Contenuti per adulti online senza dichiarare i ricavi: modella evade oltre 422mila euro
Guardia di Finanza di Venezia scopre creator digitale per adulti: oltre 422mila euro non dichiarati.
VENEZIA - Una giovane modella dell’Est Europa, attiva sulle principali piattaforme digitali per adulti, è finita al centro di un accertamento della Guardia di Finanza di Venezia per una presunta evasione fiscale superiore a 422mila euro. L’attività è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Venezia, attraverso le indagini del 2° Nucleo Operativo Metropolitano.
La creator digitale e i ricavi non dichiarati
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, la donna avrebbe svolto la propria attività online in totale evasione d’imposta, pur gestendo un profilo molto seguito e capace di generare ricavi significativi.
La giovane era attiva su note piattaforme di intrattenimento per adulti, con una platea stimata in circa 350mila follower e oltre 73 milioni di visualizzazioni. Numeri che, secondo gli investigatori, confermano la dimensione imprenditoriale dell’attività svolta sul web.
L’indagine ha permesso di ricostruire i guadagni ottenuti dalla vendita di contenuti digitali, arrivando a quantificare in oltre 422mila euro le somme che non sarebbero state dichiarate al Fisco.
Le verifiche della Guardia di Finanza
Il lavoro dei finanzieri si è concentrato sull’analisi dei flussi economici collegati all’attività online della creator. Per ricostruire i compensi incassati, i militari hanno incrociato diversi dati, utilizzando anche le informazioni ottenute attraverso la cooperazione internazionale europea.
Un passaggio rilevante dell’indagine riguarda la disciplina prevista dalla Direttiva UE 2021/514 del 22 marzo 2021, che impone ai gestori delle piattaforme digitali di tracciare e condividere con le amministrazioni finanziarie i dati relativi ai soggetti che vendono beni o servizi online.
Questo meccanismo ha consentito agli investigatori di acquisire elementi utili sui ricavi generati dalla donna attraverso le piattaforme digitali e di verificare la mancata dichiarazione delle somme percepite.
Contestati imposte, contributi e tassa etica
Alla professionista digitale sono stati contestati il mancato versamento delle imposte dirette e indirette e degli oneri previdenziali.
Nel caso specifico, alla donna è stata applicata anche la cosiddetta tassa etica, prevista per determinate attività legate alla produzione e diffusione di contenuti per adulti.
L’importo complessivo non dichiarato supera i 422mila euro, cifra che colloca il caso tra le attività ispettive più significative nel settore dell’economia digitale.
Il ruolo delle piattaforme online
L’operazione conferma come l’attività economica svolta online sia sempre più al centro dei controlli fiscali. I ricavi prodotti tramite piattaforme digitali, abbonamenti, contenuti a pagamento e servizi online devono essere dichiarati secondo la normativa vigente.
Il settore dei contenuti digitali, compresi quelli per adulti, può generare introiti molto elevati anche senza una struttura aziendale tradizionale. Proprio per questo la Guardia di Finanza sta rafforzando il monitoraggio delle nuove forme di reddito collegate al web.
Nel Nordest, il tema dei controlli e delle verifiche fiscali si affianca ad altre attività di presidio del territorio già emerse nelle cronache venete, come nel caso dei recenti interventi della Guardia di Finanza e delle forze dell’ordine nell’area veneziana e metropolitana.
Economia digitale sotto osservazione
L’accertamento condotto a Venezia mette in evidenza il cambiamento delle modalità di evasione fiscale. Non si tratta più soltanto di attività economiche tradizionali, ma anche di profili digitali, creator, venditori online e professionisti che utilizzano piattaforme internazionali per monetizzare contenuti e servizi.
Le nuove norme europee consentono oggi alle amministrazioni finanziarie di ottenere informazioni più dettagliate dai gestori delle piattaforme, rendendo più difficile occultare compensi prodotti sul web.
La Guardia di Finanza sottolinea così il proprio ruolo nel contrasto alle forme moderne di evasione, con un’attenzione specifica all’economia digitale e ai redditi generati attraverso canali online.
Il caso scoperto a Venezia
L’indagine dei finanzieri veneziani ha permesso di ricostruire un’attività articolata, seguita da centinaia di migliaia di utenti e capace di raggiungere milioni di visualizzazioni.
Secondo l’ipotesi investigativa, la creator avrebbe incassato somme rilevanti senza adempiere agli obblighi fiscali e previdenziali. Da qui la contestazione della mancata dichiarazione dei ricavi e l’applicazione delle relative imposte.
L’operazione conferma l’attenzione delle Fiamme Gialle verso i nuovi modelli di business digitale, dove la produzione di contenuti online può trasformarsi in una vera attività economica, soggetta a controlli, obblighi fiscali e responsabilità contributive.
Fact Check
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Verificato il: 23 giugno 2026