Distanza di sicurezza, mistero: bar 2 metri, chiesa uno e mezzo, spiaggia 5
Il mistero della distanza di sicurezza. Non è il titolo di un film ma quanto più di qualcuno si ritrova a pensare leggendo i vari protocolli che dal 18 maggio diventeranno il Sacro Graal di bar, negoz...
Il mistero della distanza di sicurezza.
Non è il titolo di un film ma quanto più di qualcuno si ritrova a pensare leggendo i vari protocolli che dal 18 maggio diventeranno il Sacro Graal di bar, negozi ristoranti, parrucchieri e tutte le altre attività commerciali.
Mettiamo subito in chiaro che, secondo le linee guida dell’Inail, il famoso “metro di sicurezza” che ci accompagna dall’inizio di questa pandemia, sembra non bastare più.
Bar e ristoranti
Devono garantire ai loro clienti una superficie di quattro metri quadrati. Al ristorante i tavoli devono essere distanziati di due metri, banditi buffet, menu di carta. Personale rigorosamente con guanti e mascherina.
Parrucchiere
Anche qui almeno due metri di distanza tra le sedute e mascherine e guanti obbligatori per il personale. Obbligatorio lavare i capelli del cliente prima di effettuare qualsiasi trattamento.
Palestre
Due metri di distanza di sicurezza. Vietati sauna, bagno turco e idromassaggio
Chiesa
Tra i fedeli che parteciperanno alla messa è sufficiente una distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Sparisce acquasantiera, vietato il segno di pace e l’ostia verrà data evitando il contatto con le mani.
Spiagge
Qui la distanza minima tra gli ombrelloni dev’essere di almeno 5 metri.
Ogni regione per sè?
Secondo quanto ribadito anche oggi dal presidente del Veneto Luca Zaia, il governo avrebbe aperto alla richiesta delle regioni di poter usare le proprie linee guida. Ma rimangono dei dubbi visto che Conte ha sottolineato che «il provvedimento dirà che si possono applicare linee guida regionali fatto salvo il rispetto delle linee guida Inail».