Diesel Euro 5, dal 1° ottobre cambia tutto in Veneto: città interessate, orari, deroghe e alternative
Il blocco è previsto nei Comuni e agglomerati sopra i centomila abitanti, ma ordinanze e misure compensative saranno decisive: la guida.
Dal 1° ottobre 2026 il Veneto prevede l'avvio delle limitazioni strutturali per le auto diesel Euro 5 nei territori interessati dal Piano regionale di tutela e risanamento dell'atmosfera. Il quadro oggi pubblicato dalla Regione indica il blocco dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, nel periodo 1° ottobre-30 aprile, per i Comuni e gli agglomerati con più di centomila abitanti.
Non significa però che ogni Euro 5 sarà inutilizzabile in tutta la regione. Confini, deroghe, strade escluse e modalità operative dipenderanno dalle ordinanze comunali. Inoltre la delibera regionale ha previsto la valutazione di misure compensative alternative prima dell'entrata in vigore. La regola pratica è quindi non acquistare o vendere un'auto di fretta: prima bisogna verificare classe ambientale, Comune frequentato, chilometri necessari e ordinanza definitiva.
Quali veicoli sono interessati
La misura riguarda i diesel Euro 5 delle categorie indicate dagli atti regionali, comprese le autovetture M1 e diversi veicoli per il trasporto merci. La dicitura commerciale del modello non basta: la classe ambientale va verificata sulla carta di circolazione, normalmente al campo V.9, oppure tramite i servizi del Portale dell'Automobilista inserendo la targa.
Un veicolo immatricolato nello stesso anno può avere una classe differente in base all'omologazione. Non bisogna quindi dedurla soltanto dalla data di acquisto o dal nome del motore.
Dove dovrebbe scattare il blocco
La pagina ufficiale della Regione Veneto sulle limitazioni collega l'avvio degli Euro 5 ai Comuni e agli agglomerati sopra i centomila abitanti. Le città individualmente sopra quella soglia sono Venezia, Verona, Padova e Vicenza, ma il termine “agglomerato” rende indispensabile controllare la cartografia e l'ordinanza del proprio Comune.
Treviso, Rovigo e Belluno non vanno considerati automaticamente esclusi da ogni misura: possono applicare limitazioni antismog già esistenti, ordinanze emergenziali o rientrare in perimetri definiti dagli atti locali. Anche all'interno di una città possono esserci strade di attraversamento, accessi a parcheggi scambiatori o corridoi esclusi. Farà fede il testo comunale in vigore dal 1° ottobre.
Giorni e orari previsti
Il calendario strutturale indicato è:
- dal 1° ottobre al 30 aprile;
- dal lunedì al venerdì;
- dalle 8:30 alle 18:30;
- esclusi, in linea generale, i giorni festivi infrasettimanali;
- applicazione nel livello verde, con restrizioni più ampie durante gli episodi di allerta arancione o rossa.
Le ordinanze possono precisare festività, eventi, domeniche ecologiche e categorie ammesse. Per programmare lavoro, scuola o visite mediche, il controllo va fatto sul sito del Comune e non su un'immagine circolata nei social.
Move-In: che cos'è e cosa non permette
Move-In è il sistema che, nei territori aderenti, consente ai veicoli più inquinanti di utilizzare un budget chilometrico annuale monitorato da una scatola nera. Può essere un'alternativa utile per chi percorre pochi chilometri nelle aree soggette a limitazione, ma non è un lasciapassare senza condizioni.
In particolare, l'adesione non consente normalmente di circolare durante le allerte antismog più severe o nelle giornate per le quali l'ordinanza prevede un divieto specifico. Il budget dipende dalla classe e dalla categoria del mezzo; i chilometri vengono conteggiati sulle strade comprese nel servizio. Prima di aderire bisogna leggere costi, durata, installazione e territori coperti.
Il Comune di Padova pubblica una pagina informativa dedicata a Move-In, utile per capire il meccanismo, ma l'applicazione concreta va verificata nel Comune in cui si circola.
Deroghe: perché non esiste ancora una lista valida per tutti
Le deroghe sono definite dalle ordinanze e possono riguardare, con condizioni e documenti specifici, persone con disabilità, servizi essenziali, emergenze sanitarie, particolari attività lavorative, veicoli storici o tragitti verso strutture non raggiungibili diversamente. Non sono automatiche e non sono identiche in ogni città.
Un lavoratore che usa l'auto non deve dare per scontata l'esenzione. Potrebbero essere richiesti autocertificazione, prova degli orari, origine e destinazione, oppure l'assenza di alternative di trasporto. Anche l'accesso a ospedali o strutture sanitarie può essere regolato con percorsi e parcheggi precisi.
Le possibili misure alternative prima di ottobre
La DGR Veneto 1005 del 2025 ha rinviato l'applicazione degli Euro 5 al 1° ottobre 2026 e ha incaricato una struttura tecnica di valutare misure compensative equivalenti. Questo significa che il quadro deve essere seguito fino alla pubblicazione degli atti definitivi.
La possibilità di correttivi non equivale alla cancellazione del blocco. Fino a una nuova delibera o alle ordinanze comunali, famiglie e imprese devono prepararsi sulla base delle regole attualmente pubblicate, evitando però spese irreversibili motivate soltanto da indiscrezioni.
Come capire se la propria routine è davvero colpita
Prendere carta e penna e rispondere a cinque domande:
1. L'auto è davvero diesel Euro 5?
2. In quali Comuni entra durante la settimana?
3. Gli spostamenti avvengono tra le 8:30 e le 18:30?
4. Esistono parcheggi scambiatori o tragitti esterni al perimetro?
5. Quanti chilometri annui si percorrono nelle aree limitate?
Chi lavora di notte, usa l'auto soltanto nei fine settimana o non entra nei Comuni interessati potrebbe subire un impatto molto ridotto. Chi attraversa ogni giorno Padova, Venezia, Verona o Vicenza deve invece valutare trasporto pubblico, car pooling, Move-In o sostituzione del mezzo.
Alternative realistiche senza cambiare subito auto
- Verificare se il luogo di lavoro è raggiungibile lasciando l'auto in un parcheggio scambiatore.
- Spostare gli orari fuori dalla fascia vietata, quando l'organizzazione lo consente.
- Condividere l'auto con chi possiede un mezzo ammesso.
- Usare treno o autobus soltanto per il tratto urbano più critico.
- Calcolare se il budget Move-In copre i chilometri reali.
- Chiedere all'azienda un piano di mobilità o flessibilità nei giorni di allerta.
- Conservare documenti e certificazioni se si rientra in una deroga prevista.
Attenzione alle allerte arancione e rossa
Le restrizioni strutturali sono solo il livello di base. Quando le concentrazioni di PM10 superano le soglie previste, i Comuni possono attivare livelli di allerta con più veicoli bloccati, ulteriori limiti al riscaldamento e divieti di combustione. Move-In non annulla questi provvedimenti.
Tra ottobre e aprile chi usa quotidianamente un diesel deve controllare il semaforo dell'aria o gli avvisi comunali, soprattutto prima di entrare in città. La pagina del Comune di Padova sulle limitazioni 2025/26 mostra il tipo di informazioni che verranno aggiornate per la nuova stagione.
Checklist prima del 1° ottobre
- Agosto: verificare Euro, categoria e intestatario del veicolo.
- Settembre: leggere l'ordinanza del Comune, non soltanto il riassunto regionale.
- Mappare parcheggi, strade escluse e trasporto pubblico.
- Confrontare costo annuo di Move-In, abbonamenti e sostituzione dell'auto.
- Preparare eventuali documenti per la deroga.
- Iscriversi agli avvisi del Comune sulle allerte PM10.
- Fare una prova del tragitto alternativo prima dell'inizio del blocco.
Nordest24 aveva già ricostruito tempi e primi scenari del blocco Euro 5. La novità decisiva, da qui a ottobre, saranno le ordinanze: solo quelle permetteranno di stabilire con certezza se una strada, un orario o una particolare esigenza rientrano nel divieto.