EcoEventi FVG, dal 16 settembre cambia il sostegno alle manifestazioni
La Regione ha approvato il primo elenco annuale e sostituito il vecchio schema a graduatoria: per sagre, eventi sportivi e iniziative associative entrano in gioco programmazione preventiva, rimborso e requisiti ambientali verificabili.
FRIULI VENEZIA GIULIA – Per le sagre, le feste di paese e gli appuntamenti sportivi che puntano a ridurre rifiuti e materiali usa e getta, in Friuli Venezia Giulia non cambia soltanto il nome di un bando. Dal 16 settembre 2026 è operativo un sistema diverso: gli eventi devono prima entrare nell’Elenco annuale EcoEventiFVG della Regione; solo gli organizzatori inclusi potranno chiedere il contributo, che viene riconosciuto a rimborso delle spese. Il primo elenco 2026 è stato approvato con decreto il 16 settembre, dopo la finestra transitoria di fine estate.
La novità riguarda un universo molto concreto. In regione la rete delle Pro Loco conta 250 aderenti, oltre 22mila volontari e circa 1.400 eventi: numeri raccontati da Nordest24 nel servizio sulla rete delle Pro Loco FVG con 250 realtà aderenti e 1.400 eventi. A questi si aggiungono associazioni, parrocchie, società e federazioni sportive. Per tutti, la sostenibilità dell’evento smette di essere un’aggiunta comunicativa e diventa una condizione da progettare, documentare e poi rendicontare.
Che cosa sostituisce il nuovo modello
La pagina regionale dedicata a EcoEventiFVG distingue con chiarezza il prima e il dopo. Il precedente canale, rivolto agli eventi realizzati o avviati fino al 15 settembre 2026, funzionava con una procedura a graduatoria. Prevedeva contributi dal 50 all’80 per cento della spesa ammissibile, con soglie massime comprese fra 5mila e 20mila euro, e una rendicontazione entro quattro mesi dalla conclusione.
Per le manifestazioni avviate dal 16 settembre entra invece in applicazione l’articolo 161 della legge regionale 5 del 2026 e il regolamento emanato con D.P.Reg. 90/2026. La prima differenza è temporale: l’evento non viene valutato soltanto quando cerca il sostegno economico, ma viene inserito in un elenco prima del suo svolgimento. La seconda è finanziaria: il contributo è fissato al 70 per cento della spesa ammissibile, fino a 20mila euro, e le spese devono essere pertinenti all’evento, sostenute nei sei mesi che precedono la domanda e comprovate dal pagamento.
Non è quindi un fondo indistinto per qualunque festa. Il perimetro comprende manifestazioni con preparazione o somministrazione di cibo e bevande – dalle sagre ai concerti fino agli eventi sportivi – e manifestazioni sportive, anche continuative, nelle quali si promuovano comportamenti in grado di ridurre la produzione di rifiuti da parte di pubblico e atleti. La Regione richiede tutti i requisiti obbligatori previsti dal regolamento e almeno un requisito facoltativo: la logica è valutare interventi concreti, non un’etichetta ambientale dichiarata a posteriori.
Perché l’elenco annuale sposta la programmazione
Il passaggio più rilevante è la cadenza. Per gli eventi dell’anno successivo, la scheda illustrativa va inviata via PEC, con una casella intestata al soggetto organizzatore, dal 1° novembre al 15 dicembre. L’elenco viene approvato entro il 31 dicembre e può essere aggiornato entro il 31 luglio: per l’aggiornamento, la finestra è dal 1° maggio al 15 luglio. Il calendario fa capire che la scelta di lavorare su stoviglie riutilizzabili o compostabili, bevande alla spina, raccolta dedicata e comunicazione a minore impatto non può essere rinviata alla settimana dell’evento.
Il 2026 è stato un anno di avvio con tempi diversi. Per le iniziative da far partire tra il 16 settembre e il 31 dicembre, la scheda andava trasmessa dal 17 agosto al 14 settembre; l’elenco è stato approvato il 15 settembre e il decreto 49525/GRFVG del 16 settembre ne ha formalizzato il risultato. Questa sequenza chiarisce un punto spesso frainteso: essere organizzatori di un evento in FVG non basta per accedere al contributo; occorre che l’evento sia stato ammesso nell’elenco.
Il sistema allarga comunque la platea rispetto alla sola associazione di paese. Possono proporre eventi associazioni e comitati senza scopo di lucro, parrocchie, società e associazioni sportive dilettantistiche, società professionistiche, federazioni CONI operanti in regione attraverso i comitati regionali ed enti di promozione sportiva. Per le realtà che hanno forma d’impresa restano applicabili anche le disposizioni del Codice degli incentivi: una distinzione importante, perché evita di trattare con le stesse regole soggetti giuridicamente diversi.
Rifiuti: il quadro regionale che rende misurabile la scelta
La misura arriva mentre i dati disponibili più recenti offrono un quadro meno lineare di quanto suggeriscano gli slogan. Secondo il Catasto rifiuti di ARPA FVG, nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono stati prodotti 649.725,414 tonnellate di rifiuti urbani: erano 657.477,22 nel 2024. La raccolta differenziata regionale è passata dal 73,40 al 73,24 per cento; le tonnellate raccolte in modo differenziato sono state 475.882,294, contro 482.580,27 dell’anno precedente. I dati annuali sono certificati dall’Agenzia, mentre quelli semestrali hanno valore statistico.
Non è possibile attribuire il dato regionale a feste e manifestazioni, né sarebbe corretto farlo: ARPA registra l’insieme dei rifiuti urbani, non una contabilità degli eventi. Il legame è però documentabile nel metodo scelto dalla Regione. EcoEventiFVG collega il contributo a misure che agiscono proprio sulla prevenzione: meno articoli monouso, maggiore uso di riutilizzabili o compostabili, bevande alla spina e modalità alternative di comunicazione. È un approccio che prova a intervenire prima che il rifiuto entri nel circuito di raccolta, non soltanto a migliorare la sua separazione successiva.
Per i residenti la conseguenza è visibile soprattutto nei luoghi dove l’afflusso si concentra in poche serate: una sagra, un torneo o un concerto possono modificare in modo temporaneo la domanda di contenitori, punti acqua, raccolta e pulizia. Per gli organizzatori significa invece che allestimento, forniture e pagamenti acquistano un peso amministrativo. La ricevuta di un bonifico o equivalente non è un dettaglio burocratico: è la prova richiesta per la spesa su cui si calcola il rimborso.
Dal contributo a graduatoria al rimborso in ordine di arrivo
Anche l’istruttoria cambia. Nel vecchio impianto l’assegnazione dipendeva da una graduatoria e dai punteggi. Nel nuovo regolamento i contributi sono concessi ed erogati in ordine cronologico di arrivo delle domande. La domanda va presentata entro quattro mesi dalla conclusione dell’evento. La piattaforma prevista è Istanze On Line, accessibile con Login FVG avanzato, CIE o SPID di livello 2; fino all’attivazione del servizio, la Regione indica la PEC [email protected], con domanda in regola con l’imposta di bollo.
Questo non equivale a un finanziamento automatico. L’ordine cronologico interviene nel procedimento, ma restano l’inserimento nell’elenco, i requisiti dell’organizzatore, la coerenza delle spese e la documentazione dei pagamenti. Resta inoltre il limite del 70 per cento e del massimo di 20mila euro: la parte non coperta continua a gravare sul bilancio dell’evento. La differenza pratica è che il contributo arriva dopo una spesa sostenuta e dimostrata, non prima dell’organizzazione.
Un cambiamento che riguarda i paesi, non solo i grandi calendari
Il valore territoriale della misura sta nel riconoscere che il tessuto degli eventi regionali è diffuso. Nel Pordenonese, per esempio, il programma di Giro a Casarsa, iniziativa diffusa che coinvolge associazioni e attività locali, mostra come un calendario possa distribuire appuntamenti fra centro, luoghi culturali, commercianti e volontari. Non è dichiarato come EcoEventoFVG e non va presentato come tale; è però un caso utile per capire perché sostenibilità, mobilità dei materiali e organizzazione condivisa non siano questioni astratte.
La stessa attenzione agli spazi del volontariato emerge dal nuovo bando per sedi e strutture delle associazioni del Friuli Venezia Giulia, aperto nei giorni scorsi per interventi su edifici e impianti. I due strumenti non sono sovrapponibili: uno finanzia immobili e strutture, EcoEventiFVG agisce sul singolo evento e sulle sue spese pertinenti. Insieme fotografano però una stessa trasformazione: per continuare a far vivere sagre, feste e sport nei centri piccoli, servono sia spazi adeguati sia una gestione più tracciabile di ciò che accade durante le manifestazioni.
Il primo elenco approvato a settembre è dunque il passaggio che rende il cambiamento operativo. Per il pubblico, il risultato atteso non è un bollino generico, ma eventi dove le scelte su bicchieri, acqua, raccolta e comunicazione sono riconoscibili. Per associazioni e società sportive la novità è un calendario che parte mesi prima dell’apertura degli stand. Per la Regione è uno strumento che collega la prevenzione dei rifiuti a un settore capillare, fatto di iniziative diverse ma presenti in tutta la regione.