Ancora un gesto estremo in carcere: è il secondo detenuto morto in tre giorni

Detenuto si suicida nel carcere di Padova. È il secondo caso in tre giorni. Annunciato un presidio dei sindacati penitenziari.

30 gennaio 2026 09:48
Ancora un gesto estremo in carcere: è il secondo detenuto morto in tre giorni -
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PADOVA – Un detenuto ristretto nella casa di reclusione di Padova ha perso la vita nella serata di ieri, togliendosi la vita nel bagno della propria cella all’interno del carcere Due Palazzi. Un episodio che riaccende i riflettori su una situazione definita ormai drammatica e fuori controllo dagli operatori del settore.

Si tratta del secondo suicidio registrato nella struttura in appena 36 ore, un dato che aggrava ulteriormente il bilancio e accresce l’allarme sulle condizioni di detenzione e di lavoro all’interno dell’istituto penitenziario padovano.

Presidio dei sindacati della Polizia Penitenziaria

A rendere nota la vicenda è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che ha annunciato un presidio unitario delle sigle sindacali previsto per la mattinata, alle 10.15, proprio per denunciare l’ennesima tragedia consumatasi dietro le sbarre.

Secondo De Fazio, la sequenza di eventi conferma come quella che si sta consumando nelle carceri italiane sia una vera e propria emergenza strutturale, che continua senza segnali di inversione.

Numeri allarmanti tra sovraffollamento e carenza di personale

Il quadro tracciato dal sindacato è impietoso. Alla casa di reclusione di Padova risultano 670 detenuti presenti a fronte di 432 posti regolamentari, con un tasso di sovraffollamento che raggiunge il 155%. A questo si aggiunge una grave carenza di personale: gli agenti effettivamente in servizio sono 310, mentre ne sarebbero necessari almeno 445, con una scopertura pari a circa il 30%.

Una crisi che riguarda tutto il sistema penitenziario

La situazione locale si inserisce in un contesto nazionale altrettanto critico. I detenuti presenti negli istituti italiani sfiorano quota 64mila, mentre i posti realmente disponibili sono 46.063, in costante diminuzione a causa della vetustà delle strutture, della scarsa manutenzione e dei danni provocati da azioni violente e gesti di disperazione all’interno delle celle.

Anche sul fronte degli organici la situazione continua a peggiorare: nel solo ultimo anno, il personale di base della Polizia penitenziaria si è ridotto di 243 unità, mentre il fabbisogno complessivo registra una mancanza di circa 20mila agenti.

Le richieste: interventi immediati e riforme strutturali

Secondo la Uilpa Polizia Penitenziaria, servono interventi urgenti e concreti per ridurre la densità detentiva, rafforzare gli organici, senza rinunciare alla formazione, e procedere all’ammodernamento delle strutture. Tra le priorità indicate figurano anche l’implementazione delle tecnologie, il potenziamento dell’assistenza sanitaria, in particolare per i detenuti con disturbi psichici, e l’avvio di riforme strutturali in grado di affrontare alla radice una crisi che continua a mietere vittime.

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