Cortomontagna 2026: a Tolmezzo le storie delle terre alte premiate dalla giuria
A Tolmezzo la premiazione dell’11ª edizione di Cortomontagna con i migliori cortometraggi sulle terre alte.
TOLMEZZO - Le montagne di tutto il mondo tornano a raccontarsi attraverso il cinema. Domani, sabato 31 gennaio, Tolmezzo ospiterà la cerimonia di premiazione dell’11ª edizione di Cortomontagna, il concorso dedicato ai cortometraggi ambientati nelle terre alte, promosso da Asca, l’associazione delle sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Val Canale.
L’evento segna uno dei momenti centrali del percorso culturale costruito negli anni attorno al cinema di montagna e rappresenta un appuntamento di riferimento per autori, appassionati e operatori del settore.
I numeri dell’edizione e le nuove sezioni
L’edizione 2026 ha introdotto due sezioni distinte, “cortometraggi dal mondo” e “cortometraggi dall’Italia”, ampliando ulteriormente lo sguardo sul cinema contemporaneo legato all’ambiente alpino.
I numeri raccontano la crescita del progetto: 815 film iscritti, 114 selezionati e 15 finalisti, a testimonianza di un panorama ricco e variegato, capace di restituire linguaggi, sensibilità e approcci narrativi molto diversi tra loro.
A valutare le opere una giuria presieduta dal celebre direttore della fotografia Dante Spinotti, che ha guidato il lavoro di selezione dei titoli premiati.
Il premio internazionale e le menzioni speciali
Per l’eccezionale qualità visiva e sonora e per la forza poetica della narrazione, il premio della sezione cortometraggi dal mondo è stato assegnato a “Sea” di Xiaojyn Gu (Cina 2024). Il film racconta la vita quotidiana di una comunità che abita montagne impervie e innevate, costruendo un racconto intimo e universale che restituisce alla montagna una dimensione profondamente poetica.
La menzione speciale è andata a “Nueva Obsesión” di Elena Infante Pérez (Spagna 2025), intenso racconto in prima persona in cui la protagonista dedica la scalata della parete Postmortem al suo cane Golfo, trasformando il lutto in un gesto simbolico di memoria e ossessione.
Il cinema italiano tra natura e impegno civile
Nella sezione cortometraggi dall’Italia, il riconoscimento principale è stato assegnato a “Le Orobie e i suoi abitanti” di Daniele Gangemi (Italia 2025). Un documentario che colpisce per la qualità scientifica e visiva, capace di raccontare le Alpi Orobie come un ecosistema interconnesso. Dalle riprese della fauna alle eleganti visualizzazioni del micelio, il film traduce il concetto di wood wide web in una potente metafora di cooperazione ed equilibrio naturale.
La menzione speciale è stata conferita a “Giro di vite - Crackdown” di Mario Cipollone e Michał Stenzel (Italia 2025), premiato per il coraggio di affrontare un tema urgente e poco esplorato nel cinema di montagna. Ambientato in un piccolo borgo e costruito su un impianto essenziale di primi piani, il cortometraggio restituisce con rigore visivo un clima di chiusura e conflitto, trasformando uno spazio quotidiano in luogo di confronto etico e civile.
La cerimonia e le proiezioni
I riconoscimenti verranno attribuiti nel corso della cerimonia di premiazione, condotta dalla giornalista Francesca Spangaro, durante la quale saranno proiettati i film vincitori con il commento dei registi. L’appuntamento è fissato per le ore 17 al Nuovo Cinema David, con ingresso libero.
Un’occasione aperta al pubblico per incontrare gli autori e approfondire le opere premiate, in un dialogo diretto tra cinema e territorio.
Le produzioni locali e le anteprime
Nel corso dell’evento saranno presentate anche due esperienze cinematografiche realizzate in Carnia nel 2025, ispirate a storie locali. Verranno proiettate in anteprima alcune scene di “Fischiosauro”, cortometraggio tratto dalla leggenda del Fischiosauro e ambientato tra le frazioni di Timau e Claulis, a Paluzza. L’opera è nata all’interno della masterclass di cinema con il regista Swan Bergman, svoltasi durante il Festival della Montagna della scorsa estate.
Spazio anche a “Madalene”, cortometraggio girato in Val Pesarina nell’ambito del corso di sceneggiatura e regia promosso da Cortomontagna, con lo sceneggiatore Elia Adami e il regista Federico Gallo.
Un progetto condiviso sul territorio
Cortomontagna è realizzato da Asca, l’associazione delle sezioni Cai di Carnia, Canal del Ferro e Val Canale, con la collaborazione della Comunità di montagna della Carnia, del Consorzio Bim Tagliamento e del Consorzio Boschi Carnici. Il progetto è sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da numerosi enti e istituzioni, confermando il valore culturale e territoriale di un’iniziativa che continua a crescere anno dopo anno.