Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

L’analisi di Veneto Lavoro fotografa Belluno e l’area dolomitica: servizi in crescita.

30 giugno 2026 20:42
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva -
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CORTINA D’AMPEZZO - Più posti nei servizi, soprattutto nel turismo, ma meno residenti in età lavorativa e una concorrenza crescente per trovare personale. È questa la sintesi dell’analisi presentata il 30 giugno 2026 da Manuela De Colle dell’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro, dedicata a Cortina e al territorio bellunese.

Il quadro che emerge riguarda da vicino anche la stagione turistica delle Dolomiti: la domanda di lavoro continua a spostarsi verso i servizi, mentre il territorio deve fare i conti con un calo strutturale della popolazione disponibile a lavorare, particolarmente marcato nelle aree montane.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Cosa dicono i dati sull’occupazione in provincia di Belluno

Nel medio-lungo periodo, la crescita dell’occupazione dipendente in provincia di Belluno è stata trainata dai servizi. Secondo l’elaborazione di Veneto Lavoro sui dati Silv, la variazione cumulata dell’ultimo quinquennio, con base 2020, segna nel 2025 un saldo complessivo di 9.230 posizioni di lavoro dipendente in più: 385 in agricoltura, 1.615 nell’industria e 7.235 nei servizi.

Il rallentamento però è evidente nell’ultimo anno. Dopo un 2024 ancora in crescita, il 2025 chiude con un saldo totale praticamente fermo: -33 posizioni, a fronte di 35.834 assunzioni complessive contro le 37.489 del 2024.

A pesare è soprattutto la frenata dell’industria. Nel 2025 il settore registra 7.588 assunzioni e un saldo di -1.561. Il calo più marcato riguarda il made in Italy, fermo a 2.653 assunzioni con saldo -1.365, e in particolare l’occhialeria, che scende a 1.699 assunzioni con saldo -1.407. In contrazione anche le altre industrie (-156), mentre il metalmeccanico limita la perdita a -85 e le costruzioni restano debolmente positive con +14.

I servizi invece continuano a espandersi. Nel 2025 contano 26.206 assunzioni e un saldo di +1.397. A spingere sono commercio e tempo libero, con 14.453 assunzioni e saldo +847, e soprattutto i servizi turistici, che arrivano a 12.209 assunzioni con saldo +808. Positivi anche i servizi alla persona (+351), il terziario avanzato (+117), ingrosso e logistica (+13) e altri servizi (+73).

Le differenze tra Agordino, Bellunese, Feltrino e Cadore

La fotografia territoriale mostra una provincia divisa. Nel 2025 i saldi occupazionali peggiorano in Agordino e Valbelluna per effetto della contrazione della domanda industriale.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Ad Agordo le assunzioni scendono da 6.528 a 5.793 e il saldo passa da +231 a -376. Nell’area di Belluno le assunzioni passano da 13.651 a 12.994, con saldo da +564 a -177. Feltre limita il rallentamento: 5.475 assunzioni e saldo ancora positivo a +69.

È invece il Cadore a sostenere il risultato complessivo della provincia. Il centro per l’impiego di Pieve di Cadore registra 11.572 assunzioni nel 2025 e un saldo di +451, proseguendo la crescita delle posizioni di lavoro e compensando, insieme al Feltrino, i cali registrati altrove nel Bellunese.

Meno residenti in età lavorativa nelle Terre Alte

Il dato che più incide sulle prospettive future è quello demografico. In circa vent’anni la popolazione tra 15 e 64 anni è diminuita del 12,5% in provincia di Belluno: da 138 mila a circa 120 mila persone.

Il calo è ancora più forte nell’area del centro per l’impiego di Pieve di Cadore, dove la popolazione in età lavorativa è scesa del 21,2%, passando da 24.400 residenti a poco meno di 19 mila.

Anche il peso di questa fascia sulla popolazione totale si è ridotto. Nel 2005 i residenti in età lavorativa rappresentavano il 65,6% del totale sia in provincia sia nell’area del CPI. Nel 2025 la quota scende al 61,1% in provincia di Belluno e al 60,2% nel territorio di Pieve di Cadore.

Alla contrazione numerica si aggiunge poi il progressivo invecchiamento della popolazione, elemento che restringe ulteriormente il bacino locale da cui le imprese possono attingere manodopera.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Turismo, stagionali e reclutamento da fuori area

Per le Dolomiti il tema del reperimento del personale è ancora più delicato se si guarda alla provenienza dei lavoratori stagionali. L’analisi di Veneto Lavoro classifica le aree turistiche venete in base alla distribuzione dei lavoratori per distanza tra residenza e luogo di assunzione.

Le città d’arte mostrano un autocontenimento molto alto, con basso ricorso a lavoratori di medio e lungo raggio. La costa ha un autocontenimento alto e un reclutamento medio sia a corto-medio sia a lungo raggio. Il lago di Garda combina un autocontenimento medio con un forte reclutamento di prossimità. Terme Euganee e Colline del Prosecco dipendono soprattutto da un reclutamento di corto-medio raggio.

Le Dolomiti invece si distinguono per un profilo diverso: autocontenimento medio, basso reclutamento a corto-medio raggio e alto reclutamento a lungo raggio. In altre parole, una quota rilevante di lavoratori arriva da lontano.

Il dato del 2023 lo conferma: il 43,1% dei lavoratori del turismo nelle Dolomiti opera a più di 50 chilometri dal comune di residenza. È la quota più alta tra le aree turistiche considerate, superiore alla costa (28,6%), al lago di Garda (21,2%), all’Altopiano di Asiago (19,7%), alle città d’arte (18,1%), alle Terme Euganee (12,1%) e alle Colline del Prosecco (8%).

Il nodo per Cortina e per il sistema turistico bellunese

L’analisi mette quindi insieme tre fattori destinati a incidere sul territorio: una domanda di lavoro ancora in crescita nei servizi e nel turismo, un bacino potenziale di lavoratori in costante diminuzione e una competizione sempre più forte per attrarre personale qualificato, nel turismo ma non solo.

Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva
Cortina e Belluno, lavoro trainato dal turismo ma cala la popolazione in età attiva

Per Cortina e per l’area dolomitica il problema non è soltanto quanti posti vengono offerti, ma da dove arriveranno i lavoratori necessari a coprirli in un contesto in cui la base demografica locale si restringe anno dopo anno. L’ultimo dato richiamato nello studio è proprio questo: nelle Dolomiti quasi un lavoratore turistico su due, nel 2023, proveniva da oltre 50 chilometri di distanza.

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