Cyberattacchi alla sanità, accordo tra Polizia di Stato e ASUGI a Trieste
L’intesa prevede scambio di segnalazioni, procedure comuni e formazione per difendere i sistemi sanitari.
TRIESTE - Polizia di Stato e Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina hanno firmato oggi, 1° settembre 2026, un protocollo d’intesa per rafforzare la prevenzione e il contrasto ai crimini informatici che possono colpire i sistemi digitali della sanità. L’accordo punta a proteggere un’infrastruttura considerata sensibile per il territorio, da cui dipende la continuità di servizi sanitari essenziali.
La sottoscrizione è avvenuta nella sala stampa della Questura di Trieste. A firmare il documento sono stati il direttore generale di ASUGI Antonio Poggiana e la dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica “Friuli Venezia Giulia” Michela Sambuchi, alla presenza del questore di Trieste Lilia Fredella.
Cosa prevede l’intesa
Il protocollo definisce una collaborazione più stretta tra Polizia di Stato e ASUGI sul fronte della sicurezza cibernetica. Tra i punti previsti ci sono l’adozione condivisa di procedure di intervento, lo scambio di informazioni utili a prevenire e contrastare gli attacchi informatici, la comunicazione tempestiva in caso di crisi o emergenze e la segnalazione di vulnerabilità, minacce e incidenti.
L’accordo comprende anche attività formative congiunte sui sistemi e sulle tecnologie informatiche utilizzate, oltre che sulle procedure operative da applicare in caso di attacco o criticità.
Perché riguarda direttamente i servizi sanitari
Il peso dell’intesa è legato al ruolo di ASUGI come infrastruttura sensibile di interesse pubblico. L’azienda sanitaria garantisce infatti servizi essenziali per la collettività e la loro continuità operativa dipende sempre di più dall’affidabilità dei sistemi informatici e delle reti telematiche.
In questo quadro, la difesa dei sistemi digitali non riguarda solo l’aspetto tecnico, ma anche la tenuta dei servizi e la protezione dei dati e delle informazioni gestite ogni giorno dalle strutture sanitarie.
Antonio Poggiana ha spiegato che la sicurezza informatica è ormai una componente essenziale per assicurare continuità e qualità dell’assistenza sanitaria. Il direttore generale ha sottolineato che proteggere i sistemi informativi dell’azienda significa tutelare dati e informazioni, ma soprattutto permettere a strutture e professionisti di continuare a lavorare al servizio dei cittadini. Secondo Poggiana, il protocollo serve a mettere in rete competenze, informazioni e procedure per prevenire e affrontare con maggiore tempestività le minacce digitali.
Il ruolo della Polizia di Stato sul cybercrime
La Polizia di Stato opera già da tempo nella prevenzione e repressione dei reati informatici attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, il CNAIPIC, che si occupa delle minacce rivolte a infrastrutture informatizzate di rilevanza nazionale, comprese quelle riconducibili alla criminalità comune, organizzata o a matrice terroristica.
Michela Sambuchi ha ricordato che la Polizia di Stato mette a disposizione competenze specialistiche, risorse tecnologiche ed esperienza maturata nel contrasto al cybercrime, sia a livello centrale attraverso il CNAIPIC sia sul territorio tramite i nuclei operativi dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica regionali. L’attività quotidiana, ha spiegato, è orientata al monitoraggio delle anomalie in rete per fornire risposte rapide ed efficaci a minacce che possono compromettere la regolarità dei servizi di telecomunicazione, dei sistemi informatici e delle reti telematiche riconosciute come infrastrutture sensibili di interesse pubblico.
L’intesa firmata a Trieste introduce quindi un canale strutturato di collaborazione tra forze di polizia e sistema sanitario, con procedure condivise e scambio tempestivo di segnalazioni su vulnerabilità, minacce e incidenti informatici.