Electrolux sospende licenziamenti e chiusure per 50 giorni: si apre il confronto su un piano alternativo
La consigliera regionale Rosaria Capozzi chiede impegni verificabili su lavoro e produzione dopo il tavolo al ministero.
TRIESTE - Il dato più concreto emerso dalla vertenza Electrolux è la sospensione del piano di licenziamenti e delle chiusure per 50 giorni. La novità arriva dal tavolo in corso al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove l’azienda, secondo quanto riferito in una nota dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi e dall’europarlamentare Gaetano Pedullà, ha manifestato la disponibilità ad aprire un confronto per individuare un piano alternativo alla gestione della crisi.
Per i due esponenti del M5S si tratta di un’apertura da accogliere con favore, ma senza considerarla ancora una soluzione. Il punto, spiegano, è trasformare la disponibilità dichiarata in un percorso concreto, con impegni chiari e verificabili sulla tutela dell’occupazione e sulla tenuta produttiva degli stabilimenti coinvolti.
Cosa cambia dopo il tavolo al ministero
Al momento, il passaggio più rilevante è il congelamento temporaneo delle misure annunciate dall’azienda. Per 50 giorni restano sospesi sia il piano di licenziamenti sia le chiusure, in attesa di verificare se esistano margini per costruire una proposta condivisa con istituzioni e parti sociali.
La finestra di tempo aperta dal confronto non chiude quindi la crisi, ma consente di spostare il baricentro dalla rottura alla trattativa. È su questo punto che Capozzi insiste, parlando della necessità di affrontare una fase delicata con prudenza e con una piena condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti coinvolti.
Le richieste: lavoro, trasparenza, capacità produttiva
Nella nota diffusa il 15 giugno viene indicata una linea precisa: alle dichiarazioni seguite al tavolo ministeriale dovranno ora corrispondere scelte verificabili. Secondo Capozzi, servono trasparenza, lealtà reciproca e un confronto credibile tra azienda, istituzioni e rappresentanze sociali.
L’obiettivo indicato è duplice: da una parte salvaguardare i posti di lavoro, dall’altra evitare un indebolimento della capacità produttiva nei siti interessati dalla crisi. La consigliera regionale sottolinea infatti che la partita non riguarda soltanto i dipendenti e le loro famiglie, ma anche il tessuto economico e industriale dei territori coinvolti.
Da qui la richiesta di proseguire il confronto mettendo al centro alcuni elementi considerati prioritari: tutela dell’occupazione, valorizzazione delle competenze professionali e rafforzamento della competitività del comparto.
La posizione del M5S sulla vertenza
Capozzi e Pedullà definiscono positiva l’apertura di uno spazio di dialogo, ma avvertono che il giudizio sui prossimi passaggi dipenderà dai contenuti del piano alternativo e dalla sua sostenibilità nel tempo. Nella loro valutazione, il rischio da evitare è che la crisi venga solo rinviata, senza una risposta strutturale capace di impedire che il problema si ripresenti nel giro di pochi mesi.
Per questo la consigliera regionale ribadisce che la vertenza dovrà essere seguita con attenzione anche nelle prossime settimane. Il punto fermo, allo stato attuale, resta uno: il congelamento di licenziamenti e chiusure per 50 giorni e l’avvio di un confronto che, se tradotto in impegni concreti, potrebbe aprire la strada a una soluzione alternativa per affrontare la crisi aziendale.