Da Verona a Vienna: il pubblico del teatro musicale austriaco premia Leo Nucci
Leo Nucci premiato a Vienna con il Premio Internazionale del Pubblico: a 84 anni il celebre baritono incanta ancora con Rigoletto
Leo Nucci ha ricevuto il Premio Internazionale del Pubblico, nuova categoria dell'Österreichischer Musiktheaterpreis (il premio austriaco del teatro musicale), martedì 8 settembre 2026 nella Votivkirche (la Chiesa Votiva di Vienna). Il baritono è il primo vincitore del riconoscimento, assegnato per la prima volta nella quattordicesima edizione del premio.
Sul palco non ha scelto un lungo discorso. Dopo il ringraziamento, ha cantato dal vivo "Cortigiani, vil razza dannata", l'aria dal Rigoletto che lo ha accompagnato per gran parte della carriera. Una scelta essenziale, affidata al repertorio e a un personaggio che ha portato in scena oltre 500 volte, festeggiando la 500ª recita proprio a Vienna, sul palco della Wiener Staatsoper.
"Amo Vienna, amo l'Austria. Qui mi sento a casa, ed essere premiato è per me un grandissimo onore", ha detto Nucci prima di intonare l'aria.
Il premio nasce come scelta del pubblico e non di una giuria di esperti. È questo l'elemento che distingue il nuovo riconoscimento, inserito per la prima volta nel programma del premio austriaco. Non è quindi soltanto un tributo alla carriera, ma un'indicazione arrivata direttamente dagli spettatori.
La serata ha premiato anche il Festival di Salisburgo e la Volksoper di Vienna, mentre il premio alla carriera è andato ad Anja Silja e tra le star premiate spiccava anche il nome di Asmik Grigorian. «Il Premio austriaco del teatro musicale non premia solo le star che entusiasmano il pubblico, ma anche chi rende possibili i grandi successi dietro le quinte», ha spiegato Karl-Michael Ebner, ideatore e presidente del premio.
Immagine: © leisure communications / Christian Jobst
Chi è Leo Nucci
Nato nel 1942 a Castiglione dei Pepoli, Nucci ha debuttato a Spoleto nel 1967 come Figaro nel Barbiere di Siviglia. Alla Scala il debutto da protagonista è arrivato nel 1977, ancora come Figaro nel Barbiere di Siviglia. Tre anni dopo, il 22 febbraio 1980, ha debuttato al Metropolitan di New York nel ruolo di Renato in Un ballo in maschera di Verdi.
Da allora ha calcato i palcoscenici della Scala, del Metropolitan e della Royal Opera House, lavorando con Karajan, Solti, Muti, Abbado e Mehta. Ha inoltre costruito una lunga collaborazione discografica con Decca, un rapporto pluridecennale concentrato anche sul repertorio verdiano e spesso accanto a Pavarotti. Una parte importante di quella traiettoria è stata fissata su disco, ma la sua attività si è svolta soprattutto in teatro.
A 84 anni, la presenza a Vienna si colloca nella continuità di un'attività mai separata dal lavoro quotidiano sul repertorio. Rigoletto resta il personaggio più legato al suo nome ed è ancora oggi in repertorio.
Leo Nucci e l'Arena di Verona
Il legame con il Nordest passa anche dall'Arena di Verona, dove Nucci ha cantato Rigoletto nel 2017.
Nel 2019 è tornato nell'anfiteatro veronese come Giorgio Germont ne La traviata. Due presenze in un luogo dove il repertorio verdiano si misura con un pubblico molto ampio.
Un bacino ancora imponente: nel 2025 il festival lirico dell'Arena ha registrato 404.715 spettatori, il 61% dall'estero, da circa 130 Paesi (fonte: Fondazione Arena di Verona).
In tutta Italia, nel 2024 l'opera lirica ha raccolto 2,13 milioni di spettatori (fonte: Rapporto SIAE 2024).
L'attività recente
L'attività di Nucci prosegue. Di recente ha partecipato a un Rigoletto in versione semi-stage in Cina. Entro fine anno è atteso come Giorgio Germont ne La traviata; recentemente si è esibito in concerto anche alla Royal Opera House di Muscat con Sonya Yoncheva. In Italia sono numerosi gli appuntamenti, molti dei quali a carattere benefico, accanto alla didattica, con un grande impegno nei confronti delle nuove generazioni, e agli impegni come regista, che lo hanno visto firmare oltre una decina di produzioni.