Electrolux, eurodeputati chiedono un incontro urgente alla Commissione Ue
La richiesta è stata inviata il 1 luglio 2026 al vicepresidente esecutivo Séjourné.
BRUXELLES - La crisi Electrolux esce dal solo piano nazionale e approda direttamente sul tavolo della Commissione europea. Un gruppo di eurodeputati ha chiesto un incontro urgente al vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, responsabile per la prosperità e la strategia industriale, per affrontare la situazione del gruppo in Italia e, più in generale, le difficoltà che stanno colpendo l’industria europea degli elettrodomestici.
La richiesta formale è datata 1 luglio 2026 e parte da un presupposto preciso: secondo i firmatari, il caso Electrolux non riguarda soltanto i singoli stabilimenti o i territori italiani coinvolti, ma rappresenta un segnale d’allarme per una parte strategica della manifattura europea. Nella lettera viene ricordato che sul tema è già stata presentata alla Commissione l’interrogazione scritta E-002133/2026, ma si chiede ora un passaggio politico immediato, senza attendere i tempi della risposta formale.
Per il Nordest la questione ha un peso diretto. Nella lettera vengono citati Friuli Venezia Giulia e Veneto come aree a forte vocazione manifatturiera, dove la presenza di Electrolux e della sua filiera ha inciso per decenni su occupazione, competenze, know-how e identità industriale.
Cosa chiedono gli eurodeputati alla Commissione
L’obiettivo dell’incontro richiesto a Séjourné è aprire un confronto con il suo gabinetto e con i servizi competenti della Commissione per inserire la vertenza Electrolux dentro il quadro più ampio della strategia industriale europea e dell’agenda sulla competitività.
Secondo i firmatari, il settore degli elettrodomestici è oggi sotto pressione per una combinazione di fattori: costi di produzione elevati, concorrenza internazionale, asimmetrie regolatorie e rischio crescente di perdita di capacità produttiva strategica all’interno dell’Unione. In questo contesto, un ulteriore indebolimento dei siti produttivi europei avrebbe conseguenze non solo sociali, ma anche industriali, alimentando un processo di deindustrializzazione.
Il tema si collega anche al dibattito già aperto su crisi Electrolux, lavoro e regole europee, soprattutto nei territori dove la presenza del gruppo incide sulla tenuta dell’indotto e dell’occupazione.
I nodi indicati nella lettera
Nel documento inviato a Bruxelles, gli eurodeputati chiedono di discutere quali iniziative l’esecutivo Ue intenda valutare per sostenere la resilienza del comparto europeo degli elettrodomestici. I punti indicati sono quattro: garantire condizioni di concorrenza eque rispetto ai produttori extra-Ue, tutelare le capacità manifatturiere strategiche presenti in Europa, prevenire ulteriori processi di delocalizzazione fuori dall’Unione e verificare l’adeguatezza degli strumenti europei di difesa dei produttori di beni finiti.
Nella lettera viene sottolineato in particolare il problema dei settori esposti alla concorrenza internazionale ma gravati da oneri regolatori che, secondo i firmatari, non ricadono nella stessa misura sui concorrenti dei Paesi terzi. Un passaggio che richiama il confronto già avviato sulla difesa dell’industria europea e sulla capacità dell’Unione di proteggere i propri comparti produttivi.
Perché la vertenza viene definita europea
Uno dei punti centrali della richiesta è che la crisi non venga letta come una vicenda limitata all’Italia. Nella lettera si osserva che la riorganizzazione del gruppo e le difficoltà del settore coinvolgono stabilimenti, regioni e Paesi diversi, confermando la natura pienamente europea del problema.
Da qui la richiesta di un’attenzione diretta della Commissione. Per i firmatari, Electrolux rappresenta un banco di prova concreto rispetto agli impegni più volte dichiarati dall’Europa sulla difesa della base industriale, sul rafforzamento dell’autonomia strategica e sulla tutela dei posti di lavoro di qualità.
I firmatari della richiesta
La lettera è firmata da Alessandro Ciriani, Carlo Fidanza, Nicola Procaccini, Sergio Berlato, Stefano Cavedagna, Carlo Ciccioli, Giovanni Crosetto, Elena Donazzan, Pietro Fiocchi, Alberico Gambino, Chiara Gemma, Paolo Inselvini, Lara Magoni, Mario Mantovani, Giuseppe Milazzo, Denis Nesci, Michele Picaro, Daniele Polato, Ruggero Razza, Marco Squarta, Francesco Torselli, Francesco Ventola e Mariateresa Vivaldini.
Il documento è stato inviato da Bruxelles con la richiesta di organizzare un incontro nelle prossime settimane con il vicepresidente esecutivo Séjourné e con i servizi competenti della Commissione europea.