Distretti del commercio udinesi, artigianato al centro dei piani per i prossimi 10 anni
Confronto a Udine tra Confartigianato, amministratori locali e manager dei Distretti.
UDINE - Nei Distretti del commercio dell’area udinese l’artigianato viene indicato sempre più come una leva decisiva per tenere vivi centri urbani e paesi, contrastare la desertificazione commerciale e dare continuità ai servizi di prossimità. È il punto emerso dal confronto promosso da Confartigianato-Imprese Udine con sindaci, assessori e manager dei Distretti di Udine, Tresemane, Friuli Orientale, Prati di Lavia e Cervignano del Friuli.
Al centro dell’incontro, la richiesta condivisa di costruire strategie di sviluppo di lungo periodo, con un orizzonte anche decennale, capace di andare oltre i singoli mandati amministrativi. Per amministratori e operatori del settore, i Distretti non possono più limitarsi a commercio e turismo, ma devono coinvolgere in modo strutturale anche botteghe, servizi artigiani e nuove attività.
Le priorità indicate da Comuni e Distretti
Tre i filoni su cui si è concentrata la discussione: la formazione degli imprenditori in un mercato in trasformazione, la mappatura dei locali sfitti insieme alle possibili occasioni di riutilizzo, e una maggiore consapevolezza del ruolo strategico dei Distretti per il mantenimento e lo sviluppo dell’economia locale.
All’incontro hanno partecipato il presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti, la presidente del Consiglio di zona di Udine di Confartigianato Eva Seminara, il vicesindaco di Udine e assessore alle Attività produttive Alessandro Venanzi, i sindaci di Pavia di Udine Beppino Govetto e di Cervignano del Friuli Andrea Balducci, l’assessore alle Attività economiche di Pasian di Prato Estel Zomero e i manager dei Distretti Guido Caufin per Udine, Valentina Fietta per il Tresemane, Elena Spolaore per i Prati di Lavia, Edi Sommariva per il Friuli Orientale e Stefano Zuliani per Cervignano.
Tilatti ha richiamato il ruolo dell’artigianato come presidio di resilienza nei paesi e nei quartieri, sottolineando come i Distretti rappresentino uno sforzo congiunto di Regione, Comuni, categorie economiche e imprese per leggere la trasformazione sociale in corso e adattare l’economia di prossimità ai nuovi bisogni.
Seminara ha posto l’accento sulla necessità di inserire stabilmente l’artigianato nelle pianificazioni dei Distretti, citando tra i nodi concreti l’accessibilità ai centri urbani per chi effettua assistenza tecnica o consegne, il recupero dei locali sfitti e la capacità di rendere le botteghe storiche un’opportunità anche per i giovani interessati all’autoimpresa.
Formazione, digitale e ricambio imprenditoriale
Sul fronte operativo, i manager Caufin e Sommariva hanno evidenziato la crisi del commercio tradizionale sotto la pressione del digitale e della grande distribuzione. In questo quadro, l’artigianato continua a essere visto come un segmento che crea valore e completa la filiera della prossimità, ma che ha bisogno di sostegno sulle competenze e sull’avvio di nuove attività.
Per Valentina Fietta, impegnata nel percorso di rebranding del Distretto Tresemane, il passaggio decisivo è coinvolgere l’intera filiera della prossimità dentro una pianificazione sovracomunale, come previsto dalla normativa, con un orizzonte di 3-5 anni per affrontare problemi complessi come quello dei negozi vuoti.
Elena Spolaore, per il Distretto dei Prati di Lavia, ha insistito sulla necessità di programmare con tempi più lunghi, mentre da Pasian di Prato l’assessore Zomero ha richiamato la vitalità del territorio e l’apertura a nuove iniziative imprenditoriali, insieme all’attenzione per temi innovativi come il welfare aziendale. Nel territorio comunale, già al centro di iniziative come Pasian di Prato, il tema del radicamento delle attività di prossimità resta uno dei nodi principali per lo sviluppo locale.
I Comuni chiedono piani oltre i mandati
Dal Comune di Udine, Venanzi ha ribadito la necessità di lavorare su una visione che non si esaurisca nei tempi della politica amministrativa. Lo stesso orientamento è stato condiviso dagli altri rappresentanti istituzionali presenti al tavolo.
Il sindaco di Pavia di Udine Govetto ha riconosciuto il supporto fornito da Confartigianato-Imprese Udine fin dalla nascita del Distretto e ha indicato come priorità un intervento coordinato sulla formazione di profili tecnici e professionali, con particolare attenzione all’artigianato di servizio.
Il caso Cervignano e le prossime scadenze
Tra gli esempi portati all’incontro c’è quello di Cervignano del Friuli. Il sindaco Balducci e il manager del Distretto Terre e Acque Stefano Zuliani hanno ricordato il temporary store natalizio realizzato a fine 2025 insieme a Confartigianato Udine: l’iniziativa ha permesso di riattivare uno spazio sfitto del centro cittadino, poi trasformato in studio medico.
Zuliani ha inoltre richiamato il bando regionale aperto dal 29 giugno 2026, accessibile anche agli artigiani, e ha annunciato per il 19 e 20 settembre 2026 a Cervignano una rassegna dedicata alle eccellenze del territorio. Un altro esempio di iniziative che, nell’area friulana, puntano a tenere insieme promozione locale, partecipazione e presenza delle attività sul territorio, come accade anche nel Motoraduno Nazionale Udine.
Il confronto si è chiuso con un orientamento comune: per dare prospettiva ai Distretti del commercio dell’area udinese serviranno più formazione, una lettura puntuale degli immobili sfitti e una programmazione condivisa tra istituzioni e imprese capace di durare nel tempo.