Crass, anarchia e musica: a Pordenone il documentario che racconta una rivoluzione culturale

A Pordenone proiezione del documentario sui Crass e incontro con Marco Pandin: musica, politica e libertà d’espressione.

19 gennaio 2026 08:48
Crass, anarchia e musica: a Pordenone il documentario che racconta una rivoluzione culturale -
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PORDENONE – Sabato 24 gennaio 2026, alle ore 18:00, la sede del Circolo Emiliano Zapata, in via Ungaresca 3/b, ospita un appuntamento culturale di forte impatto, dedicato alla musica politica, alla contro-cultura e alla libertà di espressione. Una serata a ingresso libero che unisce riflessione, memoria storica e confronto aperto.

Incontro e dialogo con Marco Pandin

L’evento si apre con una chiacchierata con Marco Pandin, legato alle Edizioni Stella*Nera, realtà editoriale da sempre attenta ai linguaggi radicali, alle esperienze di autogestione e alle culture alternative. Un momento di confronto pensato per inquadrare il contesto storico, sociale e politico in cui nasce uno dei collettivi musicali più influenti e controversi del Novecento.

La proiezione del documentario sui Crass

A seguire è prevista la proiezione del documentario Crass: The Sound of Free Speech, diretto da Brandon Spivey nel 2023. Il film è stato realizzato con il consenso diretto dei membri dei Crass e si configura come un vero e proprio racconto di formazione collettiva, capace di attraversare decenni di storia culturale e politica.

Dalla cultura hippy all’anarcho-punk

Il documentario ripercorre le origini del collettivo, partendo dagli anni Settanta e dal clima della cultura hippy, fino alla nascita di un’esperienza radicale che avrebbe segnato in modo indelebile la scena musicale internazionale. I Crass vengono raccontati come il collettivo musicale più politico di sempre, fondatori dell’anarcho-punk e principali promotori del principio DIY – Do It Yourself, inteso non solo come pratica artistica ma come scelta di vita.

Arte, musica ed etica dell’autogestione

Dal loro iconico simbolo, potente e immediatamente riconoscibile, prende forma un’analisi profonda della loro arte, della musica e soprattutto della loro etica. Figure centrali come Penny Rimbaud, Steve Ignorant ed Eve Libertine guidano lo spettatore in una riflessione lucida e senza compromessi su cosa abbia significato, per migliaia di persone, trovare una voce alternativa in una società percepita come brutalmente ostile.

Contro nazionalismo, sessismo e violenza

Le canzoni dei Crass si sono sempre schierate apertamente contro nazionalismo, sessismo, razzismo, militarismo e violenza, diventando un punto di riferimento per chi non si riconosceva nei modelli dominanti. Proprio per questa coerenza radicale, il collettivo è stato spesso indicato come antagonista naturale dei Sex Pistols, accusati di aver svuotato il concetto di anarchia riducendolo a semplice slogan.

Oltre lo slogan: vivere davvero l’anarchia

Il film sottolinea come, per i Crass, non avesse alcun senso dichiarare “Anarchy in the UK” se questa non veniva realmente vissuta, praticata ogni giorno attraverso autogestione, responsabilità collettiva e rifiuto delle logiche commerciali. Un messaggio che, ancora oggi, mantiene una sorprendente attualità.

Dibattito finale e confronto aperto

Dopo la proiezione, la serata prosegue con un dibattito aperto al pubblico, occasione per approfondire i temi emersi, confrontarsi sulle eredità culturali dei Crass e riflettere sul ruolo della musica come strumento di critica sociale.

L’iniziativa è organizzata dal Circolo “Emiliano Zapata” di Pordenone, da sempre attivo nella promozione di eventi culturali indipendenti e spazi di discussione libera.

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