Electrolux Porcia, la Regione prepara 8 milioni per elettrodomestico e indotto
Mozione approvata all’unanimità in Consiglio regionale sulla crisi dello stabilimento di Porcia.
TRIESTE - Sulla vertenza Electrolux che coinvolge lo stabilimento di Porcia, la Regione Friuli Venezia Giulia mette sul tavolo 8 milioni di euro per sostenere le imprese del comparto elettrodomestico e della subfornitura. Il nuovo canale contributivo sarà inserito nella legge di assestamento 2026 e, ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini in Consiglio regionale, sarà destinato a investimenti in innovazione e processi di riposizionamento strategico e produttivo, con una condizione precisa: il mantenimento o l’aumento dei livelli occupazionali.
L’annuncio è arrivato durante la discussione della mozione sulla vertenza Electrolux, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La questione riguarda il piano di ristrutturazione del gruppo svedese, che prevede circa 1.700 esuberi a livello nazionale.
I fondi regionali e il vincolo sull’occupazione
Secondo quanto riferito dall’assessore, l’intervento regionale punta a dare una risposta concreta in una fase di incertezza per il sito produttivo di Porcia e per l’intera filiera collegata. I contributi saranno rivolti alle aziende dell’elettrodomestico e alle imprese della subfornitura, con l’obiettivo di sostenere investimenti utili a rafforzare la competitività industriale.
Il requisito indicato dalla Regione è centrale: per accedere ai contributi, le imprese dovranno garantire il mantenimento dei posti di lavoro oppure un incremento dell’occupazione. Una misura che si inserisce nel quadro delle politiche regionali per il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia, mentre dal 1° giugno è operativo il Centro Studi per la Manifattura 2030.
La mozione in Consiglio e il caso Porcia
Nel suo intervento in aula, Bini ha parlato di una risposta tempestiva della Regione all’annuncio del piano industriale del gruppo svedese. Il messaggio emerso dai tavoli di confronto con sindacati, associazioni di categoria e lavoratori, ha aggiunto, è quello di evitare qualsiasi ipotesi di dismissione e difendere occupazione e continuità produttiva nello stabilimento di Porcia.
L’assessore ha definito Electrolux un tassello della storia industriale regionale e nazionale, sostenendo che la vertenza non riguarda un confronto ideologico ma la tenuta di un comparto considerato strategico per il territorio.
Le critiche al quadro europeo e alla competitività industriale
Nel corso della seduta, Bini ha collegato la crisi Electrolux a un contesto più ampio, sostenendo che l’Europa rischia di trovarsi davanti ad altre crisi industriali nei prossimi anni. Secondo l’assessore, le imprese europee si confrontano oggi con un mercato globale in cui concorrenti come Cina e India possono contare su costi di produzione molto più bassi.
Tra i fattori che, a suo giudizio, pesano sulla competitività delle aziende, Bini ha citato anche alcuni strumenti europei come il Carbon border adjustment mechanism e l’European union emissions trading system, indicati come ulteriori oneri per i margini d’impresa. In questo scenario, la Regione prova a muoversi con risorse proprie, mentre sul fronte degli investimenti comunitari resta aperto anche il capitolo Fesr 2021-2027 destinato al Friuli Venezia Giulia.
Il prossimo passaggio a Roma
Il confronto istituzionale proseguirà il 15 giugno a Roma, data indicata dall’assessore per la valutazione delle proposte dell’azienda. La posizione espressa dalla Regione è quella di non accettare decisioni che possano penalizzare un asset ritenuto strategico per il territorio.
Nel dibattito in Consiglio regionale, Bini ha anche richiamato il voto unanime dell’aula come segnale di compattezza istituzionale sulla vertenza che coinvolge il sito produttivo di Porcia.