Electrolux, assemblee partecipate a Susegana dopo il vertice al Mimit

Dopo l’incontro del 25 maggio al Mimit, sindacati e lavoratori chiedono il ritiro del piano e annunciano un presidio durante il Giro

27 maggio 2026 23:40
Electrolux, assemblee partecipate a Susegana dopo il vertice al Mimit -
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SUSEGANA - Giornata di assemblee molto partecipate nello stabilimento Electrolux di Susegana, dove lavoratrici e lavoratori si sono riuniti per fare il punto sulla vertenza aperta dopo il piano di disimpegno annunciato dal gruppo. All’incontro è intervenuto il segretario generale della Fiom Cgil del Veneto, Antonio Silvestri, che ha ribadito la linea dei sindacati dopo il confronto al Mimit di lunedì 25 maggio.

Le due assemblee, secondo quanto riferito dalla Fiom, si sono svolte con un’ampia partecipazione e con forte attenzione da parte dei dipendenti, in un clima segnato dalla preoccupazione per una vertenza nazionale che coinvolge tutti i siti italiani della multinazionale e l’insieme dei dipendenti del gruppo nel Paese.

La posizione dei sindacati

Nel corso degli incontri è stata confermata la posizione unitaria di Fim, Fiom e Uilm, insieme a tutti i soggetti che finora si sono mobilitati per il futuro di oltre 4.500 lavoratrici e lavoratori in Italia: il piano, per i sindacati, deve essere ritirato integralmente perché viene giudicato non come un progetto industriale, ma come un ridimensionamento pesante della presenza produttiva di Electrolux nel Paese.

Silvestri ha indicato come primo risultato della mobilitazione e degli scioperi il fatto che politica, istituzioni e autorità locali abbiano espresso una convergenza sulla necessità di ritirare il piano di disimpegno dall’Italia. Secondo il segretario della Fiom veneta, solo togliendo "la pistola alla tempia" dei 1.719 esuberi e fermando la dismissione di produzioni strategiche può aprirsi un confronto reale.

Un altro elemento emerso, ha aggiunto, è l’impegno assunto dall’azienda a non avviare azioni unilaterali fino al 15 giugno. Il prossimo passaggio è fissato per il 15 luglio, quando al Mimit è previsto un nuovo confronto tra azienda e parti sociali. Per i sindacati, quell’appuntamento dovrà essere decisivo per aprire una discussione sul futuro industriale del gruppo in Italia.

I numeri del piano contestato

Nel merito del piano presentato da Electrolux, Fiom, insieme a Fim, Uilm e alle Rsu, giudica particolarmente gravi i tagli previsti, a partire dai 725 lavoratrici e lavoratori coinvolti negli staff. Silvestri ha sostenuto che a essere colpite sono proprio le competenze considerate strategiche, la ricerca, l’innovazione e le produzioni di maggiore qualità, quelle che negli anni hanno garantito competitività e mercato.

Durante le assemblee sono stati illustrati anche gli effetti previsti nei singoli stabilimenti italiani. A Porcia è stata annunciata la cessazione della produzione lavasciuga con 256 esuberi; a Cerreto D’Esi la chiusura totale del sito con 81 esuberi; a Forlì 241 esuberi e la cessazione della linea dei piani cottura; a Solaro 106 tagli nonostante l’aumento dei volumi; a Susegana 310 esuberi operai.

Le richieste al governo e all’azienda

Secondo la Fiom, il gruppo starebbe ridimensionando drasticamente un importante complesso industriale dopo aver investito milioni per renderlo competitivo, investimenti sostenuti anche con risorse pubbliche regionali e nazionali. Silvestri ha inoltre richiamato il fatto che, dal 2020 al 2024, sarebbero stati redistribuiti centinaia di milioni di utili agli azionisti, mentre i lavoratori hanno sostenuto ritmi, carichi e sacrifici rilevanti, anche sul piano della salute e dell’intensificazione del lavoro.

Per il sindacato, da questa situazione discende la richiesta di ritirare il piano di disimpegno, bloccare gli esuberi e le cessazioni delle produzioni ritenute di valore, salvaguardare occupazione e competenze e definire garanzie produttive per tutti i siti italiani.

Silvestri ha poi ribadito che nessuna trattativa può iniziare con la minaccia degli esuberi sul tavolo. Solo in queste condizioni, ha detto, potrà aprirsi il 15 luglio al Mimit un negoziato con una piattaforma definita su occupazione, siti, investimenti e innovazione.

Nel confronto al ministero, secondo la Fiom, dovrà inoltre entrare in agenda un intervento governativo ai massimi livelli per sostenere l’industria italiana con politiche efficaci su energia, filiere, investimenti innovativi e responsabilità sociale, alla luce delle crisi che stanno attraversando automotive, bianco, acciaio, meccanica agricola e termomeccanica. Per Electrolux, ha spiegato ancora il sindacato, serve una cornice univoca e unitaria per tutto il perimetro italiano del gruppo, da attuare con il coinvolgimento di regioni e territori e con garanzie sugli assetti produttivi di ciascun sito.

La mobilitazione prosegue

Dalle assemblee di Susegana è emersa anche la volontà di proseguire la mobilitazione e di intensificarla nel caso in cui l’azienda non ritiri il piano presentato. Il prossimo appuntamento annunciato è un presidio in programma domani dalle 12 alle 18, durante il passaggio del Giro d’Italia, alla rotonda prima della salita del "Muro Ca’ del Poggio".

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