.
Nel suo saluto, Bordin ha richiamato le vicende del Novecento che hanno segnato il territorio, dalle guerre al terremoto del 1976, eventi che spinsero molti friulani e giuliani a lasciare la propria terra. Il presidente del Consiglio regionale ha ricordato come da quella storia sia emersa anche la capacità della comunità di ricostruire e crescere, presentando ai visitatori una regione diversa da quella tramandata nei racconti familiari, ma ancora fortemente legata alla propria identità.
Bordin ha inoltre invitato i partecipanti a vivere questi giorni come un’occasione per conoscere da vicino il Friuli Venezia Giulia contemporaneo e, guardando alle sfide attuali come la denatalità, ha indicato il Fvg anche come un territorio in cui immaginare eventualmente il proprio futuro, per la qualità della vita che offre.
Il ruolo di Efasce e il rapporto con le famiglie emigrate
All’incontro erano presenti anche il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, e la vicepresidente Luisa Forte. I due rappresentanti dell’associazione hanno evidenziato il riscontro positivo delle iniziative, spiegando che i progetti coinvolgono non solo famiglie di origine friulana e giuliana, ma anche giovani arrivati autonomamente dopo aver seguito corsi di lingua italiana.
Secondo Efasce, questi percorsi diventano spesso un’occasione concreta per ritrovare parenti ancora presenti in regione e riscoprire una parte importante della propria storia familiare. Il soggiorno, quindi, non si limita a un viaggio turistico, ma punta a ricostruire rapporti personali e memoria familiare attraverso la conoscenza diretta dei luoghi.
L’impegno della Regione e le testimonianze dei partecipanti
L’assessore Roberti ha ribadito l’impegno della Regione a favore dei corregionali all’estero, soffermandosi sul valore di iniziative che aiutano a mantenere vivo il rapporto con chi conserva un legame forte con le proprie origini.
A chiudere l’incontro a Trieste sono state le testimonianze dei partecipanti, che hanno raccontato il rapporto con il Friuli Venezia Giulia e la storia delle loro famiglie emigrate. Dai loro interventi sono emersi soprattutto sentimenti di gratitudine e appartenenza, in linea con l’obiettivo del progetto: trasformare la memoria delle origini in un contatto diretto con la terra dei propri antenati.