Defr 2027, Capozzi: crescita Fvg debole e comparto unico ancora sotto del 5,59%

La consigliera M5S interviene sui documenti dell’assestamento estivo: focus su crescita, lavoro pubblico, Tagliamento e lago di Cavazzo.

06 luglio 2026 16:44
Defr 2027, Capozzi: crescita Fvg debole e comparto unico ancora sotto del 5,59% -
Condividi

TRIESTE - La lettura del Defr 2027 e dei documenti collegati all’assestamento estivo del bilancio regionale porta il Movimento 5 Stelle a mettere l’accento su alcuni nodi ancora aperti in Friuli Venezia Giulia: una crescita economica prevista ma contenuta, il calo delle imprese femminili, la fragilità del comparto unico del pubblico impiego e le opere ambientali e infrastrutturali attese sul territorio. A intervenire è la consigliera regionale Rosaria Capozzi, che definisce il quadro di una Regione «che funziona» ma ancora alle prese con sfide complesse, dal contesto internazionale al ricambio generazionale.

La manovra di assestamento ha intanto avviato il proprio iter negli organi dell’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia e approderà in Aula nella terza settimana di luglio 2026. Come previsto dalla procedura, la I Commissione ha iniziato l’esame dei documenti contabili: Rendiconto 2025, Assestamento di bilancio 2026-28 e Documento di economia e finanza regionale, il Defr 2027. Il lavoro proseguirà poi nelle altre Commissioni per le parti di competenza, prima del ritorno in Prima Commissione a metà settimana.

I rilievi sulla crescita economica

Secondo Capozzi, il Defr 2027 restituisce un quadro ampio sullo stato della regione, tra potenzialità e criticità. Tra gli elementi evidenziati c’è la tenuta del sistema economico regionale nonostante le tensioni internazionali, le politiche commerciali aggressive e una crescita europea ancora contenuta.

Nel documento, osserva la consigliera, il Friuli Venezia Giulia continua a reggere l’urto del contesto esterno, con una previsione di crescita del Pil pari allo 0,5% nel 2025. Per l’esponente del M5S, però, il dato resta moderato e non basta a indicare una vera accelerazione dello sviluppo, soprattutto guardando alle previsioni per il 2027 e il 2028.

Da qui il dubbio politico posto dalla consigliera sull’efficacia degli investimenti già effettuati e sui risultati concreti finora raggiunti. Nella stessa lettura critica viene inserito anche il dato sulle imprese femminili: nell’ultimo anno, ricorda Capozzi, in regione se ne sono perse 50.

Lago di Cavazzo e opere sul Tagliamento

Tra i passaggi del Defr giudicati positivamente dal Movimento 5 Stelle c’è quello dedicato al Lago dei Tre Comuni, indicato nel testo come fronte su cui si parla finalmente di interventi concreti per ridurre le interferenze ecosistemiche provocate dalla centrale idroelettrica di Somplago.

La consigliera richiama poi la programmazione 2027-2029 sulle opere storiche del Tagliamento. In particolare segnala che il documento indica in modo esplicito la realizzazione della diaframmatica tra Latisana e Lignano e l’avvio delle fasi più complesse dell’innalzamento del ponte di Latisana.

Secondo Capozzi, negli anni scorsi si era assistito soprattutto alla presentazione di interventi molto impattanti, mentre le richieste di concentrare l’attenzione sulle opere già programmate avevano ricevuto risposte giudicate vaghe. Nel Defr, invece, per questi due interventi viene individuato un percorso più chiaro.

Il nodo del comparto unico

L’ultima questione sollevata riguarda il comparto unico del pubblico impiego regionale. Per Capozzi il sistema mostra ancora una fragilità strutturale: la crescita registrata viene definita lieve e insufficiente se confrontata con i livelli del passato.

Il dato indicato dalla consigliera è quello del confronto con il 2015: i dipendenti in servizio risultano ancora in contrazione del 5,59%. Una condizione che, nella lettura del M5S, pesa sia sul piano numerico sia su quello delle competenze disponibili.

In questo quadro, aggiunge la consigliera, anche il ritorno delle future Province rischia di poggiare su una macchina amministrativa non abbastanza solida. Il punto, secondo Capozzi, è che senza un comparto pubblico efficiente, competente e adeguatamente dimensionato diventano più difficili da attuare in modo efficace le politiche economiche, ambientali, sociali e infrastrutturali previste dalla Regione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail