Electrolux, piano choc per l’Italia: 1.719 esuberi e 310 posti a rischio a Susegana

Electrolux conferma 310 esuberi a Susegana. Sindacati, Regioni e Mimit giudicano irricevibile il piano.

25 maggio 2026 19:00
Electrolux, piano choc per l’Italia: 1.719 esuberi e 310 posti a rischio a Susegana -
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La vertenza Electrolux entra in una fase sempre più delicata. Al tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato confermato il quadro di forte ridimensionamento annunciato dalla multinazionale, con ricadute pesantissime anche sul sito veneto di Susegana, dove vengono indicati 310 esuberi tra gli operai.

Un dato che ha acceso la protesta delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni coinvolte, in una vicenda che riguarda non solo il futuro degli stabilimenti italiani del gruppo, ma più in generale la tenuta del comparto dell’elettrodomestico e del sistema manifatturiero nazionale.

Vertenza Electrolux, confronto al Mimit

L’incontro si è svolto a Roma, al Mimit, con la partecipazione dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sede degli stabilimenti interessati dal piano aziendale.

Le regioni coinvolte sono Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche, a conferma della dimensione nazionale della vertenza.

In concomitanza con il tavolo ministeriale è stato proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, accompagnato da un presidio davanti al Ministero.

Il piano aziendale: 1.719 esuberi complessivi

Il piano di riorganizzazione presentato da Electrolux prevede 1.719 esuberi complessivi, un numero superiore di 19 unità rispetto al precedente annuncio.

Secondo quanto emerso, il ridimensionamento colpirebbe il 35% degli operai e il 43% degli impiegati, con effetti rilevanti sull’occupazione diretta e indiretta.

Nel piano rientra anche la chiusura totale dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi, oltre a una riduzione dei volumi produttivi stimata intorno al 30%.

Uno scenario che ha portato Ministero, Regioni coinvolte, sindacati e amministrazioni locali a considerare il piano inaccettabile e non sostenibile per il futuro industriale del Paese.

Susegana, confermati 310 esuberi tra gli operai

Tra i siti più colpiti figura quello di Susegana, in provincia di Treviso. Per lo stabilimento veneto sono stati indicati 310 esuberi tra gli operai.

Per il personale di staff, invece, l’azienda avrebbe fornito soltanto dati complessivi, senza una ripartizione dettagliata per singolo sito produttivo.

Una situazione che, secondo la Fim Cisl Belluno Treviso, rende ancora più complesso valutare l’impatto reale del piano sul territorio e sulle famiglie dei lavoratori coinvolti.

Lovisotto: “Piano irricevibile”

All’incontro era presente anche Alessio Lovisotto, segretario generale della Fim Cisl Belluno Treviso, che al termine del confronto ha espresso una posizione molto netta.

“Il quadro emerso dall’incontro conferma la gravità della situazione e rende ancora più evidente quanto il piano presentato da Electrolux sia per noi irricevibile”, ha dichiarato Lovisotto.

Il sindacalista ha sottolineato come i numeri indicati per Susegana rappresentino un colpo durissimo per il sito produttivo e per il territorio.

“Per lo stabilimento di Susegana sono stati indicati 310 esuberi tra gli operai, mentre per il personale di staff l’azienda ha fornito solo dati complessivi, senza una suddivisione per singolo sito produttivo”.

“Bagno di sangue occupazionale”

Lovisotto ha definito il piano un vero e proprio bagno di sangue occupazionale, contestando l’assenza di una prospettiva industriale adeguata.

“Siamo di fronte a un piano che rappresenta un vero e proprio bagno di sangue occupazionale e che non lascia intravedere prospettive di sostenibilità per gli stabilimenti italiani, che invece hanno bisogno di investimenti e volumi produttivi adeguati per garantire il mantenimento dell’occupazione”.

Secondo la Fim territoriale, senza un cambio di rotta il rischio è quello di aprire la strada a scenari ancora più pesanti.

“L’alternativa, altrimenti, rischia di essere la cessione o la dismissione delle attività”, ha aggiunto Lovisotto.

Ministero, Regioni e sindaci contro il piano

Dal tavolo è emersa una posizione condivisa tra i soggetti istituzionali e sociali presenti. Il piano annunciato da Electrolux è stato giudicato non praticabile da Ministero, Regioni e sindaci.

Il confronto è stato aggiornato al 15 giugno, con l’invito rivolto a Electrolux a presentarsi con una proposta alternativa.

“È un passaggio importante, ma ora servono risposte concrete”, ha evidenziato Lovisotto, ribadendo la necessità di ritirare il piano e aprire una trattativa vera sulla salvaguardia dell’occupazione e del patrimonio produttivo.

Uliano: “Non è rilancio, ma smantellamento”

Durissima anche la posizione del segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, che ha denunciato come l’operazione non possa essere letta come un piano di rilancio o di ristrutturazione.

Secondo Uliano, il progetto presentato dalla multinazionale configura piuttosto uno smantellamento industriale, fondato su logiche finanziarie e destinato a penalizzare ricerca, sviluppo e organizzazione del lavoro.

Il nodo centrale resta dunque la richiesta di un cambio radicale di impostazione: non tagli lineari e riduzione dei volumi, ma investimenti, innovazione e tutela delle competenze costruite negli anni negli stabilimenti italiani.

Graziani: “Servono politiche industriali italiane ed europee”

Il segretario confederale Cisl Giorgio Graziani ha posto l’accento sulla crisi di competitività del settore e sulla pressione crescente dei mercati asiatici e cinesi.

Per Graziani, la situazione impone risposte strutturali e non più rinviabili, con politiche industriali concrete sia a livello italiano sia europeo.

L’obiettivo, secondo la Cisl, deve essere quello di proteggere il comparto produttivo nazionale, contrastare la concorrenza extraeuropea e impedire che la crisi dell’elettrodomestico si traduca in una perdita irreversibile di lavoro e capacità manifatturiera.

Attenzione anche all’indotto

La preoccupazione riguarda anche i lavoratori dell’indotto, che rischiano di subire conseguenze ancora più pesanti rispetto ai numeri ufficiali indicati dall’azienda.

“Grande attenzione dovrà essere riservata anche ai lavoratori dell’indotto, che rischiano di pagare un prezzo ancora più alto rispetto agli esuberi già annunciati”, ha concluso Lovisotto.

Attorno a Electrolux, infatti, si è sviluppato negli anni un sistema produttivo ampio e articolato, con ricadute occupazionali che vanno oltre il perimetro diretto degli stabilimenti.

Difendere Susegana significa difendere il territorio

Per il sindacato, la difesa del sito di Susegana non riguarda soltanto i posti di lavoro interni alla fabbrica, ma l’intero equilibrio economico e sociale del territorio.

“Difendere il sito significa difendere l’intero tessuto produttivo del territorio, garantendone la tenuta sociale”, ha ribadito Lovisotto.

La vertenza resta quindi aperta. Il prossimo appuntamento del 15 giugno sarà decisivo per capire se Electrolux intenderà modificare il piano o se lo scontro con sindacati, istituzioni e territori è destinato ad aggravarsi.

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