Due interventi in poche ore, elicottero in azione sui monti: salvati escursionisti bloccati | FOTO
Doppio intervento notturno in montagna tra Prato Carnico e Chiusaforte: elicottero decisivo per salvare tre escursionisti.
PRATO CARNICO / CHIUSAFORTE – Un doppio intervento in montagna, portato a termine nel giro di poche ore con l’impiego dell’elisoccorso regionale, ha consentito di risolvere con rapidità due situazioni particolarmente delicate, entrambe caratterizzate da un alto rischio evolutivo e da condizioni ambientali rese ancora più insidiose dall’oscurità.
Le operazioni, scattate nella serata di ieri 7 marzo, hanno impegnato il Nue112, la Sores, i tecnici del Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza, il personale sanitario e l’equipaggio dell’elicottero, protagonista di due missioni consecutive tra la zona di Pesariis, nel territorio di Prato Carnico, e l’area del Jôf di Montasio, sopra Chiusaforte.
Primo intervento a Prato Carnico
Il primo allarme è arrivato attorno alle 19, quando al Nue112 è stata segnalata la presenza di un escursionista finito fuori dal sentiero durante la discesa, dopo aver seguito una traccia nera. L’episodio è avvenuto nella zona del Rio Fuina, sopra Pesariis, a quota 1000 metri.
La centrale operativa Sores ha disposto immediatamente l’attivazione della stazione di Forni Avoltri del Soccorso Alpino, della Guardia di Finanza, dell’ambulanza e dell’elisoccorso regionale, decollato con base d’appoggio al campo sportivo in Val Pesarina.
L’uomo, un escursionista triestino classe 1990, era rimasto bloccato dopo essere scivolato per diversi metri, riportando traumi multipli. In un primo momento sei soccorritori lo hanno raggiunto via terra, affrontando un tratto particolarmente difficile. Una volta sul posto, però, il quadro ha suggerito una scelta diversa: il rientro a piedi lungo un terreno impervio, complicato e reso ancora più problematico dalle condizioni fisiche dell’infortunato, che appariva molto dolorante e infreddolito.
Recupero in volo nella notte
Proprio per evitare un aggravamento della situazione e abbreviare i tempi del soccorso, è stata presa la decisione di procedere con il recupero in volo in fase notturna. Una manovra delicata, ma ritenuta la più efficace per mettere rapidamente in sicurezza l’escursionista.
L’intervento si è concluso attorno alle 22, quando le squadre impegnate a terra hanno fatto rientro a valle. Dopo essere stato visitato e stabilizzato dal medico dell’elisoccorso, l’uomo è stato trasferito in ospedale a Tolmezzo per gli accertamenti e le cure del caso.
In queste settimane la montagna del Friuli Venezia Giulia è stata teatro di altri interventi complessi, come quello avvenuto nel Pordenonese per un escursionista recuperato in quota dopo una missione delicata e quello che ha visto protagonista un soccorso in zona montana con l’intervento dell’elisoccorso, a conferma di quanto il fattore tempo resti determinante in scenari ambientali difficili.
Secondo allarme sopra Chiusaforte
Nemmeno il tempo di chiudere la prima missione, e l’elicottero è stato nuovamente chiamato a intervenire. Una seconda richiesta di aiuto è infatti giunta al Nue112 da parte di due escursionisti in difficoltà sulla catena del Jôf di Montasio, sotto la ferrata Ceria Merlone, itinerario che conduce al Bivacco Vuerich.
I due avevano programmato di raggiungere il bivacco per trascorrervi la notte, ma una volta arrivati a quota 2350 metri, sopra Forca Lis Sieris, si sono trovati nell’impossibilità di continuare. A fermarli è stata la presenza di neve inconsistente, che ha reso troppo pericolosa la prosecuzione del percorso.
La Sores ha così attivato la stazione del Soccorso Alpino di Cave del Predil, la Guardia di Finanza e ancora una volta l’elisoccorso, che si è diretto in zona subito dopo la conclusione del precedente recupero.
Manovra tecnica sul Jôf di Montasio
Secondo quanto emerso, i due escursionisti erano adeguatamente equipaggiati e indossavano anche i ramponi, ma la consistenza del manto nevoso in quel tratto di alta montagna ha reso comunque impossibile procedere in sicurezza. Una condizione che, con il passare delle ore e l’abbassarsi delle temperature, avrebbe potuto trasformarsi rapidamente in un’emergenza ancora più seria.
Giunto sul posto, l’elicottero ha effettuato un volo di perlustrazione per valutare la situazione e pianificare la manovra più adatta. Successivamente è stato imbarcato un secondo tecnico di elisoccorso, poi calato in zona per supportare le operazioni.
Il recupero è stato eseguito uno alla volta, con il coordinamento dei tecnici presenti a bordo. Una procedura particolarmente complessa, gestita con precisione per mettere in salvo entrambi gli escursionisti senza ulteriori criticità.
Anche in altri recenti episodi il soccorso in ambiente ostile ha richiesto interventi tempestivi, come nel caso dell’operaio precipitato durante lavori di ristrutturazione o dello schianto contro un albero con trasporto in elicottero, situazioni diverse ma accomunate dalla necessità di agire in tempi strettissimi.
Missioni concluse senza ulteriori conseguenze
Le operazioni relative al secondo intervento si sono concluse poco dopo le 23, al termine di una serata particolarmente intensa per tutta la macchina dei soccorsi. Il doppio recupero notturno ha mostrato ancora una volta l’importanza del coordinamento tra le varie componenti operative e il ruolo decisivo dell’elicottero, soprattutto quando le condizioni del terreno, la quota e il buio rendono ogni minuto fondamentale.
La tempestività dell’azione ha permesso di evitare un possibile peggioramento del quadro in entrambi gli scenari: nel primo caso per un escursionista ferito e infreddolito in una zona scoscesa, nel secondo per due alpinisti bloccati in alta quota su neve instabile.
L’intervento andato in scena tra Prato Carnico e Chiusaforte conferma quanto la preparazione tecnica, la capacità di lettura dell’ambiente e l’impiego di mezzi specializzati siano oggi elementi essenziali nelle emergenze in montagna. In particolare, le missioni notturne richiedono esperienza, precisione e una perfetta integrazione tra terra e volo.
Il doppio recupero concluso con successo nella serata del 7 marzo rappresenta così un’ulteriore dimostrazione dell’efficienza del sistema di emergenza regionale, capace di affrontare in rapida successione due situazioni molto diverse ma entrambe ad alta complessità, riportando tutti in sicurezza nel più breve tempo possibile.