Edilizia in Friuli Venezia Giulia, occupati in calo del 10,8% ma il credito cresce del 14,6%
Nel primo semestre 2026 frenano gli addetti nelle costruzioni, ma la regione è prima in Italia per crescita dei prestiti al comparto.
TRIESTE - Nel primo semestre 2026 il settore delle costruzioni in Friuli Venezia Giulia registra una flessione degli occupati del 10,8%, ma nello stesso tempo mostra segnali di tenuta sul fronte del credito e della struttura imprenditoriale. A trainare il comparto, secondo i dati diffusi da Confartigianato Fvg su fonte Istat, resta soprattutto l’artigianato, che concentra il 56,2% degli addetti dell’edilizia regionale, ben oltre la media italiana del 45,3%.
Il dato sugli occupati arriva dopo la chiusura della stagione del Superbonus e fotografa una fase di passaggio per il settore. A livello territoriale, il calo interessa tutte le ex province: Gorizia segna -2,9%, Pordenone -17,8%, Trieste -21,2% e Udine -2,8%.
Il peso dell’artigianato nelle costruzioni
L’elemento più rilevante, nella lettura dell’associazione di categoria, è il ruolo delle imprese artigiane dentro l’edilizia regionale. In Friuli Venezia Giulia oltre un addetto su due del comparto lavora infatti nell’artigianato, una quota che colloca la regione nettamente sopra il dato nazionale.
Secondo il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti, le imprese del settore si presentano anche con una struttura mediamente più solida rispetto al resto d’Italia, con 1,89 addetti per azienda. Nella stessa analisi viene richiamato anche il sostegno delle misure regionali per l’edilizia privata, in particolare le leggi 8 e 9 approvate la scorsa estate e i relativi bandi, considerati strumenti utili per la rigenerazione del patrimonio edilizio e per la tenuta della filiera economica collegata.
Perché calano gli occupati
Il calo dell’occupazione, viene precisato, non viene letto come un segnale di crisi strutturale. Il presidente di Confartigianato Edilizia Fvg Paolo Dri spiega che la contrazione non sarebbe legata a licenziamenti o a un aumento della cassa integrazione, ma soprattutto alla fine della spinta del Superbonus.
Con la chiusura di quella fase, molte imprese estere, in particolare provenienti dai Balcani e arrivate in regione quando la domanda era cresciuta rapidamente, hanno lasciato il territorio. A questo si aggiunge un altro fattore: l’età media elevata delle maestranze e i conseguenti pensionamenti.
Nella lettura di Dri, il comparto continua comunque a trovare lavoro attraverso il Pnrr, i cantieri ancora legati ai bonus edilizi e l’avvio previsto di circa 800 cantieri sostenuti dai contributi regionali per l’efficientamento.
Friuli Venezia Giulia prima in Italia per crescita del credito
Sul fronte finanziario emerge invece il dato più positivo del semestre. Il Friuli Venezia Giulia risulta primo in Italia per crescita dei prestiti alle costruzioni, con un aumento del 14,6%, in netta controtendenza rispetto al -2,4% registrato a livello nazionale.
Per Dri questo andamento riflette una maggiore credibilità delle imprese edili regionali nel rapporto con il sistema bancario. Negli ultimi anni, osserva, molte aziende avrebbero rafforzato la propria patrimonializzazione e oggi, grazie a una situazione più solida, stanno tornando a investire.
Anche il segretario generale di Confartigianato Fvg Enrico Eva collega il dato del credito alla qualità dei bilanci aziendali e a una gestione prudente dei costi. Secondo Eva, proprio questa cautela avrebbe temporaneamente rallentato le assunzioni, mentre il clima nel comparto resterebbe positivo, con l’aspettativa di una ripresa a partire da settembre.
Le criticità e il patrimonio edilizio da riqualificare
Tra i problemi segnalati dalle imprese c’è invece il peso delle procedure amministrative per la gestione del personale, aggravate, secondo l’associazione, anche dal nuovo badge di cantiere.
Sul medio periodo, però, la prospettiva indicata dal comparto resta legata soprattutto alla riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale. In Friuli Venezia Giulia il 67,1% degli edifici è stato costruito prima del 1980 e il 42,6% rientra nelle classi energetiche F o G. Un quadro che, secondo Confartigianato Fvg, lascia spazio a nuovi interventi sull’efficienza energetica e sulla transizione degli immobili più datati.