Orrore durante una manifestazione: poliziotto picchiato e preso a martellate | FOTO

Agente ferito negli scontri al campus Einaudi di Torino, molti operatori contusi e mezzo blindato distrutto.

01 febbraio 2026 10:06
Orrore durante una manifestazione: poliziotto picchiato e preso a martellate | FOTO - Le immagini dell'aggressione
Le immagini dell'aggressione
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PADOVA - TORINO – Un agente del Reparto mobile arrivato da Padova è rimasto gravemente ferito durante i disordini scoppiati nell’area del campus universitario Einaudi. Nel pieno dei tafferugli, il poliziotto è stato separato dal resto della squadra e raggiunto da un gruppo di soggetti con il volto coperto che lo ha colpito più volte con calci e oggetti contundenti.

Un video girato da un presente con il telefono mostra i momenti dell’assalto: si notano i primi colpi con bastoni e le successive percosse mentre l’operatore è a terra, senza protezione. Le riprese documentano anche la fase conclusiva dell’azione violenta, con un ultimo calcio sferrato quando l’agente è già immobilizzato.

Le immagini dell'aggressione
Le immagini dell'aggressione

Aggressione nel caos degli scontri

Nel contesto della violenta escalation davanti alla zona universitaria, la situazione è degenerata in pochi minuti tra lanci di oggetti e cariche. Alcuni operatori sono rimasti distanti dal proprio reparto e proprio in questa circostanza il giovane poliziotto è stato circondato e preso di mira dal gruppo incappucciato.

I colleghi sono intervenuti subito dopo, riuscendo a recuperarlo e ad affidarlo ai sanitari. Il ferito è stato poi trasferito in ospedale con un’ambulanza per ricevere le cure necessarie.

Le parole del premier Meloni

"Quanto accaduto a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato.

A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni.

Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere.

Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile.

Bilancio dei feriti e danni ai mezzi

Il numero complessivo dei contusi tra gli uomini del Reparto mobile di Padova è ancora in fase di aggiornamento, ma risulta già consistente: si stimano circa cinquanta operatori con traumi di diversa entità. Durante gli scontri è stato inoltre gravemente danneggiato un mezzo blindato di servizio, distrutto durante gli episodi di maggiore tensione, come mostrano diverse immagini circolate dopo i fatti.

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