Energy Park Hafner, progetto da 1 miliardo in Fvg: 640 GWh e 180 posti di lavoro
Illustrato a Fagagna il piano per l’area Aussa Corno: gestione di 500mila tonnellate l’anno, proposta a CAFC e opuscolo per 20mila residenti
FAGAGNA - Un investimento privato da 1 miliardo di euro, 640 GWh di energia all’anno, 180 nuovi posti di lavoro e l’obiettivo dichiarato di fermare l’export dei rifiuti fuori regione. Sono i numeri del progetto “Energy Park Hafner”, illustrato giovedì 9 luglio 2026 al Villaverde Hotel & Resort di Fagagna da Heinrich Hafner, con il focus sull’area di Aussa Corno, nell’ex sito Eurofer, tra i territori interessati attorno a San Giorgio di Nogaro.
Secondo quanto presentato, l’impianto dovrebbe trattare circa 500.000 tonnellate all’anno di rifiuti non riciclabili attraverso quattro linee ad alta tecnologia, trasformandoli in energia prodotta in regione. Il progetto viene indicato dall’azienda come uno strumento per raggiungere l’autosufficienza nello smaltimento, evitando il conferimento dei rifiuti in altre regioni o all’estero.
I numeri del progetto e l’impatto annunciato
Il dato centrale riguarda la produzione energetica: 640 GWh annui, una quota che, secondo i promotori, coprirebbe quasi la metà del fabbisogno elettrico delle famiglie del Friuli Venezia Giulia. L’investimento, è stato spiegato, sarebbe interamente sostenuto da capitali privati nell’ambito di un partenariato pubblico-privato, senza utilizzo di risorse pubbliche.
Tra le ricadute indicate ci sono anche 180 posti di lavoro diretti, in prevalenza qualificati, con priorità ai residenti del territorio. Sul fronte economico, la società sostiene che l’accordo convenzionale potrebbe ridurre i costi di smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati e incidere così sulla TARI pagata dai cittadini.
Area Aussa Corno, bonifica e tecnologia
Il polo verrebbe realizzato nell’area Aussa Corno, sull’ex Eurofer, e includerebbe anche la bonifica dei terreni inquinati del sito. Sul piano ambientale, Hafner ha descritto un impianto waste-to-energy di ultima generazione con sistemi di controllo e abbattimento delle emissioni indicati come inferiori ai limiti fissati dall’Unione Europea.
Nel progetto è inserito anche un processo brevettato per la cattura della CO2. Il beneficio netto stimato dall’azienda è di oltre 18.000 tonnellate di CO2 equivalente all’anno risparmiate per la comunità.
La proposta a CAFC e il coinvolgimento dei gestori
Durante l’incontro è stato annunciato che nei prossimi giorni verrà inviata una PEC formale a CAFC, passaggio che l’azienda considera essenziale per inserire l’infrastruttura nel sistema operativo regionale. La scelta di coinvolgere il gestore nasce, secondo Hafner, dalle competenze societarie e dal memorandum già attivo con AET2000, Net e Isontina Ambiente.
La stessa documentazione relativa al partenariato pubblico-privato sarà trasmessa anche a questi soggetti. Nella presentazione, questa impostazione è stata collegata alla prospettiva regionale di una multiutility pubblica più ampia e strutturata.
Informazioni ai residenti e possibili benefici energetici
Sul fronte della comunicazione ai cittadini, l’azienda ha annunciato la pubblicazione online del sito ufficiale con i dettagli tecnici del progetto e la distribuzione porta a porta di un opuscolo informativo destinato a circa 20 mila cittadini residenti a San Giorgio di Nogaro e nei comuni limitrofi.
Per gli stessi comuni sono state previste liberalità per finanziare interventi compensativi e progetti di sviluppo. Tra le ipotesi illustrate ci sono anche forme di condivisione dell’energia prodotta, con approvvigionamenti agevolati, e la predisposizione dell’impianto per la cessione del calore, aprendo così alla possibilità di reti di teleriscaldamento civile e industriale.
In chiusura, l’azienda ha rilanciato la formula delle “porte aperte”, invitando chi vuole verificare direttamente il modello proposto a visitare l’impianto già operativo a Bolzano.