Electrolux Porcia, dopo il vertice al Mimit restano dubbi su produzioni e lavoro
La consigliera Serena Pellegrino chiede un piano industriale chiaro e tutele per operai e impiegati.
TRIESTE - Restano aperti i nodi sul futuro dello stabilimento Electrolux di Porcia. Dopo il vertice al Mimit, la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) parla di un quadro ancora poco chiaro sia sulla continuità delle produzioni sia sulle prospettive per operai e impiegati.
Secondo Pellegrino, le informazioni emerse dall'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non consentono ancora di definire con precisione quali saranno gli sviluppi occupazionali per il personale dello stabilimento pordenonese. La consigliera sottolinea inoltre che, allo stato attuale, le condizioni non sembrano essere cambiate.
Cosa viene contestato dopo il vertice
Nel suo intervento, Pellegrino evidenzia la mancanza di credibilità del progetto industriale e l'assenza di prospettive definite per i lavoratori. Da qui la richiesta di un piano industriale chiaro, in grado di garantire tutele sia per gli operai sia per gli impiegati e di offrire certezze sul futuro produttivo del sito di Porcia.
Il punto centrale, nella lettura della consigliera regionale, è proprio l'assenza di indicazioni concrete sulla continuità delle attività e sulle ricadute occupazionali, un tema che riguarda direttamente il territorio e le famiglie coinvolte.
Attesa per gli incontri di settembre
Pellegrino afferma di attendere risposte più concrete sul futuro di Electrolux e indica come passaggio decisivo i nuovi incontri tecnici a settembre. L'auspicio, spiega, è che da quei confronti possano arrivare soluzioni effettive per lo stabilimento e per i lavoratori.
Nella stessa presa di posizione, la consigliera aggiunge che prima di chiamare in causa l'Europa e le politiche green occorre riconoscere un problema più ampio: l'assenza di una politica industriale seria, definita un limite che non può essere ignorato.