Notte di ricerche al confine: uomo recuperato in ipotermia tra le montagne friulane
Escursionista austriaco disperso sul Monte Acuto salvato nella notte dall’elisoccorso regionale e dal Soccorso Alpino.
MALBORGHETTO VALBRUNA (UD) – Momenti di forte apprensione nella notte tra sabato 23 e domenica 24 maggio per un escursionista austriaco del 1968 rimasto disperso nell’area del Monte Acuto, in una zona impervia del territorio italiano, non lontana dal confine con l’Austria. L’uomo, di nazionalità austriaca, risultava irreperibile dal pomeriggio di sabato e per diverse ore non era stato possibile mettersi in contatto con lui telefonicamente.
A far scattare la macchina dei soccorsi è stata la Polizia austriaca, che ha contattato la Guardia di Finanza di Tarvisio dopo aver raccolto elementi utili alla localizzazione dell’escursionista. Da quel momento è stata attivata la stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e, tramite la Sores, anche l’elisoccorso regionale in assetto notturno, fondamentale per raggiungere un’area particolarmente difficile da avvicinare a piedi.
L’allarme nella notte e la posizione individuata
Le ricerche si sono concentrate dopo che la posizione dell’uomo è stata ricostruita grazie all’aggancio di una cella telefonica e a un successivo sorvolo effettuato dalla parte austriaca. L’escursionista, rimasto a lungo non raggiungibile al telefono, si trovava nei pressi del Monte Acuto, in un punto isolato e distante dai principali accessi pedonali.
La zona, pur essendo vicina al confine austriaco, ricade in territorio italiano e presenta caratteristiche tali da rendere complesso un intervento via terra, soprattutto in orario notturno. Per questo motivo è stato deciso di impiegare il mezzo italiano dell’elisoccorso regionale, dotato di capacità operative avanzate per questo tipo di interventi al buio.
Il recupero con il verricello sul Monte Acuto
L’elicottero è decollato durante la notte e si è diretto verso il punto esatto comunicato dalla Polizia austriaca. Una volta raggiunta l’area indicata, il tecnico di elisoccorso è stato calato con il verricello fino al luogo in cui si trovava l’escursionista.
L’uomo è stato recuperato mediante il triangolo di evacuazione, una procedura utilizzata in situazioni in cui è necessario portare rapidamente in sicurezza una persona da un ambiente difficile o non raggiungibile con altri mezzi. Al momento del recupero l’escursionista presentava una leggera ipotermia e alcune contusioni, ma le sue condizioni generali sono apparse buone.
Dopo il recupero, l’uomo è stato trasportato a Tarvisio, dove ha potuto ricongiungersi con i familiari. Le operazioni si sono svolte tra le 4 e le 5.30 del mattino, con il coordinamento dei soccorritori italiani e il supporto delle informazioni fornite dalle autorità austriache.
Una zona difficile da raggiungere a piedi
L’intervento si è reso necessario proprio per la particolare posizione in cui si trovava l’escursionista. Il Monte Acuto si colloca in un’area montana non lontana dalla linea di confine, ma lontana dai punti di accesso più agevoli. In condizioni notturne, con temperature più basse e visibilità ridotta, il rischio per una persona dispersa può aumentare rapidamente.
Il fatto che l’uomo fosse in lieve ipotermia conferma quanto la situazione potesse peggiorare con il passare delle ore. Il rapido intervento dell’elisoccorso ha permesso di evitare conseguenze più serie e di concludere positivamente una notte di ricerche complesse.
Il ruolo dell’elisoccorso regionale in assetto notturno
La scelta di coinvolgere l’elisoccorso regionale in assetto notturno è stata determinante. Il mezzo impiegato è considerato particolarmente avanzato per operazioni di questo genere, soprattutto quando si tratta di raggiungere aree montane difficili durante le ore di buio.
Proprio in questi giorni, a partire dal 22 maggio e fino al 3 luglio, sono in corso attività addestrative notturne “a secco”, cioè svolte in elibase a Pasian di Prato, con l’elicottero H145 dell’elisoccorso regionale.
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Addestramenti notturni fino a luglio
Il programma prevede nove serate di formazione, dalle 20 alle 23, nei giorni stabiliti. I soccorritori sono suddivisi in tre gruppi da dieci persone e affrontano, insieme ai tecnici dell’elisoccorso, argomenti e pratiche collegati alle operazioni notturne.
Si tratta di attività fondamentali per mantenere alta la preparazione degli operatori impegnati negli interventi in montagna, specialmente in scenari dove il buio, la distanza dai sentieri e le condizioni ambientali possono rendere ogni minuto decisivo. L’episodio del Monte Acuto conferma l’importanza di una rete di soccorso efficiente e di una collaborazione transfrontaliera rapida tra autorità italiane e austriache.