PORCIA, crisi Electrolux in Consiglio regionale: focus su lavoro e regole Ue
A Trieste l’intervento della consigliera Orsola Costanza sulla vertenza dello stabilimento pordenonese.
PORCIA - La crisi di Electrolux Porcia è tornata al centro del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia nella seduta di oggi, 11 giugno, con il dibattito sulla mozione dedicata allo stabilimento pordenonese. In Aula, il confronto si è concentrato su due punti: la tutela dei posti di lavoro nell’immediato e il peso delle regole europee sulla competitività industriale.
A intervenire è stata la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Orsola Costanza, che ha chiesto di affrontare la vertenza partendo da lavoratori e famiglie coinvolti dalla crisi. Il passaggio in Consiglio si inserisce in una fase già segnata da attenzione istituzionale sul caso, anche dopo il confronto sulle misure regionali per il comparto, compresi gli 8 milioni per elettrodomestico e indotto.
Cosa è stato detto in Aula sulla vertenza
Nel suo intervento, Costanza ha parlato del dovere dell’Assemblea di esprimere vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie di fronte a una crisi che, ha sostenuto, riguarda un patrimonio industriale, sociale e umano del territorio pordenonese.
La consigliera ha richiamato anche il legame storico tra la fabbrica e il territorio, ricordando la Zanussi nata e cresciuta a Pordenone sotto il marchio Rex e diventata una delle realtà più importanti dell’elettrodomestico. In questo quadro, ha sostenuto che la vicenda Electrolux non possa essere letta come un fatto nato nell’attuale fase politica, ma come una crisi che ha radici più profonde.
Le due linee indicate: intervento subito e analisi di lungo periodo
Il punto centrale del suo intervento è la distinzione tra due piani. Il primo riguarda l’emergenza immediata: proteggere i livelli occupazionali e dare risposte al tessuto sociale coinvolto dalla crisi dello stabilimento di Porcia.
Il secondo riguarda invece le cause strutturali. Secondo Costanza, per affrontare davvero la situazione serve un’analisi della politica industriale europea e dell’impatto delle regole comunitarie sulle imprese che producono in Italia rispettando standard più restrittivi.
In quest’ottica, la consigliera ha sostenuto che le norme europee dovrebbero evolvere per diventare una tutela e non un freno per le aziende. Il riferimento è alla concorrenza con merci importate da Paesi che, a suo giudizio, non operano con gli stessi vincoli normativi e con gli stessi costi sostenuti da chi produce in Europa.
Il nodo per Pordenone e per la manifattura regionale
Dal dibattito emerge quindi una lettura della vertenza Electrolux che va oltre la singola azienda. Il caso di Porcia viene presentato come una questione che tocca occupazione, indotto e tenuta industriale del Pordenonese.
Per questo, nell’intervento in Aula, la difesa del lavoro si è intrecciata con una richiesta di revisione del quadro competitivo in cui si muovono le imprese manifatturiere. Costanza ha chiesto che l’attenzione europea si concentri sul rischio di svantaggio per chi produce nel Paese rispettando regole più restrittive rispetto a quelle applicate altrove.
Il passaggio in Consiglio regionale conferma così che la vertenza resta uno dei dossier industriali più sensibili per il Friuli Venezia Giulia: da un lato c’è la gestione della crisi nell’immediato, dall’altro il tema più ampio delle condizioni in cui opera la manifattura regionale.