Epatite C: predisposto il piano strategico per il Friuli-Venezia Giulia

IL SOMMERSO DA SCOVARE - Quattro incontri rivolti agli specialisti per coordinare l'attività e individuare i pazienti che non sanno o non si sono ancora sottoposti alla terapia gratuita per eliminare...

27 settembre 2019 16:12
Epatite C: predisposto il piano strategico per il Friuli-Venezia Giulia -
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IL SOMMERSO DA SCOVARE - Quattro incontri rivolti agli specialisti per coordinare l'attività e individuare i pazienti che non sanno o non si sono ancora sottoposti alla terapia gratuita per eliminare il virus HCV, una terapia di poche settimane, senza effetti collaterali e non tossica per eliminare definitivamente il virus dell'Epatite C e tornare a vivere.

Il quadro è allo stesso tempo complesso e confortante: da una parte, persiste un alto numero di pazienti affetti da HCV, a cui si collegano le difficoltà nella ricerca del “sommerso”; dall’altra, si ha grande fiducia nella comprovata efficacia delle nuove terapie per sconfiggere il virus. Ecco la terza tappa del progetto "HCV: Be Fast, Be Different". Il convegno, organizzato da AbbVie, approda il 27 Settembre a Milano, presso il Nhow Hotel.

L'iniziativa fa seguito agli incontri tenutisi a Matera e a Roma in primavera, e precede l’ultimo previsto a Torino il 10 ottobre prossimo. Un momento di riflessione che ha lo scopo di riunire specialisti di vari settori, fra cui epatologi, infettivologi, internisti, per un confronto costruttivo volto a identificare dei percorsi clinici condivisi per l’individuazione e l’invio al trattamento antivirale dei pazienti nei quali l’infezione da HCV non è stata ancora diagnosticata.

LA SITUAZIONE IN FRIULI-VENEZIA GIULIA - In Friuli-Venezia Giulia, regione nella quale le stime epidemiologiche sulla infezione da HCV sono sovrapponibili a quanto evidenziato per le altre regioni del Nord Italia, è stato discusso un progetto regionale per la eliminazione della epatite C.

Il progetto si è basato sulla stesura di un piano strategico per la gestione dei pazienti con alterazione dei test di funzione epatica, rivolto prevalentemente ai medici di medicina generale – spiega il Prof. Pierluigi Toniutto, Direttore dell’Unità di Epatologia e Trapianto di fegato presso l’Università di Udine. - Questo piano ha l’obiettivo di portare alla ricerca dell’infezione da HCV in tutti i pazienti con alterazione dei test di funzione epatica, unitamente a tutti i pazienti con fattori di rischio per aver contratto l’infezione. È noto infatti dalla letteratura che in queste categorie di pazienti la ricerca dell’infezione da HCV viene attualmente effettuata in solo il 20% dei casi.

È stato previsto e verrà presto attuato, al fine di raggiungere tutte le categorie di pazienti a rischio, il coinvolgimento dei servizi per le dipendenze, della sanità carceraria e dei dipartimenti di prevenzione. Parallelamente al piano di identificazione dei pazienti è stato discussa la possibilità di attuare un piano sistematico di accesso rapido e burocraticamente semplice agli ambulatori epatologici dei centri prescrittori dei DAA, dove lo specialista epatologo prende in carico il paziente e gestisce il percorso di cura sino alla guarigione”.

I NUMERI EPATITE C IN ITALIA CONTINUANO A PREOCCUPARE: 3MILA MORTI L’ANNO PER TUMORE DEL FEGATO - L’Italia è il paese europeo con la più elevata prevalenza di infezione da HCV, con una media stimata dell’1.5% e dati preoccupanti poiché al Sud è superiore al 5%, in pazienti con età superiore ai 65 anni. Ogni anno nel nostro paese, vengono effettuati circa 60mila ricoveri ospedalieri per patologia epatica HCV correlata, con un incremento del 67% dei casi di cirrosi e del 291% dei casi di carcinoma epatocellulare primitivo (HCC). Sono circa 12mila i decessi annui attribuibili all’infezione da HCV e l’epatocarcinoma, di cui la cirrosi epatica da HCV rappresenta una delle cause principali, è responsabile ogni anno di circa 3mila decessi.

Oramai da mesi, sono stati introdotti e resi disponibili in Italia per tutti i pazienti i nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) specifici per il trattamento dell’infezione cronica HCV relata, dotati di elevatissima efficacia e di scarsi effetti collaterali. “Questi farmaci hanno rivoluzionato l’approccio nei confronti del trattamento della patologia, consentendo di ottenerne la guarigione in una percentuale di oltre il 95% dei pazienti trattati – evidenzia il Prof. Pierluigi Toniutto. - Dall’introduzione dei DAA in Italia, sono stati sottoposti a trattamento antivirale circa 200mila pazienti, con un ritmo di circa 35mila pazienti per anno. Negli ultimi mesi si è assistito ad un progressivo calo del numero dei pazienti che accedono al trattamento, che può essere spiegato dal progressivo esaurimento del numero di soggetti con una infezione da HCV già diagnosticata e noti agli ambulatori epatologici. Tuttavia, si stima che esistano ancora circa tra i 250mila sino ai 450mila pazienti con infezione da HCV non diagnosticata e circa 170mila pazienti che nonostante la diagnosi di epatite C sia nota, non sono stati ancora inviati al trattamento. È il cosiddetto “sommerso”, su cui si devono concentrare le azioni per individuare i pazienti da mettere in cura”.

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