Eclissi di Sole oggi in Veneto: orari e luoghi migliori per osservarla
Dal Garda alla laguna, dalla pianura alle Dolomiti: dove il tramonto sarà libero, quali zone evitare e come guardare senza rischi.
Oggi, mercoledì 12 agosto 2026, il Veneto vedrà una delle eclissi solari parziali più profonde osservabili dalla regione negli ultimi anni. A Venezia e Padova il fenomeno inizierà alle 19:27, raggiungerà il massimo attorno alle 20:19 e terminerà al tramonto. La magnitudine sarà circa 0,925: la Luna coprirà quasi tutto il diametro apparente del Sole, ma non ci sarà mai totalità e la sottile falce rimasta sarà ancora pericolosa per gli occhi.
La particolarità veneta è geografica. Il Sole sarà bassissimo verso ovest-nordovest: la sponda orientale del Garda e la pianura aperta possono offrire un tramonto lungo, mentre una spiaggia adriatica rivolta a est o una valle dolomitica chiusa dai rilievi non sono automaticamente ideali. Il luogo migliore non è quello più alto, ma quello con l'orizzonte giusto.
Orari dell'eclissi in Veneto
Gli orari sono espressi nell'ora legale italiana. La fine astronomica può non essere realmente visibile se il Sole scende dietro colline, edifici o montagne.
TABELLLA |
|---|
Zona | Inizio | Massimo locale | Fine teorica o tramonto | Magnitudine indicativa |
|---|---|---|---|---|
Venezia | 19:27 | 20:19 | 20:22 | 0,925 |
Padova | 19:27 | 20:19 | 20:24 | 0,926 |
Verona | 19:26 circa | 20:18 circa | poco dopo il massimo | oltre 0,92 |
Vicenza | 19:26-19:27 | 20:18-20:19 | tramonto | circa 0,92 |
Treviso | 19:27 circa | 20:18 circa | tramonto | circa 0,92 |
Belluno | 19:26 circa | poco dopo le 20:15 | variabile per i rilievi | circa 0,91 |
Rovigo | 19:27 circa | 20:19 circa | tramonto | circa 0,92 |
I dati puntuali per Venezia e Padova indicano una durata teorica di circa 56-57 minuti. In pratica la fase conclusiva sarà brevissima perché il massimo coincide con il tramonto. Arrivare alle 20:15 significa rischiare di non vedere quasi nulla: bisogna sistemarsi prima delle 19:00.
Nordest24 ha già raccolto spiegazione astronomica e percentuali nel dossier completo sull'eclissi nel Nordest. Questa guida è invece dedicata alla scelta operativa di oggi nelle diverse aree venete.
La direzione da cercare: ovest-nordovest
La bussola del telefono è più utile del generico consiglio “cercate un posto panoramico”. Dal punto scelto bisogna guardare verso ovest-nordovest: in quella direzione l'orizzonte deve essere basso e sgombro. Un belvedere rivolto a sud, una spiaggia con gli alberghi alle spalle o una conca alpina possono perdere il Sole molto prima del massimo.
Le mappe ad alta risoluzione presentate dall'INAF sulla visibilità dell'eclissi evidenziano proprio questo problema. Quando il Sole è ancora a diversi gradi di altezza il fenomeno è osservabile quasi ovunque; negli ultimi minuti, le ombre di Alpi, Prealpi e colline si allungano e restringono fortemente le zone con visuale libera.
Verona e Garda orientale: una delle geometrie migliori
La sponda veronese del Garda guarda verso ovest, quindi offre una geometria naturale favorevole al tramonto. Lungolaghi pubblici di Peschiera, Lazise, Bardolino e Garda possono consentire una visuale ampia sull'acqua, purché il punto non sia chiuso da alberi, edifici, promontori o attrezzature portuali.
Non bisogna fermarsi sui moli operativi, sulle carreggiate o in prossimità degli imbarchi. Il 12 agosto l'affollamento turistico è elevato: parcheggio e tratto a piedi vanno programmati, senza arrivare durante l'eclissi. Anche una spiaggia lacustre non garantisce l'orizzonte se si trova dietro una baia o un promontorio.
In città, le aree aperte verso la pianura occidentale possono funzionare meglio di punti bassi lungo l'Adige racchiusi da edifici. Castel San Pietro è panoramico, ma affollamento, parapetti e direzione esatta vanno valutati sul posto; non è corretto considerarlo automaticamente libero fino al tramonto.
Venezia e laguna: meglio le aperture occidentali del centro fitto
A Venezia il massimo è previsto alle 20:19, con magnitudine 0,925. La laguna può offrire un orizzonte basso, ma calli strette, palazzi e campanili rendono molte zone del centro inadatte. Piazza San Marco è ampia ma circondata da architetture e molto frequentata: la visibilità dipenderà dal punto esatto e non va scelta senza verifica preventiva.
Sono più razionali rive, fondamenta e spazi pubblici con apertura reale verso la laguna occidentale. Bisogna evitare ponti stretti, approdi Actv, rive senza protezione e passaggi dove un gruppo fermo può creare pericolo. A Mestre e nella terraferma, un grande spazio pubblico aperto verso ovest può offrire una visuale più semplice e un rientro meno complicato.
Litorale veneziano: perché la spiaggia non basta
Jesolo, Caorle, Bibione e Cavallino-Treporti guardano prevalentemente verso est o sud-est, cioè dalla parte opposta al tramonto. Per vedere l'eclissi si dovrà guardare verso l'entroterra: alberghi, pinete, dune e costruzioni possono quindi nascondere il Sole proprio nella fase massima.
Chi è già al mare non deve necessariamente spostarsi, ma deve individuare entro il pomeriggio un'apertura verso la laguna, una foce o un'area pubblica con orizzonte occidentale libero. Non bisogna salire su tetti, terrazze condominiali non autorizzate, dune protette o argini chiusi al pubblico.
Sul Delta del Po e nella bassa veneziana l'orizzonte è spesso ampio, ma strade arginali, aree naturalistiche e proprietà agricole impongono attenzione. L'auto va lasciata soltanto negli spazi consentiti, senza bloccare accessi, piste ciclabili o mezzi di emergenza.
Padova, Rovigo e pianura centrale: l'opzione più semplice
Padova avrà un massimo alle 20:19 e una magnitudine di 0,926, fra i valori più elevati del Nordest. Il centro storico, però, contiene edifici e alberature che possono anticipare la scomparsa del Sole. La scelta più affidabile è uno spazio pubblico periferico o rurale con vista aperta verso ovest-nordovest.
Anche nella provincia di Rovigo e nel Polesine la pianura piatta è favorevole. Non è necessario entrare in campi, corti private o argini vietati: un parcheggio pubblico sgombro o un'area ricreativa autorizzata può bastare. La priorità è evitare filari di pioppi, capannoni e terrapieni nella direzione del tramonto.
Per le famiglie la pianura offre un altro vantaggio: rientro semplice, nessun sentiero al buio e minore rischio di inciampo mentre si usano i visori.
Vicenza e Colli Berici: il colle è utile solo se guarda dalla parte giusta
Nel Vicentino, Colli Berici e Lessini possono offrire punti elevati, ma la quota da sola non garantisce nulla. Serve un belvedere pubblico con visuale occidentale e profilo lontano. Un versante rivolto a est o chiuso da un colle vicino perderà il Sole prima della pianura.
Non bisogna improvvisare soste sulle strade collinari. Gli slarghi devono essere regolari e il punto deve poter essere lasciato in sicurezza al crepuscolo. Chi non conosce già il belvedere farebbe meglio a scegliere la pianura aperta.
Treviso e Pedemontana: allontanarsi dal muro delle Prealpi
Nel Trevigiano la pianura centrale e meridionale offre più probabilità di seguire il fenomeno fino al massimo. Spostandosi verso Vittorio Veneto, Valdobbiadene o il fronte del Grappa, colline e Prealpi possono anticipare il tramonto reale.
I belvedere delle colline del Prosecco sono suggestivi ma spesso hanno filari, dorsali e accessi stretti. Vanno utilizzati soltanto se pubblici, conosciuti e chiaramente esposti a ovest. Fermarsi lungo la carreggiata per inseguire l'ultimo raggio è pericoloso e può intralciare residenti e soccorsi.
Bellunese e Dolomiti: il massimo rischio è l'orizzonte montuoso
Nel Bellunese il meteo pomeridiano e l'orografia sono entrambi decisivi. Una valle stretta può perdere il Sole anche quando l'eclissi sta ancora crescendo. Cortina, Agordino, Cadore e Valbelluna non possono essere valutati con un'unica regola: cambia tutto fra fondovalle, versante e passo.
Serve un punto già conosciuto, raggiungibile in auto o con cammino brevissimo, esposto a ovest-nordovest e con rilievi lontani. Non è il giorno giusto per partire tardi verso una cima: il rientro avverrebbe al buio e nel pomeriggio sono possibili addensamenti o temporali sulle zone montane.
Le previsioni orarie indicano maggiore instabilità nel Bellunese fra tardo pomeriggio e prima serata rispetto alla pianura. Se alle 17 radar e webcam mostrano temporali o nubi persistenti sui rilievi, il piano B deve essere una zona di pianura raggiungibile senza correre.
Meteo di oggi: pianura favorita, montagna più incerta
Le indicazioni disponibili per la serata mostrano condizioni generalmente migliori su pianura e costa, con cielo da poco nuvoloso a parzialmente nuvoloso; sulle Dolomiti resta il rischio di nubi temporalesche pomeridiane. Per Venezia e parte della pianura sono comunque possibili addensamenti: una nube bassa collocata esattamente a ovest può bastare a nascondere il massimo.
Alle 17:30 bisogna controllare il bollettino Meteo Veneto di ARPAV, il radar e le webcam. Non serve attraversare la regione per un'icona più soleggiata: è meglio avere due punti vicini, entrambi con orizzonte occidentale, e decidere in base alle immagini in tempo reale.
Occhi protetti per tutta la durata
In Veneto l'eclissi sarà soltanto parziale. Anche alle 20:19 la falce solare residua può provocare lesioni permanenti alla retina senza dolore immediato. Gli occhiali da sole, anche sovrapposti, non bastano.
Servono visori conformi alla norma ISO 12312-2, senza graffi o fori. Le indicazioni di EduINAF dedicate all'eclissi prevedono di indossarli prima di guardare il Sole e toglierli soltanto dopo aver distolto lo sguardo.
Sono da evitare:
- vetri anneriti, radiografie, CD, pellicole e filtri artigianali;
- binocoli o telescopi senza filtro solare anteriore specifico;
- occhiali da eclissi messi dietro un binocolo;
- fotografie guardando contemporaneamente il Sole senza protezione;
- bambini lasciati soli con il visore.
La proiezione con foro stenopeico è una valida alternativa: si lascia passare la luce attraverso un piccolo foro e si osserva l'immagine proiettata su un secondo cartoncino, mai il Sole attraverso il foro.
Come fotografarla senza rovinare attrezzatura e occhi
Per fotografare il disco solare serve un filtro specifico davanti all'obiettivo. Il normale filtro fotografico ND non è automaticamente adatto all'osservazione solare. Con lo smartphone, senza teleobiettivo, il Sole sarà molto piccolo: una fotografia ambientata del paesaggio e della luce può riuscire meglio di uno zoom digitale.
Il cavalletto deve rimanere fuori da piste ciclabili, pontili e passaggi pedonali. Prima dell'inizio bisogna disattivare il flash e provare l'inquadratura; durante l'eclissi non si deve camminare guardando lo schermo o il cielo.
Programma pratico per questa sera
- 17:30: controlla radar, satellite e webcam ARPAV.
- 18:00: conferma il luogo principale e un'alternativa vicina.
- 18:45: raggiungi il punto e parcheggia regolarmente.
- 19:00: verifica ovest-nordovest e distribuisci i visori.
- 19:26-19:27: comincia la fase parziale.
- 20:18-20:19: massimo in gran parte del Veneto.
- subito dopo: il Sole tramonta; rientra con attenzione al traffico e alla luce in calo.
Se il cielo si chiude, la diretta INAF, UAI e PLANit consente di seguire il fenomeno da osservatori italiani e dalla fascia di totalità. Per chi resta in Veneto, però, la scelta con più probabilità di successo è concreta: pianura o Garda orientale, arrivo anticipato, ovest libero e protezioni certificate dall'inizio alla fine.